e non pochi grassi interessi, dall'area mercato alla metropolitana, finanche bacini fluviali e opere abbastanza "grandi" da esser appetibili businnes, come lo scolmatore...

Il Decentramento sarebbe un'opportunità di partecipazione, pensare di arrivare all'idea di PortoAlegre magari è eccessivo ma pretendere di sapere e incidere sulle scelte che ci riguardano dovrebbe esser il minimo sindacale, credo.

lunedì 26 novembre 2012

Schema Triennale dei Lavori Pubblici. Parere consultivo del Municipio3, Consiglio di Municipio.




Intervento del capogruppo Partito Rifiondazione Comunista,
riguardo alla Proposta del Programma triennale dei Lavori Pubblici:

Il PRC genovese considera il risanamento del Territorio e del dissesto idrogeologico come priorità cittadina anche nelle sue declinazioni Politiche, e siamo soddisfatti della dichiarazione x cui l'impegno del Piano Triennale presentato è conseguire obbiettivi che rispondano a questa esigenza.
Difficile ora analizzare tutti gli interventi, mi limito a vedere come il Piano si realizza, come incide nel nostro Municipio: in 4 interventi. Che a nostro dire hanno, in realtà, poco a che fare con la questione idrogeologica, pur essendo la nostra una delle aree ad interesse nazionale.

La copertura del Mercato di Terralba: va da sè che se io pago l'affitto il mio padrone di casa è tenuto a far si che il tetto non mi caschi in testa, così è per l'intervento in questione. Si è detto che è il secondo mercato di Genova... se si volesse salvaguardare la piccola rete commerciale, importante sotto più aspetti, xciò incentivarne lo sviluppo capillare e diffuso non si sarebbe asservita l'intera zona e gli Abitanti alla logistica privata della grande distribuzione, concentrando quattro o cinque supermercati in quella zona: questo non ha ottenuto ne un calmiere dei prezzi (infatti si va ancora al mercato, x risparmiare) ne un pluralismo mercantile visto che le grandi catene offrono prodotti standard e di bassa qualità in genere. Siamo in tempo per rimediare, se l'intervento sul tetto del mercato Terralba auspica questa direzione.

Piazza Martinez: nuovamente un intervento "dovuto" in quanto se non altro riparatore per il pregresso e di prevenzione civile per il futuro. Che nulla c'entra con le piene e le alluvioni. Nonostante che 250mila eur siano davvero pochi la nostra aspettativa è che il Municipio3 riesca a coordinare le realtà interessate in un processo di Urbanistica Partecipata, impostazione della quale il ns Presidente da tempo si rende promotore; pensavamo ad un coinvolgimento della facoltà di Architettura, così come dei Plessi Scolastici vicini.

Rio Finocchiara e Via omonima: Ecco dove un lavoro previsto tocca il tema idrogeologico. Qui siamo in uno dei punti critici davvero, uno dei due torrenti affluenti al Fereggiano in cui la piena del novembre scorso ha preso forma, alimentata in seguito dalle mille fiumare dei versanti. Con 500mila eur si interviene sugli argini del Rio nel segmento ancora abitato interno alla piccola valle, si parla di ingegneria naturalistica, bene, ma ci chiediamo se non fosse un lavoro organico ad un'intervento più ampio, che prevedesse intanto di bloccare la frana dal poligono di tiro,e di risolvere la questione dei muraglioni di contenimento di materiali della cava che sono accumulati dagli anni "40: una spada di damocle sulla testa degli Abitanti. Diversamente anche qui si sbaglia: è come sistemare lo zoccolo di una casa con tetto e pareti pericolanti.

Una parola sulla questione di Via Molinetto, che conosciamo bene. Non è un'intervento iscrivibile nel piano triennali, infatti non c'era scritto. Bene che sia fatto ed al più presto, ma si tratta di un lavoro che coop7 fa a sue spese, rimborsata in qualche modo con fondi UE, e tramite la Regione regalerebbe al Comune.

Infine lo Scolmatore: non abbiamo capito che cosa sarebbe, o meglio che lavori si effettuerebbero con quella cifra apparentemente stanziata, non abbiamo visto un Progetto, un disegno... Allora c'è un progetto sconosciuto che prevede un intervento sotto un Territorio di cui conosciamo ancora meno: le verifiche, i sondaggi, non sono recenti, anzi, e sappiamo come la semplice costruzione di un box modifichi il corso di rii e caditoie, e negli ultimi 10anni s'è costruito di tutto in quell'area... persino della falda presente e rilevata sotto terralba non si conosce l'ampiezza. Non abbiamo neanche chiaro se quel che si propone "scolmerebbe" alla fine l'acqua o sarebbe solo propedeutico all'Opera principale.
Ma ammesso e non concesso che davvero sia realizzabile la deviazione della piena del Fereggiano con quella cifra. Dove sono i 59 milioni di euro? Dipendono dallo stanziamento richiesto in Piano-Città, per il quale genova ha presentato Progetti tutti cantierabili per un totale di 120 ML mi pare... Sicuramente i ns politici appoggeranno la destinazione per il Risanamento Idrogeologico, e sicuramente "forzeranno" verso la Val Bisagno, probabilmente verranno anche accordati una parte di Fondi, magari 50/60 milioni con destino la Valbisagno. Tutta.
Il buon lavoro per evidenziare alcune cose del Pres Ferrante e il dibattito che il PRC con le Associaz come wwf e legambient hanno promosso, han fatto si che nelle proposte rientrasse la Bassa Valbisagno. Il nostro Municipio. Rientrasse almeno per una parte, ottimisticamente.
Ma in quel caso pur sommando ad essi i cinque milioni promessi dal Comune, indebitando i Cittadini, e quei cinque messi dalla Regione, il totale dei Fondi non consentirebbe neanche quel mini-scolmatore ultimamente progettato... 

Noi chiediamo che realisticamente, non in contrasto con l'Opera cmq prevista ma in misura complementare, quei soldi siano spesi per i lavori previsti dal Piano di Bacino: interventi diffusi come la regimentazione idraulica e naturalistica delle acque sui versanti trasformati in fiumare improvvise e assassine dall'impermeabilizzazione; puntando nell'immediato sull'allargamento, realizzabile in breve periodo, dell'Alveo del Fereggiano da L Merlo al Bisagno. Coscienti che questo non ci salverebbe dalla piena di 1200m3, ma sanerebbe l'abitabilità, il commercio e l'esistenza di un'ampia area e ci permetterebbe di sopravvivere: ogni volta che piove un pò di più le discese son torrenti e i fondi son allagati! 
In attesa che lo Stato trovi modo di finanziare interventi più impegnativi, potremmo almeno affrontare meglio la quotidianità. 

Rifondazione Comunista
consigliere giuseppe pittaluga

DICHIARAZIONE DI VOTO:
Abbiamo analizzato come ininfluenti gli interventi previsti, almeno sul piano idrogeologico. 
Non votiamo contro l'intero Programma: alcuni lavori crediamo siano urgenti e utili, a Martinez ci son cresciuto personalmente mi dispiace vederla ridotta così, era e sarebbe un aggregatore di socialità, cerchiamo di andare in questa direzione. 
Ma ripetiamo che affrontare il problema del Territorio solo da un punto di vista idraulico non aiuta, le criticità riguardano l'aspetto urbanistico e la progressione di interventi diffusi di recupero e risanamento, questa intendiamo come messa in sicurezza del territorio, la sua cura e manutenzione.
Nostra intenzione è promuovere quegli interventi previsti e non in contrasto con altri: l'allargamento del Fereggiano sino al Bisagno, il suo affluire naturalizzato; una pianificazione di microinterventi sui versanti per riattivare caditoie e rivi nella loro funzionalità, e ricostruire una regimentazione adeguata alle condizioni create non solo dalla speculazione del 9oo ma dalle costruzioni/accessi/box realizzati ultimamente a quote pericolose in collina. Questo, ripeto, per sopravvivere. E per creare lavoro e sicurezza.
Consideriamo inadeguato, in linea di massima, il Programma rispetto alle urgenze ed alle priorità del nostro Territorio, lo spettro d'offerta delle quali è talmente ampio che in parte vengono comunque da questo accolte.

Voto di Astensione.

Partito della Rifondazione Comunista 
MunicipioIII Bassa ValBisagno

lunedì 12 novembre 2012

CONTO CAPITALE 2012


APPROVATA LA DELIBERAZIONE DI PROGRAMMAZIONE DEL PIANO DEGLI INVESTIMENTI IN CONTO CAPITALE 2012 PER LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SUL TERRITORIO DEL MUNICIPIO III BASSA VAL BISAGNO 

Il Consiglio del Municipio III Bassa Val Bisagno nella seduta del 19 Ottobre 2012 ha approvato la proposta della Giunta Municipale n. 1 del 12 Ottobre 2012 avente ad oggetto la programmazione relativa al Piano
 degli Investimenti in conto capitale 2012 per lavori di manutenzione straordinaria sul territorio del Municipio, per un importo complessivo pari a € 281.183,00.= I.V.A. inclusa.

La Deliberazione del Consiglio, che ha assunto il numero 28, è stata condivisa da tutte le forze politiche del Municipio.

Tale provvedimento costituisce l’atto programmatorio più importante in relazione agli interventi di manutenzione straordinaria che il Municipio intende realizzare sul proprio territorio.

Le risorse destinate agli interventi sono state distribuite equamente all’interno del territorio municipale.

Gli stessi riguardano tre aree di attività, riferite, rispettivamente, a edifici scolastici ed istituzionali, sedimi stradali e aree verdi.

Ecco il dettaglio degli interventi approvati:

EDIFICI SCOLASTICI E ISTITUZIONALI

Scuola XII Ottobre via Galeazzo 26
Rifacimento copertura piana
Euro 45.000.=

Scuola Papa Giovanni XXIII piazza G. Ferraris 4
Verifica ed eliminazione pericolo cornicioni,
porte interne, locali bagni
Euro 25.000.=

Scuola elementare C. Battisti via Donghi 10
Rinforzo strutturale scala interna
Euro 6.183,00.=

Scuola elementare G. Marconi piazza Martinez 4
Sostituzione parziale infissi
Euro 25.000.=

Scuola media Usodimare via Berghini 1
Eliminazione infiltrazioni palestra
Euro 10.000.=

Scuola media Cambiaso Viale V.C. Bracelli 59
Posizionamento punte antipiccione
Euro 5.000.=

Scuola media ex Govi via Pinetti 68
Coloritura aule
Euro 15.000.=

per un totale di spesa pari a Euro 131.183,00.= I.V.A. inclusa.

SEDIMI STRADALI

Via Berghini - incrocio via Malfante - via al Forte di Santa Tecla
verifica tombinatura e ricostruzione parapetto
Euro 50.000.=

Salita Costa dei Ratti - 1° lotto regimazione parziale acque piovane
e sistemazione tratto di mattonata
Euro 40.000.=

per un totale di spesa pari a Euro 90.000,00.= I.V.A. inclusa.

AREE VERDI

Viale V.C. Bracelli - riqualificazione area adiacente scuole Cambiaso e Fanciulli attraverso rifacimento pavimentazione - fornitura e
posa in opera arredi aree verdi
Euro 40.000.=

Riqualificazione, con installazione di piccolo gioco, dei giardini
"Aquile Randagie" e lavori di manutenzione straordinaria al gioco
nonchè fornitura e posa in opera di recinzione dell'area ex scuola
Monleone di via Finocchiara
Euro 20.000.=

per un totale di spesa pari a Euro 60.000,00.= I.V.A. inclusa.

MUNICIPIO III GENOVA
BASSA VAL BISAGNO

sabato 3 novembre 2012

Idrogeologico e urbanistica: Cambiare rotta è un dovere!



In questi giorni più che nel resto dell'anno che è passato dalla piena omicida di novembre 2011 si discute di Interventi milionari e di condizioni urbanistiche ereditate dagli anni del boom, così come si continua a insistere sull'eccezzionalità dell'evento...
In Rifondazione da tempo sappiamo che il problema va affrontato diversamente e da anni lo ribadiamo opponendoci ad assurde opere edilizie (silos sopra la frana del fereggiano) e proponendo soluzioni sostenibili con la difesa del Territorio.

La nostra presenza in maggioranza al Municipio della Bassa Valbisagno ha anche questa valenza, incidere perchè l'approccio alle questioni sottoscritto nel Programma sia mantenuto e declinato in ogni contesto: 
I versanti della Valle del Fereggiano sono impermeabilizzati dalle decine di ostruzioni e piccole opere che senza una pianificata conduzione delle acque mettono a rischio comunque gran parte del territorio sottostante e densamente urbanizzato. Come iniziare ad agire con l'obbiettivo di risanare?
Una importante "creuza" che determina sul crinale, grazie ad interventi limitrofi selvaggi, una enorme ricaduta d'acqua piovana al di sotto della stessa Via coinvolgendo anche un edificio scolastico, è l'obbiettivo di un intervento che ha lo scopo di regimentare le acque di caduta in un ottica di revisione della 'rete', e riportare la mattonata e il lastricato alla sua funzionalità drenante, non canalizzante.
Poco tempo fa si sarebbe deciso di asfaltare la Via risolvendo così con la creazione di un canale d'acqua pericoloso e aggressivo... come è stato per  novembre 2011 in tutta la Valle.
Recentemente invece il Municipio3, nel suddividere le scarse risorse a disposizione, ha destinato 40mila eu x il primo lotto di regimentazione acque e rifacimento selciato mattonata... 
poco xchè abbiamo poco, ma la direzione ora è quella giusta.

giuseppe pittaluga
RifondazioneComunista
Municipio3 BassaValbisagno 

mercoledì 10 ottobre 2012

Idrogeologico e Piano.Città: La Valbisagno


PIANO PER LE CITTA': Scolmatore, Trasporti ed Edilizia popolare

Genova predispone gli interventi per partecipare al Piano per le Città del Governo: area di intervento la Val Bisagno, temi il dissesto idrogeologico, la mobilità, il social housing

Lo scorso giugno, nell’ambito del decreto del Governo per la crescita del Paese, è stato previsto un "Piano Nazionale per le Città", destinato a finanzi

 are la riqualificazione urbana, soprattutto per quanto riguarda le aree degradate.
Lo strumento per accedere ai finanziamenti è l’elaborazione di un Contratto di Valorizzazione Urbana (CVU). Nella Giunta straordinaria riunitasi oggi, il Comune di Genova ha predisposto quindi un CVU intitolato “Genova – Valbisagno”, che comprende un’ampia gamma di interventi di grande importanza per la città, su iniziativa del Sindaco insieme al Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica Stefano Bernini, ed agli Assessori ai Lavori Pubblici e Manutenzioni Gianni Crivello, alla Mobilità e Traffico Anna Maria Dagnino e all’Ambiente Valeria Garotta.

La scelta dell'area su cui agire è ricaduta sulla Valbisagno, per le forti criticità che il territorio della zona presenta a causa del dissesto idrogeologico e nell’urgenza di agire per ridurre i rischi; per la necessità di intervenire sulla mobilità, cruciale per la vivibilità della vallata, rafforzando quindi il trasporto pubblico in sede riservata e dando seguito al lavoro di partecipazione con i cittadini svolto nel 2010; e per mettere in campo un’azione sul piano abitativo e sociale, prevedendo l’incremento del patrimonio residenziale pubblico, il suo migliore efficientamento energetico e il potenziamento dell’offerta abitativa primaria a canoni calmierati.

Gli interventi per cui si richiede il cofinanziamento governativo, sul fronte del trasporto pubblico e del riassetto idrogeologico, riguardano la creazione di una asse protetto per il trasporto pubblico e di interventi sull’arginatura in zona Staglieno – Gavette; il primo lotto di lavori per lo scolmatore del Bisagno (con le opere captazione dei rivi Noce, Rovare, Fereggiano) ; l’avvio della Piastra Genova – Est e la bonifica del Rio dell’Olmo.
Per quanto riguarda la riqualificazione urbana e il social housing, invece, in Contratto prevede la creazione di alloggi ERP ed ERS nell’area ex Boero e l’avvio della riqualificazione energetica degli alloggi ERP di Piazzale Adriatico.

A fronte di un investimento complessivo di Euro 221.796.987, l’ammontare totale del finanziamento richiesto nell’ambito del Piano delle Città è di Euro 113.856.497, di cui € 30.549.683 a valere sul “Fondo per l’attuazione del Piano Nazionale per le Città”; € 49.000.000 a valere sullo stesso Fondo e/o su fondi del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e/o del Dipartimento della Protezione Civile, da individuare; € 34.306.811 tramite l’attivazione del Fondo Investimenti per l’Abitare.
In particolare, per lo Scolmatore del Bisagno il Comune di Genova potrà concorrere direttamente con fondi propri per un investimento non inferiore a 5 milioni di euro; la Regione Liguria ha dichiarato la disponibilità a sostenere l’intervento con proprie risorse, pari a 5 milioni di euro.
2 ottobre 2012

*Massimo Ferrante è Presidente di Giunta e di Municipio del MunicipioIII Bassa Valbisagno

martedì 2 ottobre 2012

Mediterranea delle Acque e il Diritto di Accesso alla Risorsa Idrica.



 MunicipioIII Bassa Valbisagno

Alla Cortese Attenzione del Presidente

Oggetto : Diritto di Accesso minimo garantito ai servizi di erogazione delle Risorse Pubbliche.

Buongiorno, 
esprimo qui un istanza del territorio, 
dal P.R.C. accolta e politicamente elaborata in un contributo alla buona politica, che spero potrai condividere, come molti dei Consiglieri di Municipio.

In seguito all'episodio che ha visto protagonista Mediterranea delle Acque ed il condominio ** di Via **** . in cui la morosità rispetto alle bollette di fornitura idrica al caseggiato, pur messa in discussione dallo stesso, è stata argomento per definire la chiusura dell'erogazione del Servizio, con la conseguente totale mancanza di acqua ad uso potabile e igenico, in tutti gli appartamenti del palazzo, crediamo sia necessaria una verifica per ciò che riguarda il contratto e il regolamento, e la correttezza di un mandato che permette all'Azienda di agire in monopolio sul Mercato gestendo una Risorsa Comune, senza dover rispondere ad una Responsabilità Sociale che la Costituzione Italiana affida ad ogni Impresa commerciale o produttiva (art41), al rispetto della quale chi gestisce il Patrimonio Comune è maggiormente chiamato. 

Certi che la "mission" dell'Impresa debba altresì comprendere il diritto della popolazione ad un accesso alla risorsa idrica garantito, indipendentemente dal contratto economico in atto.
Ci pare necessario intavolare un laboratorio adeguato alla verifica e alla rettifica dello status quo del rapporto in corso con Mediterranea delle Acque, alla luce dell'approccio voluto dalla popolazione con il Referendum sull'acqua pubblica. 
A questo proposito come delegati dalla Cittadinanza e come Istituzione legata al Territorio vogliamo stimolare le parti in causa, Comune di Genova, Comuni associati, e Azienda, a rilevare le criticità e cercarvi rimedio, invitando ad una collaborazione che conduca presto ad un nuovo tavolo d'intesa.

In attesa di sviluppi positivi crediamo sia utile, e propedeutico alla continuità del Servizio stesso, che qual'ora ve ne fosse la necessità il Municipio stesso venisse considerato dall'ufficio competente di  Mediterranea delle Acque come agente di mediazione, da informare e da cui ottenere gli elementi per risolvere le criticità, a tutela della Persona e del diritto commerciale. 

Vediamo il ruolo del Municipio prioritario nella gestione politica delle risorse sul territorio, in quanto rappresentativo del Patto di Cittadinanza che non può venire ridotto ai criteri commerciali nè alienato causa contingenze economiche.

Chiediamo che su queste tematiche e su questo nostro invito ad essere parte attiva, si pronuncino la Giunta Municipale ed il suo Presidente, i Consiglieri di maggioranza ed il Consiglio del Municipio3 Bassa Valbisagno.

Giuseppe Pittaluga
Capogruppo FdS/R.C.
Municipio3 BassaValbisagno

sabato 29 settembre 2012

Iniziativa del MunicipioIII su Carcere e Territorio


COMUNE DI GENOVA 
       COMUNICATO STAMPA 
INSIEME PER IL QUARTIERE: LA CASA CIRCONDARIALE E IL MUNICIPIO

L’assessore alle Manutenzioni, Giovanni Crivello, e il Presidente del Municipio 3
Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante, hanno affrontato le possibili soluzioni volte a
rimuovere le condizioni di degrado di un’area antistante la Casa Circondariale di
Marassi.
Alla fine dell’estate sono pervenute le segnalazioni dei cittadini del quartiere che
hanno sollecitato l’intervento delle istituzioni per bonificare l’area sottostante il muro di
cinta del carcere di Marassi, nel tratto est lungo Corso De Stefanis e in quello nord di
via Del Faggio.

A fronte di ciò, la Civica Amministrazione, il Municipio 3 e la Direzione
dell’Amministrazione Penitenziaria, nella persona del Dottor Salvatore Mazzeo, si
sono incontrati per avviare un progetto di collaborazione teso a risolvere il problema.
Anche raccogliendo le istanze della cittadinanza, si è ritenuto di predisporre uno
specifico progetto di utilità sociale che prevedesse la collaborazione, a titolo di
volontariato, di detenuti dell’Amministrazione Penitenziaria per il risanamento igienicosanitario dell’area, supportati dalle aziende comunali Aster e Amiu, sotto il patrocinio
del Municipio 3.
Il progetto sviluppatosi presenta, infatti, due obiettivi: da un lato quello del risanamento
ambientale dell’area, dall’altro di cogliere l’opportunità offerta a titolo di volontariato dai
detenuti che si mettono a disposizione per scopi di utilità sociale, consentendo loro di
restituire alla società una parte del danno cagionato a seguito dei reati commessi.
Questo approccio è consueto per l’Amministrazione Penitenziaria e costituisce
applicazione di quanto previsto dall’Ordinamento Penitenziario, nelle parti che
disciplinano il lavoro all’esterno dell’Istituto.
L'avvio delle attività decorrerà da lunedì 24 settembre fino a venerdì 5 ottobre e
consteranno di azioni di pulizia approfondita, sia sul fronte della vegetazione che dei
rifiuti abbandonati.
Le istituzioni coinvolte si impegnano anche a prevedere che in futuro l’area possa
essere rivisitata dal punto di vista strutturale in modo da evitare ulteriori forme di
degrado.
Genova, 20 settembre 2012

martedì 25 settembre 2012

P.R.C. Genova:



PRC Genova: il dissesto idro-geologico è una priorità.

pubblicata da Circolo Bianchini Prc Marassi il giorno Martedì 25 settembre 2012  ·
Ad ormai un anno dalla drammatica alluvione che ha colpito Genova e la Valbisagno poco è cambiato, rimangono intatte le condizioni di grave rischio idro-geologico che sono state alla base dell’alluvione.
I lavori di “messa in sicurezza” eseguiti sul Fereggiano nei mesi scorsi si limitano a ripristinare le condizioni precedenti all’alluvione del Novembre 2011. Tutto ciò che un anno fa ha causato gli allagamenti è oggi inalterato:

- l`impermeabilità dei versanti e la canalizzazione delle acque inadeguata;
- il passaggio delle acque da un`apertura dell`alveo maggiore ad una inferiore;
- l’ingresso ortogonale nel Bisagno;

La situazione non migliora se ci si addentra nella Valbisagno dove, come evidenziato dallo studio del Municipio IV Media Valbisagno, permangono situazioni di grave rischio idro-geologico con torrenti pronti ad esplodere.

Il Partito della Rifondazione Comunista giudica prioritario per la città di Genova porre rimedio alle situazioni di rischio idro-geologico presenti. La sicurezza del territorio, e quindi di chi ci abita, dovrebbero essere in testa all’agenda politica dell’attuale Amministrazione. Purtroppo invece si continuano a sperperare ingenti quantità di risorse pubbliche in opere inutili e spesso dannose per l’equilibrio del territorio. 
Le risorse previste dal Piano Città, e destinate alla Valbisagno, andrebbero almeno in parte utilizzate per porre rimedio ai gravi rischi che persistono in particolare sul Fereggiano, ma anche su Rovare e Noce ( nella Bassa Valbisagno ) e sui rivi indicati dallo studio del Muncipio IV (Geirato, Brumà, Rosata, Gatto ecc.). Gli interventi previsti sul Bisagno (restringimento dell`alveo e demolizione dei ponti), inutili dal punto di vista idro-geologico, non sono necessari per migliorare il trasporto pubblico anzi, al contrario, favoriscono l`uso del mezzo privato. La costruzione di nuovi alloggi nell`area ex Boero rappresentano un ulteriore e apparentemente inspiegabile spreco di risorse per una Città in cui gli alloggi sfitti sono circa 25.000 (molti dei quali di proprietà pubblica).
Riteniamo che per affrontare le criticità imminenti occorra una visione d'insieme e una pianificazione di interventi in progressione, dove l'aspetto idrogeologico sia inserito in una visione urbanistica in cui si risana l'esistente e si ottimizzano i percorsi di condivisione e sostenibilità.

Sul Fereggiano non sono rinviabili interventi strutturali dai costi e dai tempi sostenibili con una parte delle risorse a disposizione: è  necessario proseguire da L.Merlo al Bisagno l’allargamento dell’alveo naturalizzandone la confluenza nel Bisagno in modo da facilitare la ricettività delle acque. Finanziamenti minori sarebbero utili a realizzare un pianificato adeguamento, secondo parametri naturalistici, prevedendo interventi di canalizzazioni delle acque, drenaggio dei versanti urbanizzati, efficacia delle caditoie. 

Il Partito della Rifondazione Comunista impegna i propri circoli e i propri rappresentanti istituzionali ai vari livelli (Municipi, Comune, Regione) ad operare in questa direzione. Chi vive nel continuo terrore di nuove alluvioni non può attendere 15 anni la costruzione dello scolmatore, di cui peraltro non ci sono le risorse economiche, ma ha bisogno di risposte concrete e di progetti fattibili in breve tempo.

il Fereggiano di nuovo in tivù



Marchetta di periferia in tivù per alcuni esponenti di partiti e liste della minoranza al Municipio3.
Avranno pensato "tanto non è che ci vedano milioni... e fa esperienza per i più giovani" (impomatati per l'occasione...). Tra due chiacchere generiche sul fatto che loro non c'entrano xchè non sono maggioranza, qualcuno ha tentato pure la demagogia ... vabbè.
Nessuna intenzione, o forse nessuna conoscenza, per parlare, criticare, proporre iniziative per la salute e la tranquillità del territorio devastato (vedi.mercantile23.9) e dei suoi abitanti. 
Non magari soluzioni tecniche, almeno indicazioni, prospettive politiche sullo sviluppo.
Per fortuna qualcun altro lo fa, prova a percorrere strade alternative allo status quo, cominciamo a riconoscerci.

Personalmente non ho ritenuto di essere presente, come Consigliere FdS, alla cosa, pur abitando in loco e avendo ancor ora interrotta la strada di casa, ci saranno occasioni più adeguate, anche in contraddittorio per dialogare coi media; del resto il mio, il nostro impegno nel quartiere, da Pianderlino a Pzza Romagnosi, da tempo è nella realtà quotidiana, lì ora è necessario confrontarci e stimolare discussione e magari da lì organizzarci nella mobilitazione,  non possiamo essere solo un tramite o portavoce, ma parte in causa coinvolta a pieno titolo nelle contraddizioni che rileviamo e in cui trovano spazio le istanze rivendicate, a volte antagoniste rispetto alla direzione che si sta prendendo, agli obbiettivi non dichiarati che alcuni stanno perseguendo, anche nella nostra Città.

A Quezzi abitiamo più di 10mila persone.
Se usciamo tutti di casa allo stesso tempo, per strada non ci stiamo.
E dal Comune parlano di "gestire l'emergenza" ...mhà!
Nonostante il buon tentativo del giornalista che ha intervistato, lungo l'alveo, un serio tecnico con domande sensate, per dare uno standard minimo di documentazione alla cosa, la stessa secondo me ha subito la tendenza a ridurre la questione, quasi a sminuirla, con i telefonini dei pochi abitanti intervenuti e con i commenti generici riportati dal conduttore... 
Apprezzabile il tentativo di fare della cronaca un elemento di condivisione, di portare tecnici competenti tra la gente e di lasciare spazio alle persone comuni. A Genova l'indagine e i dossier giornalistici sulle questioni, sono rari, ben venga chi cerca di rinnovare.
Ma, ad esempio, una frase sensata di un abitante intervenuto, sui Fondi destinati alle infrastrutture a Molassana non è stata purtroppo colta per la sua valenza...

Forse gli intervenuti con l'autorevolezza istituzionale di cui sopra saranno stati inconsapevoli di portar acqua (x rimaner in tema) al mulino di chi, allargando le braccia e riducendo il problema ad un inadeguato incrocio di tubi, aspetta che la tragedia sia così grande e diffusa da diventar insostenibile ed ottenere miliardi di euro dallo Stato centrale nelle sue emanazioni, per porvi un enorme rimedio...
Immagino che gli stessi potrebbero pensare che dal Monviso sino al suo Delta, anche il Fiume Pò lo si possa condizionare in un grande grande tubo, sul quale si potrebbe anche edificare, sopra e intorno, da cui partirebbero tanti altri tubi per i Comuni a cui serve l'acqua... di tubo in tubo così il problema Idrico è risolto e nascono tanti imprenditori che danno, da lavorare. Che ideona, eh?! Bè, sono nella prospettiva giusta per farlo.

E noi gli affidiamo la nostra Città, senza se e senza ma, perchè se quasi uno su tre li ha votati adesso quel che decidono... decidono. Essendo per il nostro bene, non ci pare opportuno, ci pare forse male chieder di  condivider tra noi il contenuto dei Progetti e magari volervi partecipare con le nostre esigenze, o addirittura sentendoci parte in causa criticare e modificare... Ci sentiremmo ingrati. ...Qualcuno pare pensarla così, e si adegua.

Invece si potrebbe pensare che l'intelligenza e la buona fede permettano alle persone in grado di avere iniziativa, di sostenere una direzione differente per lo sviluppo e il risanamento della nostra Città e del Territorio che la circonda, sviluppo della conoscenza, della solidarietà e della qualità di vita, del lavoro e dell'economia sostenibile anche se guarda a grandi numeri...
A partire dal risanamento della Valle del Fereggiano, dalla creazione del Parco Urbano, dalla condivisione con gli Abitanti degli interventi e della pianificazione urbanistica....



domenica 23 settembre 2012

Fereggiano gli errori della Somma Urgenza

...SOMMA URGENZA, I LAVORI IN VIA FEREGGIANO

il lavoro è di ripristino a lato strada (mi pare che un tot di cm si siano allargati) e di costruzione del muro palificato in cemento armato sul lato Brignoline (a cui dovrà andare il conto spese), con lo scopo di frenare almeno superficialmente la frana, che cmq procede essendo in profondità. 
Questo intervento ripropone la stessa situazione che ha colassato a novembre, tranne forse che x il rischio di frana che però non risolve, essendo essa "profonda". 
I versanti del rio scaricano tonnellate d'acqua improvvisa e convogliata dalle strade, trascinando ogni cosa verso il torrente, compresi i muretti appena rifatti.
Abbiamo già sostenuto che l'approccio alla questione dal nostro punto di vista è differente da quello della precedente Amministrazione, la quale sostiene che le criticità sono solo nel percorso del fiume.

L'alternativa era scavare al di sotto dell'attuale strada, raddoppiare la portata del fiume e ricoprire il tutto con la strada trasformata così a due corsie. Il torrente avrebbe tranquillamente potuto proseguire imboccando la attuale copertura. Anche a quella quota si sarebbe potuto di nuovo scavare sotto la strada (via fereggiano e via monticelli) e triplicare la portata del torrente, così sino a farlo placidamente confluire nel Bisangno sotto Pzza Carloforte, in diagonale... Come era l'originale alveo del fiume. 
Avremmo così ottenuto la viabilità (pubblica e privata) ottimizzata (almeno x l'esistente) e risanato economie e abitazioni, e fatto la Rotonda all'incrocio con C Sardegna... e allontanato l'incubo dell'alluvione...
Questo ripetiamo da mesi, ascoltati solo dagli Abitanti del quartiere, ed è quello che sosteniamo da anni, ignorati da media ed Enti.
La piena e i suoi danni erano già scritti, vedremo che diranno i Magistrati.

Siamo ancora in tempo per intervenire in questo senso, a noi pare, nonostante il fatto che, in quest'ottica, i fondi per la somma urgenza non sono stati bene utilizzati dalla precedente Amministrazione, anzi.
A non procedere in questo senso si sprecheranno anche i ML di euro utilizzati dalla Regione per allargare sino a L. Merlo... a che serve oltre che a far park sulla copertura se non prosegue?! Il fantasmagorico Scolmatore partirebbe moooolto più a monte... forse la Regione non lo sapeva?
giuseppe-rifondazione bassa-valbisagno

venerdì 21 settembre 2012

la luce del sole è nostra compagna, nei quartieri ci muoviamo come pesci nell'acqua...

SULLO SCOLMATORE DELLA VALBISAGNO, DIVERGENZE SUI TEMPI, SUI MODI, SUGLI OBBIETTIVI A BREVE E LUNGO TERMINE. 
Intanto si tratta di 3 scolmatori differenti, e di un by-pass. Magari a molti mancano dei dettagli, se si seguisse bene la vicenda si capirebbe facilmente quanto siano possibili soluzioni immediate o quasi, modificando il progress di quel progetto e emendandolo in alcune sue parti. 

Soluzioni inquadrate nell'ottica di quella grande opera diffusa che auspichiamo, dei mille interventi piccoli e medi che urgono sull'esistente, della diffusione del lavoro che per questi è necessario, nella contestualizzazione degli stessi modellandoli sulle esigenze per risponder esattamente alla criticità.. e così via.
Non secondaria la possibilità concreta di evitare altre tragedie per i prossimi anni, magari pure in attesa dell'intervento sull'asse principale del'ipotetico scolmatore maggiore, per il quale si prevedono ottimisticamente 20 anni di cantiere e fondi per più di 250ML di euro...


Le proposte di FdS per la valbisagno e la valle del fereggiano non sono un no allo scolmatore, sono le alternative che lo renderanno inutile risanando molteplici aspetti del territorio coinvolto, ambientali, economici, urbanistici, abitativi e commerciali. 

Non si dice "non fate" si chiede invece di fare quello che realmente serve, e di farlo assieme, con tutti gli elementi che partecipano alla realtà di un grande quartiere come la nostra valbisagno. Si dice basta ad accordi presi a livelli occulti che prevedono la condivisione e la partecipazione solo in termini di "clac" popolare, che creano concussione tra interessi egoistici e politica. 
La luce del sole è nostra compagna, e nel quartiere ci muoviamo come pesci nell'acqua, l'elaborazione che porta alle ns proposte si è costruita sulla storia delle istanze col tempo inanellate e confrontate sul territorio, nel quale riscontriamo l'aderenza conseguenziale, per ciò siamo convinti che affrontare la questione dal punto di vista urbanistico e non solo idraulico chiarisce molti aspetti, e definisce possibili percorsi organici ad un disegno generale di risanamento complessivo dell territorio, con fasi di medio e di lungo respiro. 


Con questo possibile Investimento infrastrutturale che chiediamo si risponde a diverse esigenze oltre che in primis a quella idrogeologica, si attuano ottimizzazioni rispetto alla viabilità pubblica e privata, sono un ottimo volano per sollevare economie aziendali ridotte allo stremo, creando nuovi spazi e una migliore qualità di questi. 

Aggiungerei che i soldi spesi al san giuliano x iniziare lo scolmatore, se ancora è utilizzabile, non son stati vani, giacchè nella ns analisi potenzialmente risolutivo rispetto alla falda di terralba che ciclicamente esonda.. tutto da vedere ovviamente, ma per la precisione, come si dice :) Un'ultima cosa riguarda l'interruzione dei lavori per lo scolmatore a Sangiuliano... l'ha decisa la magistratura (mi sa che i soldi sprecati non son finiti nel "grande tubo" ma nelle capienti tasche). Rifondazione e gli ambientalisti non avevan tanto potere da fermare le grandi opere, purtroppo ... 

giuseppe.pittaluga rifondazione comunista bassa.valbisagno