e non pochi grassi interessi, dall'area mercato alla metropolitana, finanche bacini fluviali e opere abbastanza "grandi" da esser appetibili businnes, come lo scolmatore...

Il Decentramento sarebbe un'opportunità di partecipazione, pensare di arrivare all'idea di PortoAlegre magari è eccessivo ma pretendere di sapere e incidere sulle scelte che ci riguardano dovrebbe esser il minimo sindacale, credo.

lunedì 11 agosto 2014

a rischio la linea 82?

http://marassi-quezzi-sanfruttuoso.blogspot.it/2013/10/amt-linea-82-chi-vuole-ridurla-e-perche.html?m=1

*RIDURRE LA LINEA 82 AD UNA NAVETTA CIRCOLARE È UNA SCELTA ARBITRARIA E ANTIPOPOLARE !!

Il PRC raccoglie e fa proprie le istanze degli abitanti, che già diversi anni addietro hanno incisivamente sottolineato la loro contrarietà a questa soluzione con blocchi e manifestazioni.*
*Evidente è a nostro vedere l'inutilità rispetto ad una razionalizzazione del servizio la sostituzione di bus grandi con un circolare piccolo costringendo cmq gli abitanti a cambiate diversi mezzi o a usare il mezzo privato per arrivare a fondo valle, in centro: idea peggiorativa da più punti di vista.*
*L'approccio invece ci pare funzionale ad una volontà politica malcelata di riduzione in progress delle tratte più problematiche per l'Azienda, tendente all'eliminazione del servizio sociale svolto da AMT, per condurla ad una maggiore appetibilità una volta messa "sul mercato", avendo già deciso di privatizzarne definitivamente la gestione, svendendo un notevole patrimonio pubblico oltre che un Diritto di Cittadinanza, vanificando ogni prospettiva di priorità ed efficacia del Trasporto Pubblico. *
*E' questo probabilmente che si evidenzia dalla proposta del Consigliere municipale PD, Mastropietro, ed è questa la direzione e la strategia che l'Amministrazione vuol sostenere come risolutiva. Alla faccia del territorio, che si ci vanta di conoscere e difendere.
Che si sappia, almeno.*

giuseppe pittaluga
*PRC/FdS*
bassaValBisagno
 

Foto: http://marassi-quezzi-sanfruttuoso.blogspot.it/2013/10/amt-linea-82-chi-vuole-ridurla-e-perche.html?m=1

 *RIDURRE LA LINEA 82 AD UNA NAVETTA CIRCOLARE È UNA SCELTA ARBITRARIA E ANTIPOPOLARE !!

Il PRC raccoglie e fa proprie le istanze degli abitanti, che già diversi anni addietro hanno incisivamente sottolineato la loro contrarietà a questa soluzione con blocchi e manifestazioni.*
*Evidente è a nostro vedere l'inutilità rispetto ad una razionalizzazione del servizio la sostituzione di bus grandi con un circolare piccolo costringendo cmq gli abitanti a cambiate diversi mezzi o a usare il mezzo privato per arrivare a fondo valle, in centro: idea peggiorativa da più punti di vista.*
*L'approccio invece ci pare funzionale ad una volontà politica malcelata di riduzione in progress delle tratte più problematiche per l'Azienda, tendente all'eliminazione del servizio sociale svolto da AMT, per condurla ad una maggiore appetibilità una volta messa "sul mercato", avendo già deciso di privatizzarne definitivamente la gestione, svendendo un notevole patrimonio pubblico oltre che un Diritto di Cittadinanza, vanificando ogni prospettiva di priorità ed efficacia del Trasporto Pubblico. *
*E' questo probabilmente che si evidenzia dalla proposta del Consigliere municipale PD, Mastropietro, ed è questa la direzione e la strategia che l'Amministrazione vuol sostenere come risolutiva. Alla faccia del  territorio, che si ci vanta di conoscere e difendere.
Che si sappia, almeno.*

giuseppe pittaluga
*PRC/FdS*
bassaValBisagno

martedì 29 luglio 2014

Piazza Martinez in Commissione Municipio3


Nel meriggiar soleggiato di fine luglio si è tenuta presso il Municipio la Commissione urbanistica, all'ordine del giorno figurava come unico argomento il restailing di P.zza Martinez, annunciato da sempre come emblematico dell' impegno del Comune a degnarci della considerazione opportuna dopo anni di marginalizzazione del nostro territorio.
Almeno è stato spacciato per tale dalla voce istituzionale del Presidente, il quale va ribadendo ormai da anni l'esclusività dell intervento per tempistica e finanziamenti e il fondamentale suo contributo a si che questo si realizzi.
...Veniamo giusto a sapere che per altre Piazze della città attualmente si sta intervenedo in maniera più incisiva ancora, e lo si sta già facendo, avendo piu risorse a disposizione rispetto ai 250mila eur dedicati dai Lavori Pubblici, pur con tanta enfasi, alla ns Piazza (...).

I funzionari comunali presentano il nuovo progetto e si dichiarano disponibili alle modifiche, congrue all'importo, conseguenti alle osservazioni: di fatto oltre che spostare la giostra, spostare un po i chioschi e demolire l'anfiteatro, pare che con la cifra a disposizione non si possa fare altro.

Nonostante i voli pindarici nella presentazione del Presidente di Municipio che considerava l'ovvio come futuribile, relegandolo nell'immaginario di quel che potrà essere un giorno (sigh), 
è chiaro che neppure il problema conclamato della difficoltà di utilizzare lo spazio ed il suolo della Piazza in maniera democratica e pluralista (cioè che ognuno possa stazionare o passare o girare dove vuole in piazza), neppure questo viene risolto, se non in parte: togliendo la giostra e il palo in mezzo, si ottiene piu spazio (!!)


  • Renderla almeno come era prima della sua destrutturazione anni 80 pare costi già di piu di quel che abbiamo a disposizione.
  • Non si considera di aumentare o razionalizzare neppure l'illuminazione pubblica della piazza, chiaramente insufficiente, poco efficace e a detta di tutti responsabile delle molte zone d'ombra, insidiose oltremodo nelle lunghe sere d'inverno.
  • Con la motivazione che l'idrogeologico è un problemone non si interviene neppure sulle tombinature attigue alla Piazza, forse sarà difficile anche modificare i drenaggi, ora inesistenti, della Piazza stessa di continuo allagata.


E' questo che ci dedica l'Ufficio Lavori Pubblici, dopo che addirittura il Sindaco si è impegnato?

In realtà i fondi dedicati agli interventi di questo tipo sono anche altri.
Utilizzati magari per operazioni discutibili, se non altro rispetto alla priorità di realizzazione se non nel merito. E mai discusse però, condotte al fine in solitudine dagli artefici delle stesse.
Una cifra maggiore di quella dedicata all'importante Piazza Martinez, proveniente dall'ufficio lavori Pubblici, e ottenibile attraverso l'accensione di un mutuo apposito, esattamente di 300mila eur, viene stanziata per l'operazione di abbattimento di due stabili non pericolanti in area ex mercato e nella ipotetica realizzazione di una piastra d'asfalto che collegherebbe la viabilità di via C Varese con C.so Sardegna. A firma Crivello/Ferrante.

Al di là dell'evidente pochezza risolutiva dell'operazione rispetto ai flussi veicolari e/o pedonali, non se ne vede la priorità così assoluta da poter assorbire Fondi che consentirebbero di affrontare realmente un rifacimento serio e razionale di Piazza Martinez, ponendo il primo passo davvero verso la pedonalizzazione dell'area. 


Forse vale la pena attendere qualche mese in piu, e verificare le reali priorità urbanistiche e le esigenze del quartiere, degli abitanti. In base a questo chiedere che i tutti i Fondi dedicati confluiscano sulla Piazza.

Avere a disposizione l'insieme dei Fondi (250E+300E) ci permetterebbe la concreta possibilità di progettare in maniera lungimirante Piazza Martinez nel suo contesto, se è questo che si era deciso.

Dimostri il Presidente di Commissione la sua indipendenza e convochi una Commissione sull'intervento d'abbattimento di cui sopra, si tirino fuori le motivazioni, i progetti, gli obbiettivi, e se ne discuta l'opportunità nella sede appropriata: il Municipio. 


Diversamente le promesse declamate in pubblico dal Sindaco e le intenzioni espresse con retorica dal Presidente apparirebbero misere mistificazioni atte a coprire decisioni altre, prese in maniera autoreferenziale nelle stanze chiuse e comunicate a mezzo stampa, metodologia aliena alla democrazia ma praticata sempre piu spesso, anche nel piccolo del Municipio.
E Martinez a misura di abitante rimarrebbe una chimera, così come la partecipazione e la trasparenza.

giuseppe pittaluga
capogruppo PRCbassaValBisagno

martedì 22 luglio 2014

UN PASSO AVANTI !!


UN PASSO AVANTI !

La quota di elettorato che rappresentiamo nel piccolo del municipio è dovuta ad un mandato basato sulla chiarezza delle proposte, rappresentativo del dissenso verso scelte e impostazioni che tipicizzarono la passata legislatura.
Forti ed evidenti ci parevano gli elementi di contradizione che si riproponevano e da subito sarebbe stata necessaria una collaborazione attiva in grado di fare da contrappunto alla iniziativa matematicamente aggressiva dello staus quo, che si riproponeva all'interno della nuova Amministrazione.
La ns componente, sempre nel nostro piccolo, ha lavorato anche a questo.

La scelta di appartenere ad una coalizione in cui sapevamo agire elementi residuali del vecchio corso è stata fatta grazie alle intenzioni di una nuova progettualità basata sulla partecipazione di quelle ampie aree di cittadinanza sino ad allora esautorata dalle decisioni. Intenzioni queste smentite dalla cronostoria della attuale Amministrazione, dove appare sempre piu evidente a chi appartiene il predominio.
Quella che sino a qualche mese fa all'interno della dialettica a sinistra poteva apparire come una posizione minoritaria e d'avanguardia si sta rivelando col tempo l'analisi corretta della evoluzione storica del tentativo PD di egemonizzare in assoluto le dinamiche politico/amministrative, considerando la tradizionale inclinazione a supportare l'impianto affaristico/speculativo di cui è spesso espressione, almeno nella dirigenza e nei risultati.

E' ormai chiaro che i poteri davvero forti di questa città, quelli che ne stanno decidendo il futuro declino a loro immedialto vantaggio, dopo un ricambio di personale nell'apparato che garantisce le loro priorità sulle scelte, è riuscito (!) ad infiltrare i propri fidati mascherati, anzi nascosti nella pancia, del progetto alternativo che si stava creando intorno alla ListaDoria, sull'ideale di una Amministrazione più indipendente dai Partiti e dalle Lobby.
Appena calato l'imbrunire si son apprestati a rioccupare ruoli e riavviare situazioni ereditate mantenendo così, in perfetta continuità, ben salda la rotta già stabilita tempi addietro, una rotta suicida per la nostra Città.
Certo non avendo piu un vasto parcobuoi a disposizione potrebbero apparire deboli su alcuni fronti, e l'iniziativa di contrasto per modificare almeno le declinazioni più feroci della politica liberista in atto e mantenere il mandato elettorale di cambiamento, appare vincente in alcune battaglie, ma è probabile invece che le forze si stiano magari rinsaldando per i futuri funesti interventi.

Sembra che sia necessario fare un passo avanti, ridefinire un progetto strategico d'insieme per la nostra città e definire non praticabile nessuna prossima intesa con questo apparato di potere consolidato, dopo questa ennesima esperienza negativa e controproducente che sta rischiando di consegnare la città in mano alla piu obsoleta e ottusa speculazione che la desertificherà dal punto di vista umano e produttivo.

Oppure invece continuare il viaggio intrapreso, ben distanti dal timone confidando nella possibilità di convincere capitano ed armatore che la svolta intrapresa condurrà al naufragio nave ed equipaggio, ipotesi questa che oltre che peccare di un ingenuità che appare opportunista si rivelerebbe decisamente autolesionista.

giuseppe pittaluga
capogruppoPRCbassaValBisagno


venerdì 8 novembre 2013

dal dissesto idrogeologico una opportunità per la città

... ringraziando il Circolo territoriale "dente"Bianchini che ha accolto fornendo di spazio e di tempo i gruppo di lavoro e le associazioni degli abitanti
Comunicato Stampa – Lancio Convegno “GENOVA: DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO UN’OPPORTUNITÀ PER LA CITTÀ” ed eventi collaterali



Le associazioni “WWF Genova” e “Amici di Ponte Carrega” hanno organizzato un convegno-evento per i giorni venerdì 8 novembre e sabato 9 novembre a Genova, presso la Sala del Minor Consiglio a Palazzo Ducale, per portare un contributo di chiarezza e di conoscenza su queste questioni nei confronti della cittadinanza e degli amministratori.

Le date scelte vogliono essere vicine all'anniversario dell'ultima alluvione di genovese ed al cinquantenario del disastro del Vajont.

I motivi del convegno

La speranza è che sia possibile, da un lato conoscere ed approfondire questi argomenti e dall'altro capire come declinarli sul nostro territorio e come si possa, inoltre, aprire un dialogo tra i decisori politici e i cittadini attivi, che spesso si trovano su posizioni opposte.

L’obiettivo è di arrivare da una parte a scelte partecipate sugli interventi da realizzare e dall’altra all’aumento della consapevolezza di tutti dell’entità del rischio e della necessità di adottare comportamenti ed atteggiamenti corretti.

In una realtà genovese e ligure che, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, è nota a tutti per la sua criticità, non sempre si riesce a stabilire le priorità degli interventi senza uscire dalla logica del grande intervento di ingegneria civile. A ciò si aggiunge l'inconsapevolezza del cittadino che è poco informato o fuorviato dall'informazione che ha a disposizione.

Le soluzioni normalmente prospettate sono interventi a posteriori sui luoghi dei recenti disastri con opere di canalizzazione e cementificazione di alvei oppure progetti di scolmatori, senza intervenire minimamente sul territorio circostante e sull'edificato con opere di mitigazione.

A ciò si aggiunge una certa impreparazione delle attività di protezione civile, che ogni volta vede la popolazione completamente impreparata a coesistere con eventi calamitosi che, quando di questa natura, sono invece ricorrenti e peculiari del nostro territorio.

Peculiarità

Il convegno è stato costruito insieme a realtà presenti nel territorio, condividendo proposte “dal basso” per la mitigazione degli effetti degli eventi, in relazione a quanto previsto nel Piano Città. Per questo si è tenuta una serie di incontri nella scorsa primavera in cui si sono condivise esperienze, conoscenze e competenze acquisite negli anni tra vari cittadini, politici ed amministratori.

Il frutto di quanto “studiato” sarà presentato nel corso del convegno. In esso avrà così spazio - oltre ad accademici, tecnici e aziende del settore specializzate in opere di difesa del territorio - anche la voce dei cittadini.

Oltre al convegno vero e proprio si terranno alcuni eventi di altra natura un workshop in cui cittadini ed esperti si potranno parlare senza filtri e direttamente sul territorio, eventi culturali quali la proiezione di un film ed un dibattito pubblico.





WWF Genova

Vico Casana, 9
16123 Genova   
Per vedere l'evento bisogna andare su 
selezionare EVENTI/CERIMONIE 
e poi WORKSHOP SUL TERRITORIO GENOVA, 

martedì 29 ottobre 2013

Dimissioni da Referente alla Telefonia

Lettera di dimissioni al Consiglio da Referente Municipale per la Telefonia,
ruolo svolto da inizo mandato sino ad agosto 2013

Vi rendo note le motivazioni per cui mi vedo oggi costretto a lasciare il ruolo di "referente per la telefonia" affidatomi ad inizio mandato dal Consiglio di Municipio, ruolo da me ricoperto sin'ora con il massimo impegno e disponibilità, come del resto testimoniano l'interfaccia avuto con gli Enti preposti, con ARPAL, con l'Assessore competente e, non ultimo, con i cittadini interessati o coinvolti nelle questioni inerenti.

I motivi politici sono esplicitati nella lettera di dimissioni, ovvero l'assoluta non incisività, o meglio l'impossibilità di incidere qualitativamente sull'esistente o sullo sviluppo. Andando nel particolare questo è certamente dovuto al sistema in atto che limita gli strumenti a disposizione del "referente" e del Decentramento, ma nel mio caso la scarsa conoscenza del settore va ad inficiare anche quel poco che sarebbe forse possibile.

Da qui l'opportunità di cedere questo ruolo ad altri, anche senza valutare gli equilibri politici, mi è parsa giocoforza.
Nondimeno sussistono motivi personali... vero che essendo "in mobilità" dal lavoro avrei tempo a disposizione, purtroppo però gli incontri del settore avvengono sempre in orario mattutino o serale (esiste una polemica interna sull'opportunità di modificarne l'orario), momenti in cui la mia attività volontaria e gratuita di Assistenza alla Persona mi vede impegnato in questa.

Essendo il ruolo di Referente cos' come quello di Vicepresidente o gli interventi a cui partecipiamo come Maggioranza, attività politiche svolte gratuitamente credo che sia comprensibile che chi è già in una situazione lavorativa di precarietà debba rinunciare a parte di queste, senza per questo dover abdicare al ruolo consegnato dal mandato elettorale, espletato in diverse altre iniziative.

Nondimeno ringrazio l'Assemble per la fiducia espressa nei miei confronti.

Ancora un ultima considerazione.
Delle congetture un pò forzate della Presidenza riguardanti un mio allontanamento dalla Maggioranza a seguito delle mie dimissioni, esplicitate in sede di colloquio aperto, posso solo rispondere che mantengo il mio ruolo di Vicepresidente della Commissione cultura e l'impegno, qualora servisse, a coadiuvare la Presidente della stessa, 

Così come rinnovo la mia disponibilità a collaborare, come accade abitualmente, con gli assessorati in base alle mie competenze territoriali e acquisite professionalmente. 
L'eventuale e possibile allontanamento dalla maggioranza può avvenire su altre e ben più incisive questioni, da affrontare certamente.

Credo di poter affermare che sino a questo momento lo sforzo di alcune componenti, in primis il PRC, per smussare gli angoli e trovare intesa sui terreni comuni ha permesso di mantenere un certo equilibrio, dando dei risultati anche positivi attivandosi in alcune, pur sporadiche, buone pratiche di Governance. 

Evidentemente di fronte al definirsi del conflitto politico tra le componenti della Maggioranza, dove la tentazione di estremizzare posizioni utili a  consolidare l'egemonia di una parte che si considera evidentemente garante rispetto a decisioni "altre" su cui convogliare forzatamente consenso, darebbe inevitabilmente luogo ad un venir meno delle condizioni programmatiche, non ultima la questione della partecipazione, dell'informazione e della trasparenza verso la Cittadinanza, il mio Partito non potrebbe certo sostenere ancora questa coalizione senza rinunciare alla coerenza e alla responsabilità verso i propri elettori.

Cordialmente,
giuseppe pittaluga
capogruppo PRC/FdS
bassa ValBisagno

aperito...in vista del Convegno sul dissesto idrogeologico in ValBisagno




Stasera ore 19 al Circolo Bianchini
  
Aperitivo di autofinanziamento
Per realizzare il
Convegno sulla ValBisagno

Dal dissesto idrogeologico
Un’opportunità per la città

I giorni 8 e 9 novembre
Palazo ducale


Wwf –
amici di ponte Carega –
comitato Bosco Pelato –
 comitato contro la cementificazione di Terralba –
 associazione informale vivereincollina

martedì 22 ottobre 2013

AMT, linea 82: chi vuole ridurla e perchè.

Giugno 2013 
lettera a Presidente del Municipio,
che non ha ritenuto di rispondere, se non con la laconica motivazione di un iniziativa personale del Consigliere in questione.

Gentile Presidente, 
Ritengo opportuno inviare questa a te in modo di permetterti una riflessione sulla questione nonchè di diffonderne e ragionarne con tutte, FdS compresa, le componenti di Maggioranza il contenuto. 

A proposito della riunione del Consiglio di Municipio svoltasi in Maggio.
Il PRC desidera sottolineare quanto sia da considerare a ns vedere inopportuno e arbitrario il comportamento in sede di Consiglio del Cons. PD sig. Mastropietro rispetto al dibattimento su AMT in cui intervenivano l'Assessore alla Viabilità e l'Azienda stessa.
Riteniamo che l'intervento del Consigliere e la stessa proposta di modifica della linea 82 esternata impropriamente come suggerimento atto a razionalizzare il servizio AMT sia suscettibile di forti e motivate critiche nel contenuto e nel metodo.
Come lo stesso Presidente aveva considerato poco prima eventuali proposte o istanze sarebbero state prima discusse in maggioranza per poi essere esternate in Consiglio con l'Assessore presente, onde evitare incomprensioni e invece ottenere risposte.
La ns componente pur essendo critica su diversi passaggi si è limitata a riportare in linea di massima un approccio alla questione AMT già pubblico e conosciuto.
Non così il Consigliere del PD, che senza consultare nessuno suggerisce dai banchi della Maggioranza una modifica strutturale della linea 82 fortemente penalizzante del servizio in collina, riducendolo ulteriormente in un territorio dove già l'attuale linea presenta momenti di criticità, servendo una valle abitata da 10mila persone di cui molte utilizzano i mezzi pubblici. 
Il presupposto per questa restrizione del servizio su ruote è dato, a dir del Mastropietro, dall'avvio dell'ascensore AMT, che servirebbe al massimo un 10% dell'utenza; il Cons. ovvierebbe alle altre migliaia di persone interessate considerando una "navetta circolare" dalla capienza irrisoria, come sufficiente a garantirne il trasporto. Purtroppo l'Assessore pare prender sul serio la cosa, annuendo e confermando l'avvio dell'ascensore (quest'ultima cosa lì per sè positiva).
Evidente l'assoluta ignoranza sul territorio in questione, il Cons. essendo anche Presidente della Comm. Urbanistica avrebbe potuto e dovuto informarsi, avendo in maggioranza ben tre altri Cons. che abitano da decenni in luogo, su quello che è il "sentire" degli abitanti e di come siano le reali dinamiche di viabilità lungo la strada di Quezzi, avendo come argomento il fatto che al mattino gli 82 si sovrappongono nella tratta in salita risultando quasi inutilizzati. 
Essendo una strada senza sbocco è inevitabile che per avere le necessarie partenze dal capolinea in collina ogni 6/7 min. nei momenti di punta mattutina, come calcolato dalla stessa AMT, occorra far arrivare i mezzi dal fondovalle ed alcuni entrano in turno partendo dalle "gavette", questi risultano giocoforza poco utilizzati all'andata; di fatto le corse davvero fondamentali sono quelle di ritorno verso Brignole, che raccolgono decine e decine di utenti e non prevedendo l'ascensore fermate intermedie sarebbe assolutamente improponibile risolvere con una o due semplici "navette".

Inoltre rimane l'assoluta arbitrarietà della proposta, personale e in netta contraddizione con gli intenti di preservare la qualità del servizio pubblico nelle aree marginali del Municipio esplicitati poco prima dal Consiglio. La bislacca proposta non viene condivisa con nessun Consigliere di Maggioranza rischiando di provocare un'immediato e pubblico conflitto tra i banchi con la nostra componente, assolutamente contraria ad un ridimensionamento delle linee collinari e nello specifico contraria da tempo a questa risoluzione riduttiva, oggi rinnovata dal suddetto Consigliere; non considerandola una provocazione ma una carenza personale di competenza politica e tecnica del Cons. ho ritenuto sul momento di non creare turbativa, riproponendomi di discuterne metodo e sostanza in Maggioranza, alla luce del Programma condiviso, cosa che sin'ora non si è verificata e mi fa pensare che l'iniziativa del Consigliere trovi sponda e sostegno in parte della stessa Maggioranza. Questo va sicuramente ad inficiare sull'impegno della ns componente alla coalizione che sta vanificando progetti e priogrammi

Un ultima considerazione.
Il PRC raccoglie e fa proprie le istanze degli abitanti, che già diversi anni addietro hanno incisivamente sottolineato la loro contrarietà a questa soluzione con blocchi e manifestazioni.
Evidente è a nostro vedere l'inutilità rispetto ad una razionalizzazione del servizio la sostituzione di bus grandi con un circolare piccolo costringendo cmq gli abitanti a cambiate diversi mezzi o a usare il mezzo privato per arrivare a fondo valle, in centro: idea peggiorativa da più punti di vista.
L'approccio invece ci pare funzionale ad una volontà politica malcelata di riduzione in progress delle tratte più problematiche per l'Azienda, tendente all'eliminazione del servizio sociale svolto da AMT, per condurla ad una maggiore appetibilità una volta messa "sul mercato", avendo già deciso di privatizzarne definitivamente la gestione, svendendo un notevole patrimonio pubblico oltre che un Diritto di Cittadinanza, vanificando ogni prospettiva di priorità ed efficacia del Trasporto Pubblico. 
E' questo probabilmente che si evidenzia dalla proposta del Cons. PD, ed è questa la direzione e la strategia che l'Amministrazione vuol sostenere come risolutiva. Che si sappia, almeno.
Cordialmente,

giuseppe pittaluga
PRC/FdS
bassaValBisagno



sabato 28 settembre 2013

Scolmatore del Fereggiano: quando le Grandi Opere passano sottotono


Probabilmente potrebbe essere l'unico vero intervento milionario, negli orizzonti più ottimisti, di questa Amministrazione. 

Una valanga di milioni di euro, scavi esagerati a 70 metri sotto le colline tutti a ruspa ed escavatore, mobilitando grossi camion, grandi chiatte e soprattutto la Provvidenza.
Ma passa nella Città perlopiu sottotono, con poca emozione, forse non essendo visibile ed impattante come altri più noti, pare modesto. 
In realtà di uno Scolmatore del Bisagno si iniziò a parlare già nel 1914, poi la guerra....
Ed è magari anche su questo "mito" che si crea la confusione che alla fine può portare un consenso dovuto xlo+ al'esasperazione: per molti si sta discutendo ora dell'Opera prevista dal piano di bacino. Invece no, questa è un'altra cosa: un'intervento diverso nell'origine del finanziamento, nei costi e negli risultati. E soprattutto nella reale effettiva utilità.
Si tratta in realtà di un mini.scolmatore che ha modesti obbiettivi ed enormi costi, a parere di alcuni.

Va dato merito alla Commissione Comunale II e al Presidente Antonio Bruno del tentativo di capire se realmente sia questa la direzione da intraprendere.

Così ho assistito dai banchi dell'Aula alla discussione, come esperto del territorio per FdS-PRC, in questa seconda Commissione dedicata alla questione.

Illustrato a grandi linee il progetto x l'intervento che nostro malgrado l'Amministrazione vuole realizzare, un ingegnere specifica esattamente qual'è l'obbiettivo di un opera che costerebbe almeno 45 mln di euro:

permettere alla piena del Fereggiano di superare la strozzatura a LargoMerlo (creata dalla recente e costosa "messa in sicurezza" della Regione: 14mln) e di venir accolta nell bassa e stretta "copertura" sotto Via Fereggiano e di Via Monticelli (dove il torrente viene costretto a correre in 3mt d'alveo contro la decina liberi e disponibili e dove decenni di detriti sono accumulati).

In Commissione Comunale qualche domanda tecnica e molti dubbi sulla questione economica han fatto si che a giorni si esegua un sopralluogo da parte dei Consiglieri per chiarirsi le idee. Nella speranza che questo avvenga anche sui siti dove il mini scolmatore ha origine, cosa che dovrebbe rendere evidente la inutilità dell'intervento rispetto alla sorte di gran parte della valle.

Un'intervento di Agostini ha sottolineato quanto sia relativo il conto economico dell'impresa che il Comune si accinge a finanziare, domandandosi quali responsabilità vadano poi considerate a fronte di probabili criticità in corso d'opera e successiva impennata dei costi. Dai banchi qualcuno si sente "offeso"....
Qualcuno dal centrosnx ha ribadito che politicamente l'opera è da sostenere, che è un obbiettivo raggiunto, mi pare dicesse...probabile che anche costui confondesse mini e maxi.
Dal centrodx chiedevano se non fosse il caso di scavar già per un diametro di 9mt, dato che poi diventerebbe (??) da mini a maxi... la risposta è che sarebbe costato di più. 
M5s tenta di dipanare nebbie tecniche ed economiche, evidenziando alcune grosse contraddizioni, trovando risposte un pò parziali.
Cmq pare che nessuno mettesse in dubbio l'opportunità di realizzare davvero questa grandeOpera.

In questa occasione gli Assessori presenti non sono troppo entrati nel merito considerando, giustamente, le questioni poste come contingenti e tecniche, e perlopiu hanno nuovamente rivendicato il "successo" ottenuto a pianoCittà con i 25 mln recuperati e indirizzati alla ValBisagno. Vero, bravi.
(Ma perchè ora dobbiamo buttarli tutti in un inutile buco, indebitando inoltre ancora la Città?!)

Cmq l'Ass Crivello aveva già in sede municipale precisato che il "via" a quest'opera avrebbe creato il presupposto per agire finalmente sull'exmercato di CsoSardegna, solleticando mille interessi... Non si nasconde, come afferma in commissione, almeno a chi vuol vedere.

L'Ass Garrota ha ribadito l'importanza dell'investimento e poco più, aveva in precedenza invece detto che di fatto il "piano di bacino" è lo Scolmatore, che in effetti sarebbe l'ottimizzazione degli interventi previsti nel piano. Ma si tratta dello scolmatore del Bisagno. Altra e differente cosa da quello che ci stanno forzatamente proponendo. Qualcuno forse intuisce.
Ma anche questo aspetto rimane fumoso, deviato dal presupposto che un domani il vero scolmatore possa ripercorrere il tracciato semplicemente allargando i "buco". Motivazione diversa da quel che si era sentito la scorsa convocazione, nella versione in cui questo tubo si sarebbe poi trasformato in una sorta di galleria collaterale. 

Tornando alle "curiosità" pare che la 'presa' iniziale riesca in quota, a metà di Via Pinetti, a scolmare il flusso eccessivo della piena dovuta alle piogge, lasciando che il resto corra al di sotto della copertura senza intoppi. Plausibile. 

Solo che lascerebbe intanto tutta la zona a monte della presa nelle identiche condizioni del 2011, dove la pioggia, apportando acqua e materiale al torrente, lungo i versanti ha provocato l'evacuazione di un condominio e di diversi civici, il crollo di importanti muri e muretti di contenimento, ha distrutto un paio di ponti e ha trasformato le creuse e la strade in pericolose fiumare allagando cantine e pianterreni e trascinando moto e cassonetti (tutto fotografato o filmato).
In quest'area NON è previsto nessun investimento, neanche dal piano di lavori triennale del Comune. Tutto sarebbe tale e quale, comprese le necessarie allerte.
Ma che accadrebbe a sud della presa, dove in teoria il flusso sarebbe dimezzato dal mini-scolma? Si vede dai filmati del 2011 che Largo Merlo è allagato e che le persone si mettono in salvo con difficoltà, è evidente che quell'acqua non fuoriesce dal torrente, che esonda più in basso, all'altezza di via Fereggiano e della copertura insufficente, ma confluisce in piazza scendendo violentemente dai versanti, portata dalle decine di rivi e caditoie che li convergono, oltre che dalle strade che con pendenze ardite si trasformano in altrettante fiumare. Anche dopo l'intervento questa area rimarrebbe nelle condizioni del 2011, non venendo i flussi fuori controllo accolti dallo scolmatore. Inoltre non è detto che questo notevole contributo, una volta raggiunto l'alveo, non riporti i metri cubi al sec convogliati dal torrente al di sopra della capacità di accoglienza della vetusta copertura. riproponendo una situazione analoga al già vissuto.

Davvero l'unico obbiettivo che questo mini-scolma pare destinato a raggiungere sembra essere l'edificazione nell'area dell'ex-mercato grazie ad una "messa in sicurezza" adeguata al caso, ...forse magari con questa operazione possono poi anche permette scavi e park sotterranei... o forse siamo in campagna elettorale... mhà! 



[ E' forse utile ricordare che da anni viene proposta da Associazioni ed Abitanti una pianificazione di interventi lungimirante e realmente risolutiva di diverse criticità. Proposte che FdS e PRC hanno riportato più volte nelle Istituzioni.
Lo stesso obbiettivo di salvaguardia e risanamento lo si coglierebbe con maggior sicurezza allargando e canalizzando l'alveo del torrente da Largo merlo al fiume Bisagno dove il torrente sfocia, utilizzando l'ampio spazio permesso dalla distanza degli edifici, rinnovandone la copertura si otterrebbe anche una migliore viabilità e nuovi spazi. 
Inoltre regimentando razionalmente le decine di rivi e caditoie spesso ostruite, permeabilizzando i versanti asfissiati dall'asfalto e liberando i corsi da ingombri e manufatti, si sanerebbero decine di situazioni pericolose nel bacino del Fereggiano.
Tutto con molto meno di 45mln di euro, probabilmente basterebbero i 25mln conquistati da Genova in pianoCittà.
Ma gli estremisti delle grandiOpere neanche considerano possibile un'alternativa ai loro piani. ]

giuseppe pittaluga
capogruppoPRC
bassaValBisagno

domenica 8 settembre 2013

...intanto AMT va avanti con i tagli.

Le varianti annunciate da AMT in ValBisagno avranno una ricaduta pesante sull'utenza.
Si sommano a quelle già introdotte negli anni (dopo le 20 e 30 è diventato problematico arrivare dal centro città, il collegamento diretto con la Foce è stato da tempo eliminato) e penalizzano pesantemente il nostro quartiere. 
Sugli autobus si sentono i mugugni di persone esasperate che non sanno a chi rivolgersi. 
E gli abbonati si sentono anche truffati perchè hanno pagato in anticipo per un servizio che viene erogato ora solamente in parte (e gli abbonamenti genovesi sono tra i più gravosi).
Senza contare i tagli alle linee collinari, "giustificati" dalla penuria di Bus adatti a quelle tratte.
Il degenerare della gestione aziendale e il ridimensionamento degli obbiettivi sociali sono eclatanti quanto inaccettabili .

PRC bassa ValBisagno

giovedì 29 agosto 2013

mini-scolmatore: il Consiglio di Municipio approva la speculazione.



(l'intervento seguente è stato interrotto più volte, sino allo stop poco oltre la metà, dalla zelante presidenza del consiglio che ne ha rigidamente costretto i tempi in pochissimi minuti, censurando così le poche elaborazioni presenti in sala, tra cui la nostra, confidando che il poco tempo a disposizione dei consiglieri tenesse lontano possibili critiche... e il buon Doria non ha trovato certo poco compatibile con il pluralismo e la democrazia questo atteggiamento del Presidente, anzi ne ha colto i frutti, sigh!)

25 milioni, più 5 della regione, più un debito di 15 del comune, tutto x arrivare alla cifra minima necessaria, probabilmente sottostimata, x realizzare questo mini-scolmatore. Cosa ben diversa da quell'intervento previsto dal Programma di governo della coalizione: lo scolmatore del bisagno, x cui progetti e finanziamenti son già stati stabiliti da tempo.  Il cui costo era stimato in 153 milioni dal progetto definitivo del 2008, più 100 milioni destinati alle opere generali di riqualificazione idraulica e paesistica dell'alveo e del bacino:
si tratta del progetto Technital, che indica il costo in 153.427.629 euro; nel marzo dello stesso anno, il Consiglio superiore dei LLPP da il suo assenso preventivo ad un progetto complessivo del costo di 230 milioni riguardante scolmatore più le opere citate.
Dopo l'alluvione del 2011, si parla sempre della cifra complessiva di 230/250 milioni e si comincia a parlare di un primo stralcio dell'ammontare di 120 milioni relativo alla prima tratta.
Su questo era l'intesa del Programma.
E su queste basi si sarebbe potuto procedere ad un effettivo primo lotto dei lavori, con 120 milioni a disposizione.

Ora quel che l'amministrazione propone si tratta di un'altra cosa, di un'intervento diverso nell'origine del finanziamento, nei costi e negli obbiettivi. E soprattutto nella reale effettiva utilità.

Viene proposta l'idea di convogliare il Fereggiano verso Cso Italia, attraversando il sottosuolo sconosciuto di un territorio vasto e in equilibrio assai precario, con un tubo dalle dimensioni ridotte, che non riceverà i due rii rovare e noce e rimarrà a se stante quando verrà costruito lo scolmatore del bisagno, in quanto non sarà funzionale a questo.
Sono diverse le criticità riscontrate nel progetto, che sarebbero da analizzare e approfondire.
Ad esempio la sottostima dell'apporto di meteriale solido trasportato dal fereggiano che andrebbe ad intasare la "presa" dello scolmatore. Vero che il fiume scorre tra i palazzi che, a parte i probabili futuri smottamenti e crolli, di solito non rilasciano materiale, ma è anche vero che i due rii che determinano il flusso del fiume scorrono a valle di ripide e franose pendici, dove si contano almeno una decina di grossi smottamenti e da dove tonnellate di pietre, terra, rocce e alberi vengono trascinate violentemente a valle dalle piogge. La piena del 2011 ha infatti  alzato il livello del greto del fereggiano di almeno 50-70 centimetri: decine di tonnellate di legni e detriti sono stati in seguito asportati. Per non parlare di un'intero versante a picco costituito dai materiali di risulta della Cava e contenuto da muri costruiti negli anni 40. Ma queta è solo una delle problematiche non condivise nell'analisi con il territorio e la popolazione.

Rispetto al recupero dei Fondi necessari a quest'operazione, si fanno i conti della serva, 25 milioni di pianocittà (in realtà destinati alla riqualificazione urbana) ai quali si aggiungono soldi che non si hanno ancora, e sapendo che i costi aumenteranno si confida x lo + nella provvidenza...
A Genova si usa fare il passo che la gamba ci permette, e qui si va ben oltrte.
E con quale obbiettivo?
Evitare che il Fereggiano esondi.
Dimenticando l'intervento (14 milioni) della regione che ha appena finito di allargare l'alveo del fiume sino all'altezza di LargoMerlo, e quanto ciò sia stato determinante, prima nella fuoriuscita del rio a largoMerlo e poi della violenta pressione che ha determinato lo spumeggiare e la fuoriuscita del fiume in via fereggiano: dai tempi dei Romani sappiamo che la conduzione dell'acqua da un tubo grande ad uno piccolo ne moltiplica forza e pressione e da anni siamo consapevoli che l'alveo ed il franco idraulico consentiti al fiume sotto la copertura di via fereggiano siano insufficienti se non asfittici.

L'intervento proposto dal Comune raccoglierebbe le acque in quota a metà di via Pinetti... lasciando scoperto un lungo e pericoloso tratto, incurante che da lì in giù le diffuse violente fiumare, che si formano lungo le vie dove la regimentazione e la tombinatura per le acque bianche sono inesistenti, lo,.possano precipitare a valle (largo merlo) ed allagare l'allagabile, così lungo via fereggiano sino a corso sardegna: ricordiamo come ben prima che il fiume esondasse le situazioni di pericolo erano ecclatanti, con bus fermi e strade allagate, tanto che la forza dell'acqua in strada ha divelto i muretti d'argine facendoli crollare all'interno del fiume alimentando la portata dello stesso con un buon contributo in materiale solido (auto, moto, cassonetti, massi e rocce)
Quindi a mini-scolmatore realizzato Il risultato per la popolazione e sul territorio non sarebbe molto diverso da ciò che è già successo, purtroppo.

Sappiamo che per risolvere questa drammatica situazione occorre attuare il piano di bacino, compreso il grande scolmatore. Sappiamo che l' intervento oggi discusso non va in quella direzione. Sappiamo che un'operazione di questo tipo ha come obbiettivo prioritario la possibilità di "vendersi", per buone, le aree interessate dal problema e da questo vincolate, in primis l'ex mercato. E' un illusione il risanare centinaia di situazioni esasperate tramite un azzardo che vede poche possibilità di riuscita, con i finanziamenti messi in gioco: i costi son destinati ad aumentare con le criticità in corso d'opera, che già s'intravedono.
Del resto anche nella recente Conferenza dei Servizi i pareri erano discordanti, tanto che l'Ente che più ha competenza e conoscenza delle problematiche, la Provincia, si è espressa criticamente in loco e addirittura sui giornali.

Da tempo proposte alternative al mini-scolmatore , queste si, previste dal piano di bacino vengono elaborate da un ampio fronte di dissenso in cui esponenti di differenti realtà ne condividono la natura. Di fatto l'amministrazione le ha sottovalutate sino ad oggi.
Essenzialmente affermiamo che un risultato maggiore per il risanamento della valle del fereggiano lo si possa ottenere proseguendo l'intervento iniziato dalla regione con l'allargamento dell'alveo: 
Proseguire l'allargamento oltre largo merlo, raddoppiando la portata del torrente sia in via fereggiano che in via monticelli, e permettere l'affluenza al bisagno modificandone lo sbocco in questo.
Non ci sono impedimenti evidenti, sotto a quelle strade il fiume è costretto in tre miseri metri di larghezza contro i 13 metri disponibili (da marciapiede a marciapiede) e il franco idraulico della copertura è ormai ridotto dai sedimenti accumulati.
Basterebbe questo a far scorrere senza intoppi il fiume in piena sino al bisagno, pur raccogliendo le decine di rii e di caditoie che ne alimentano la portata.
E i costi sarebbero compatibili, compresa la realizzazione degli interventi diffusi a cui abbiamo accennato, dai crinali, ai versanti sino agli argini del rio.
Distribuendo inoltre lavoro, risorse, miglioramenti, in tutto il territorio della valle. Ottenendo che non esca una goccia d'acqua dall'alveo del fereggiano, anzi che la velocità con cui la pioggia viene convogliata al fiume dovuta alla impermeabilizzazione dei versanti non dia origine alle fiumare, pericolose già con le piogge di questi giorni...
L'unica vera obiezione che l'amministrazione può porre è che gli 80m3 al sec del fereggiano continuerebbero ad insistere sulla portata del bisagno, incidendo su alcuni nervi scoperti come Corte Lambruschini edificata in mezzo al fiume bisagno (!!) o come la copertura post-ferrovie che risulta obsoleta e x la quale erano previsti degli interventi sempre nel piano di bacino e nella sua originaria calendarizzazione...
Inoltre a statistiche avvedute risulta che sia x i tempi di deflusso sia per la non contemporaneità delle piogge difficilmente la piena del fereggiano va a sommarsi a quella del bisagno. Iindipendentemente dal contributo (80mt3 sec) del fereggiano nel bisagno (1200mt3 sec) se non si interviene sul bisagno non si risolve la questione. Di nuovo, vale la pena deviare il fereggiano di fronte a questa situazione e a questi numeri? Crediamo sia folle, oltre che sia uno spreco di denaro a fronte di un utilizzo oculato di questo, che darebbe risultati migliori e davvero propedeutici allo sviluppo del piano di bacino, finanche allo scolmatore originario.

Allora facciamo quel che ci compete coi fondi di piano città: riqualifichiamo davvero un enorme area, allargando l'alveo del fereggiano e ripristinando caditoie e regimentando acque bianche e nere, permeabilizziamo il suolo residuo e pensiamo al diradamento e agli interventi utili a questo! Inoltre i tempi di realizzazione sarebbero progressivi e relativamente brevi contro ai 7anni previsti x il miniscolmatore.
Sull'elaborazione di queste proposte il contributo di autorevoli professori ed esperti del settore ci conforta ogni giorno di più.



E se i nostri amministratori avessero un sussulto di dignità sarebbero a pestare i piedi a Roma e i pugni sulle scrivanie a Bruxelles! Perchè è da li che devono venire gli interventi maggiori, i fondi per il vero scolmatore e la volontà di realizzarlo! Noi facciamo il nostro, ci occupiamo della nostra città, per renderla sicura ma anche vivibile e accogliente per i propri abitanti, e i fondi ottenuti servono a questo... son pochi x genova tutta, ma forse per sistemare un minimo, concepire e pianificare uno sviluppo sostenibile e innovativo a partire dal dramma idrogeologico, per la valbisagno potrebbero magari bastare

Oggi rileviamo quanto il degenerare della situazione sia quotidiano, il degrado rende necessaria un'inversione di tendenza rispetto alle grandi soluzioni previste, occorre iniziare una sistematica e pianificata manutenzione del territorio, dare uno stop alla cementificazione delle colline e dei rii, praticare soluzioni sostenibili per garantire sicurezza agli abitanti delle aree a rischio


Non ci appare sensato ora rincorrere la chimera di un'iper-soluzione idraulica fascinosa quanto parziale e relativa, i cui risultati finali appaiono limitati e lontani nel tempo, impiegandoci inoltre tutte le risorse disponibili come in una disperata scommessa.
Noi chiediamo che realisticamente, non in contrasto con la grandeOpera sul Bisagno cmq prevista ma in misura complementare, quei soldi siano spesi per i lavori previsti dal Piano di Bacino: 
interventi diffusi come la regimentazione idraulica e naturalistica delle acque sui versanti, puntando nell'immediato sull'allargamento dell'Alveo del Fereggiano da L Merlo al Bisagno realizzabile in tempi brevi. 


Coscienti che questo risolverebbe il fereggiano ma non ci salverebbe dalla piena di 1200m3 del Bisagno, cmq sanerebbe l'abitabilità, il commercio, l'esistenza in un'ampia area e ci permetterebbe di sopravvivere quando le strade son pericolosi torrenti e i negozi son allagati!
In attesa che lo Stato trovi modo di finanziare interventi più impegnativi, potremmo almeno affrontare meglio la quotidianità.
Siamo stati riuniti arbitrariamente e frettolosamente a decidere quel che poco conosciamo e che poco è stato approfondito.
In realtà le opzioni da verificare sono quelle riguardanti gli interventi alternativi, risolutivi dell'emergenza anche se minori, per i quali i fondi a disposizione sono sufficienti, evitando ulteriori indebitamenti.

E' necessaria una Conferenza sulla questione prematuramente archiviata  e ridimensionata con il complicato "mini scolmatore" promosso dal Comune; xcui è utile un rinvio della votazione, tale da permettere a tutti di valutare e criticare, Questo non porta alla perdita dei finanziamenti, casomai ad uno slittamento dei lavori di qualche mese, a fronte di un cantiere che durerebbe cmq almeno 7anni.
Speriamo che oltre Legambiente, WWF e Rifondazione Comunista, M5S, che già hanno manifestato perplessità, altre voci del dissenso ragionato si facciano sentire, a stimolare la critica e la discussione che sin'ora l'Amministrazione ha evitato, pur richiamata dalla componente di maggioranza FdS/RC in molte sedi, ad un maggior confronto sul tema.

Voto di FdS/ PRC
CONTRARIO