e non pochi grassi interessi, dall'area mercato alla metropolitana, finanche bacini fluviali e opere abbastanza "grandi" da esser appetibili businnes, come lo scolmatore...

Il Decentramento sarebbe un'opportunità di partecipazione, pensare di arrivare all'idea di PortoAlegre magari è eccessivo ma pretendere di sapere e incidere sulle scelte che ci riguardano dovrebbe esser il minimo sindacale, credo.

domenica 13 novembre 2016

Interventi pianificati ed incruenti per contrastare la recente caduta di dignità degli ungulati nostrani.



"Ciascun gruppo occupa un proprio territorio, che si estende su un'area di una ventina di chilometri quadrati circa d'ampiezza e viene delimitato tramite secrezioni odorose della zona labiale ed anale: i territori dei maschi sono solitamente più grandi di quelli delle femmine, anche del doppio. Generalmente, il gruppo rimane nello stesso territorio finché le risorse sono sufficienti al proprio sostentamento, per poi abbandonarlo alla ricerca di aree più ricche di cibo qualora la disponibilità alimentare diminuisca: questo spiega l'apparizione improvvisa di cinghiali in aree dove storicamentela loro presenza non è contemplata."Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'ungulato genovese, da un paio d'anni almeno, pare si sia stabilizzato nel territorio limitrofo alla Città, di conseguenza ha tracciato e ripercorre abitualmente dei semplici "corridoi" abbastanza coerenti che lo portano agevolmente dalla campagna circostante alla nuova fonte di cibo a costo zero; abbiamo verificato che questi sentieri sono individuabili facilmente con sopralluoghi e i passaggi variano al max di qualche metro uno dall'altro. 

A valle di questi corridoi olfattivi i cinghiali trovano i primi cassonetti della spazzatura e la città meno urbanizzata, queste strade collinari portano inevitabilmente ai quartieri piu popolosi, al traffico, e al contatto con la popolazione umana e urbana
A monte di questi pochi e "storicizzati" passi, abbiamo verificato l'esistenza di terrazze e fasce, frutteti, ampi spazi e varietà di vegetazione, purtroppo ora in assoluto abbandono, dove rovi, crolli, incuria, rendono poco praticabile anche ai gruppi di cinghiali il territorio, e poco disponibili le sue risorse, anche se il tutto si estende per alcuni kilometri

Questa  crediamo sia la dinamica che porta i branchi ad avvicinarsi oltremodo alle abitazioni: l'opportunismo alimentare spinge l'animale ad abbandonare sicurezza e abitudini silvestri verso la facilità di approvvigionamento data dalla prossimità umana.
I cuccioli condotti su questi sentieri verso questi obbiettivi memorizzano l'abitudine alimentare e ne fanno la propria strategia, riproducendola sugli esemplari della generazione sucessiva. Rischiando l'aumento esponenziale del fenomeno, considerando il passaggio di informazioni, da uno a otto circa.

Da qui crediamo che l'abbattimento in ambito cittadino e la caccia oltremodo spinta, possono non essere considerati neanche un deterrente, ma casomai una criticità aggiunta, un'ipersoluzione senza progressi reali.

Consideriamo invece quanto poco sopra descritto come scenario su cui in tempi brevi pianificare una possibile soluzione. Indivuati in periodo di quiete i "corridoi olfattivi" si puo ricreare a monte di questi l'ambiente adatto a dispensare le risorse necessarie agli animali, rinnovando le varietà arboree presenti, così come la vegetazione e il terreno nel suo insieme. 

Essendo queste aree rurali in parte di proprietà pubblica ed in parte privata, è possibile ricorrere alla normativa già esistente rispetto agli obblighi della Proprietà agraria, così come con la recente Legislazione sul lavoro di Comunità o di Prossimità è possibile, oltre che creare una piccola economia di prossimità, pianificare i modesti interventi necessari per rendere questi terreni, queste aree, utlilizzabili come "dispenser" naturali di risorse alimentari.
Questo lavoro permetterebbe ai branchi di ungulati, di trovare dalla primavera all'autunno cibo in abbondanza e di facile accesso in aree ancora periurbane o extraurbane, agli esordi lo si puo ulteriormente incentivare con contributi pianificati.
Ciò permetterebbe altresì di ottimizzare le risorse della ex Provinciale,monitorando facilmente e controllando così la popolazione animale presente.

Una fase dell'intervento cmq prevede di utilizzare deterrenti acustici, visivi, fisici, per disincentivarte la migrazione estiva dell'animale. 
Avendo noi individuato da tempo i "passi" utilizzati, ed essendo memorizzati e riproposti la stagione seguente dal cinghiale, su questi corridoi si puo agire limitando gli sforzi, con le competenze ancora in essere negli operatori el settore. 
 L'indole opportunistica dovrebbe convincere l'animale a non rischiare di scendere a valle.
Resa difficile la discesa a valle e reso accessibile il cibo a monte, nel giro di una generazione dovrebbe modificarsi la strategia alimentare degli esemplari presenti nel territorio circostante.

Inoltre crediamo che una sperimentazione si possa fare a bassissimo costo ed in una zona circoscritta, quale il territorio inurbanizzato e le arre rurali confinanti il nostr Municipio, considerando la stanzialità dei branchi, dovrebbe dare risultati in breve tempo.
Le risorse economiche pur di modeste dimensioni, dovrebbero essere a carico degli Enti a cui è stata accorpata la competenza Provinciale sul Territorio, Regione e Città Metropoitana, dunque. 

Si tratta di spendere quello che vorrebbero spendere in battute di caccia urbane, costosissime, solo si tratterebbe di spendere con piu buon senso, rendendo un apparente criticità un opportunità per creare lavoro e qualità di vita.

GiuseppePittalugaPRCbassaValBisagno.
"intuizione ed elaborazione a cura del CircoloPrcBianchini"

sabato 29 ottobre 2016

Ungulati e Urbe, ancora in conflitto.

(...ma perche poi mi volete abbattere a tutti i costi?!)


Commissione Municipale Tematica:
Ungulati e Urbe, criticità riscontrate e soluzioni previste.

(previo ns emendamento: non solo di cinghiali si deve trattare, giacchè anche il capriolo ha il suo perchè, approvata al grido "i caprioli sfondano i cofani saltandoci sopra..") poi si inizia "seriamente".

Dopo un estate ricca di avvistamenti ed incontri del terzo tipo con l'ungulato più rappresentativo del carattere regionale, il cinghiale, e del conseguente dibattito cittadino sul tema, ci vediamo costretti ad affrontar come Istituzione Municipale il problema, almeno per dare risposte agli Abitanti, umani, che chiedono chiarimenti su questo nuovo fenomeno migratorio estivo, accresciuto nel'ultimo biennio.


Alla presenta del Sig Merella per la Regione, del Sig Fossati per la Polizia Municipale, del Sig Maccaro per la Città Metropolitana, il Presidente di Commissione presenta il tema, indicativamente con due sue visioni parallele della questione: 

"...I cinghiali sono un rischio per gli anziani, soprattutto col cane, tanto che alcuni non escono piu di casa per timore d'incontrarli, e non da meno le difficoltà date dalla pressione di un ambiente animalista che appare abbastanza minaccioso verso l'Istituzione e l'autorità. ..."

Questa impostazione vien subito abbandonata, ovviamente, e l'Agente della Metropolitana spiega che , a loro vedere, la situazione è degenerata per alcuni motivi: 

I palazzi collinari sono limitrofi a boschi e macchia selvatica non antropizzata, inoltre le terrazze sono in abbandono e ricoperte di rovi, questo è propedeutico alla residenzialità dell'animale, che in questo modo non si allontana più dopo il pasto, ma puo rimanere nelle vicinanze adeguando l'esistenza a questo nuovo ambiente semiurbano.
Grandi quantità di cibo abbandonato e facilmente reperibile, si dice che venga anche appositamente sparso, sempre in luoghi (cassonetti e/o discariche abusive) che l'animale opportunista memorizza e ricerca conseguentemente, lui e i suoi figli.
La cattura e l'allontanamento dei soggetti puo avvenire solo localmente, in quanto non è possibile deportare, i capi catturati, altrove. 

Un importante argomento portato all'attenzione della Commissione è la incongruente assenza di qualsivoglia rimpiazzo professionale alle competenze ormai perdute della Polizia Provinciale. E' giocoforza che dopo l'abbandono di interi territori all'inselvaticamento e la mancata tutela del patrimonio faunistico dovuto alla scriteriata decisione di sciogliere l'Ente lasciando scoperte molte utili funzioni, l'equilibrio ottenuto è andato presto degradando, una delle conseguenze è appunto l'approssimarsi del cinghiale alla città senza alcun controllo o deterrente.


Il nodo invece della questione fondamentalmente è l'attuale normativa sul eventuale abbattimento dgli animali rinvenuti in territorio urbano, in città, gtra le case e le Vie. Ed emerge dopo poco.


Infatti si lamenta una Ordinanza Sindacale, della Sindaco Vincenzi, che tutt'oggi regolamenta la questione imponendo l'allontanamento INCRUENTO dell'animale sino al perimetro verde da cui proviene.
Tranne alcune eccezzioni, ovviamente, in cui ammette l'abbattimento in loco dei capi interessati, previo alcuni passaggi fondamentali: avvertire la ASL, x via della questione sanitaria sucessiva all uccisione; avvertire l'Autorità, xchè si attua una sparatoria tra le case ed i CC meglio che lo sappiano; xhe si avverta  credo la Prefettura, in quanto Stato. 
Inoltre si puo procedere quando la bestia candidata è in condizione di non scappare, tra la gente magari, dopo il primo colpo. 
(Sempre che io abbia capito bene, in quanto la faccenda si andava complicando...) 
Del resto, intervenendo, faccio notare che mi sembrano anche norme comprensibilmente vocate alla sicurezza collettiva. 
Scopriamo anche che, al di fuori dei centri abitati, gli esemplari abbattuti quest'ultimo anno sono novemilacinquecento (9500) in tutta la Liguria... ( al che mi sovviene un pensiero, 95mila kg di buona carne selvatica locale, che fine fanno? viene redistribuita al popolo? ma mi tengo per me il dubbio.)

Poi è il turno della Regione. L'annoso problema è degenerato gli ultimi anni e la regione certamente non ha le risorse per risolverlo, le guardie rimaste dalla provincia sono nove (9) per il ns territorio, 22 in tutta la regione, xcui difficile intervenire. Certo si comprendono le difficili condizioni di operatori e di Cittadini coinvolti, infatti è agli atti una recentissima Delibera Regionale che Deroga la precedente rispetto alla possibilità di effettuare una battuta di caccia con i conseguenti abbattimenti in area abitata, precisamente nella selva adiacente a Via Berghini, precauzioni e ottemperanze varie esaudite. 

Convintamente asserisce che cmq è necessario agire sulla prevenzione, come fatto da anni dalla Provincia, ma che la regione non ha personale e risorse.

Arrivato nel frattempo, interviene anche il Pres. di Municipio che precisa come la sua esperienza in Provincia lo rende cosciente di quanto smantellare senza soluzione di continuità quell'Ente è stato deflagrante rispetto a tutte le criticità territoriali/ambientali e di come competenze preziose e investimento in formazione siano state scioccamente disperse. Come dire che, per una volta, sfonda una porta aperta?

Ma a riportarlo nella veste consueta riesce una seconda idea esposta dalla Presidenza, cioè che da tempo ci sia "qualcuno" che sistematicamente attira con cibo messo di proposito, i cinghiali delle colline, Via per Via, passo passo, sino a portarli così in Piazza Martinez, dove ormai brancolano ogni notte, trovandovi appunto i viveri lasciati, appositamente quanto clandestinamente, per loro all'interno del cantiere da mani ignote. 
Potrebbe dunque essere un complotto? mi chiedo tra me e me.

Tornando alla Commissione.

Chiedo se si è tentato in passato di narcotizzare l'animale individuato. Mi si dice che il narcotico adatto non è in dotazione della ASL, bisogna xcio comprarlo, e chi lo paga? inoltre occorre uno strumento adeguato e la competenza ad agire. Entrambi le cose non sono in organico dei nostri agenti di Polizia Municipale, unici di fatto ad intervenire appresso all'avvistamento.

Infatti così mi spiega il Comandante VVUU, precisando che di fatto dopo l'abolizione della Provincia esiste un conflitto di competenze tra gli Enti Regione e Comune rispetto a queste pratiche, così come una vecchia normativa su caccia e pesca non aiuta di certo non prevedendo queste situazioni.

Solo è, continua, che la Formazione necessaria al personale della Municipale in sostituzione di quello della Provinciale ed in ausilio dei nove Agenti rimasti in opera, occorre di investimenti e tempi medio lunghi, così di fatto gli operatori ad oggi vengono lasciati senza protezione nella confusione normativa e nell'incertezza di un agire non protocollato nè strutturato.
Questo è sicuramente condivisibile e le tutele dei lavoratori non vanno prese alla leggera, ma ciò viene imputato dal Comandante, a mio vedere un po arbitrariamente, alla Delibera Vincenzi, che andrebbe modificata strutturalmente in senso liberatorio, senza dover ricorrere a deroghe specifiche per agire nel abbatimento dei capi selvatici intercettati in città.

Alla domanda sugli abbattimenti già realizzati, mi si racconta di come il tentativo di accompagnare un esemplare sino al Righi nel Peralto, sia stato condotto dal Comandante armato di ramoscello in persona. preceduto e seguito da due moto/lampeggianti della Municipale, e di come, quasi giunti alla meta, l'animale si sia imbizzarrito ed abbia morso un Agente, costringendo la pattuglia a fare fuoco ed annientarlo. L'altro episodio è quello riportato dai giornali, in una Villa privata.


Di nuovo alla domanda su quante Deroghe all Ordinanza (come quella per via Berghini) sarebbero necessarie in un anno per fare fronte ai casi piu invasivi, risponde l'esperto della exProvincia sostenendo che un paio forse tre, dovrebbero bastare; visto che queste avvengono su proposta del 112 e non hanno controindicazioni a patto che sia possibile delimitare l'area di battuta, potrebbero semplicemente risolvere il problema, mantenendo l'attuale Normativa.
Sempre che il "problema" lo si voglia affrontare con gli abbattimenti.

Si, perchè a me il fulcro di tutto sto confronto durato due ore e mezza mi pare essere la presunta necessità, il malcelato bisogno, come fosse un placebo per rilassare gli animi su un tema ansiogeno, dell'utilizzo delle armi da fuoco e da caccia. L'atavico desiderio del umano cacciatore di trovare una preda da sacrificare in un bagno di sangue. Forse se tra gli esperti ci fosse stata una donna, sarebbe stato bilanciato.


Non si sono sentite proposte alternative, ne pratiche o metodi magari utilizzati altrove, che ne so, qualche esempio virtuoso di lotta al animale silvestre infiltrato nelle città esisterà pure... il Canada ha i procioni, l'India le scimmie, Yellingstone ha l'orso Yoghi, ci saranno sperimentazioni su come allontanare ste bestie... A noi non sono state esplicate, forse non son state neanche considerate dagli esperti locali.

Infine, mentre si conclude il lungo incontro informativo, qualcuno ha ancora qualche domanda collaterale, i Consiglieri Commissari appaiono soddisfatti delle info ottenute, e nessuno pare critico, tranne il PRC, almeno su alcuni aspetti.


Noi, pur comprensivi di tutte le posizioni e le riserve espresse dagli attori di questo canovaccio, non siamo poi tanto d'accordo. Vero che la situazione richiede anche tempestività, ma vediamo ancora un pensiero guida a senso unico che non permette di volgere lo sguardo altrove, con un po di coraggio e trovare altre soluzioni.


Rifondazione Comunista ha una proposta alternativa, elaborata grazie all analisi scientifica dei dati e delle condizioni, dal punto di vista popolare e pragmatico, con soluzioni comprensibili dal senso comune della giusta misura e soprattutto propedeutiche ad una buona qualità di vita quotidiana per tutti, umani e ungulati.


Una volta esposta alla Commissione la nostra elaborazione sia pur in sintesi, entrambi gli operatori della exProvincia si sono mostrati interessati, rimanendo d'accordo che verificheranno sulla sintesi della ns proposta, la possibile realizzazione in prospettiva.

Il Consiglio di Ottobre NON si tiene, perciò si ci incontrerà il mese prossimo, novembre.


Dal Municipio BassaValBisagno

Capogruppo Prc/FdS Giuseppe Pittaluga

((La proposta del PRC sulla questione Ungulati in Città, nel post seguente))









venerdì 7 ottobre 2016

ONPI, quale futuro?



Quezzi. Ex ONPI.

Proprietaria attuale Arte, Burlando in Regione parlava di tre milioni di finanziamento europeo x ristrutturazione a scopo residenziale. 
E anche se Toti non ne fa menzione potrebbero davvero esserci. Nel caso...

Questo puo voler dire: 

Un centinaio di appartamenti, con relativi residenti, poniamo 250 persone, con le esigenze dei nuclei famigliari rispetto ai servizi e alla logistica, con potenziali 200 mezzi privati tra auto e moto, che oltre ad aver diritto al parcheggio avrebbero anche quello alla viabilità.
Un contributo notevole alla densità abitativa di un quartiere che già batte dei record su questo tema. Un apporto che ne moltiplica le criticità.
(...nel mentre a Genova sono migliaia le case vuote, e il Comune ti fa lo sconto se ti metti a posto da te l'appartamento, almeno poi te lo puo affittare)

Oppure.

Mini appartamenti a prezzo agevolato per la popolazione studentesca che per abitare a Genova paga uno sproposito a locatori privati e al sommerso del settore che agisce disincentivandone e rendondone onerosa la scelta, mentre la Città di fatto offre ancora un sistema universitario che attira studenti da tutta Italia. 
Gli studenti si muoverebbero con mezzi pubblici incrementandoli, e peserebbero in misura minore sull'area di residenza rispetto allo spazio e al tempo in cui verrebbe di fatto utilizzata.

Oppure.

Appartamenti sociali ad uso temporaneo, adeguati a chi deve sostenere qualcuno ricoverato a genova, proveniente da fuori città, a chi ha difficoltà abitative dovute ad emergenze ambientali, e a situazioni comparabili a queste, con un incisività sull'abitato circostante cmq minore dei tradizionali nuclei residenziali permanenti.

Oppure.
Le due soluzioni di cui sopra possono condividere la struttura, insieme a realtà Comunitarie, quali case famiglia per minori, appartamenti protetti, inserimenti abitativi. 
Inglobando nell'edificio anche plessi scolastici come l'asilo nido e la materna.

Trovando funzionale a cio' anche la costruzione limitrofa, proprietà del Comune, che potrebbe diventare un presidio sociale di riferimento locale, dove allestire Let e simili. O semplicemente la sede di una P.A. locale.
I giardini, invece del Municipio, rimarrebbero come piccolo parco, utile sfogo e area di passaggio pedonale.

Oppure: 
abbattere tutto e fare un polmone sportivo e ludico x il quartiere e non solo.

Le possibilità e le opzioni spesso sono maggiori di quello che ci viene proposto come unica soluzione, dipende da che direzione vogliamo prendano le cose, per non doverne poi subire le conseguenze. 
Trasparenza e partecipazione popolare, sono le condizione in cui esercitare la democrazia.

CapogruppoPRCbassaValBisagno.


domenica 18 settembre 2016

Località Leamara, Quezzi, Genova.


Quezzi, Leamara, Cappella dei Cacciatori, 
sul crinale tra Quezzi e San Eusebio. 
foto primi anni "70...

Attualmente sono in definizione cinque (5) stabili di cui tre a piu piani, una strada che taglia il versante, ed un piazzale park.



Ah, è conosciuto come uno degli ambienti idrologicamente piu fragili.
Mhà.

A questo punto (le foto sono di qualche anno fa) si trovano realizzate cinque edifici, di cui tre a popiu piani, un piazzale asfaltato e una strada scavata a ruspa che taglia trasversalmente il versante...
A sto punto potete leggere la risposta del Comune: lì non sta succedendo niente.
Sigh!


IL PANE QUOTIDIANO, E LE MENSE SCOLASTICHE COMUNALI.


IL PANE QUOTIDIANO, E LE MENSE SCOLASTICHE COMUNALI.
Da qui si voleva partire, per tanti motivi, e perchè è il pane.
Il rifornire le mense scolastiche Comunali è un grande appalto ovviamente milionario, che viene assegnato dal Comune a fornitori specializzati, che si occupano di tutto il necessario alla refezione dei nostri ragazzi.
Un segmento di questa organizzazione riguarda il pane, alimento che quotidianamente deve venir fornito alle Scuole in misura abbondante, per un volume tale che non viene abitualmente consumato completamente, e non puo neppure venire utilizzato il giorno seguente. Inoltre avendo il mercante la necessità di minimizzare i costi spesso la fornitura arriva da località lontane, da grosse produzioni.
A questo consegue un notevole spreco, con necessario smaltimento, della risorsa alimentare.
Partendo da questa situazione di fatto abbiamo elaborato una proposta di sistema indipendente, di percorso pianificato e virtuoso, autonomo dall appalto soracitato e economicamente sostenibile per realizzare alcuni obbiettivi che c sembrano prioritari.
Restituendo all'Ente la gestione dell'intera filiera.
Si potrebbe infatti individuare una centrale di produzione, un forno adeguato, sul territorio Comunale (la Scuola di Panificazione, ad es., la quale potrebbe trarre profitto da un'opportunità simile, pianificare la produzione e investire in formazione), al quale appaltare, direttamente come Ente, la produzione (quintali di prodotto) e con il quale avere un accordo virtuoso legato alla qualità, alle specifiche esigenze e alla biodiversità, in modo da ricevere nelle Scuole un pane di qualità, al quale legare una pratica di Educazione Alimentare interna agli istituti che lo ricererebbero, dove insegnanti preparati avrebbero uno strumento pratico per realizzarla. Sul pane puoi innestare molteplici percorsi educativi.
Il pane ricevuto potrebbe godere di una deroga rispetto alle norme x la refezione essendo inserito in un programma educativo sperimentale, e venire quando ancora intero utilizzato nel pomeriggio (basterebbe che la cuoca tagliasse orizzontalmente, prima, già i tre quarti del panino) e distribuito dalle maestre ai ragazzi, per sostenere una merenda tradizionale con o senza un companatico (preconfezionato, da aprire e spalmare).
E, di nuovo, mantenere una tradizione, sperimentare gusti diversi, utilizzare alimenti invece che buttarli, cambiare il contesto di utilizzo, tutto questo in mano ad una maestra diventa educazione alimentare.
E combatte lo spreco col buon senso.
Probabilmente il pane fornito potrebbe avere cmq delle rimanenze, ma essendo un prodotto di qualità non sono lì per sè un rifiuto, anzi, nel progres dell'iniziativa elaborata il pane avanzato diventa una risorsa, che adeguatamente conservato qualche giorno (in un mobiletto di piccolo volume in plastica elevato da terra, magari nel refettorio stesso) potrebbe divenire alimento per animali di fattoria, accordandosi con alcune Fattorie Didattiche del Territorio che fanno piccolo allevamento, interessate a venirlo a ritirare presso gli Istituti, anche solo una volta alla settimana (il pane secco non implica alcun accorgimento di conservazione, nè controindicazioni x l'ambiente o le persone in cui).
I ragazzi sarebbero direttamente coinvolti sapendo che il loro panino avanzato e conservato nel cassonetto, sarà cibo per delle galline da uova...
Le Fattorie Didattiche interessate al percorso avrebbero, oltre l'onere di ritirare e utilizzare l'alimento, l'interesse ad ospitare le scolaresche in alcune giornate di visita alla fattoria. Visite in cui i ragazzi, insieme alle altre nozioni/emozioni, magari riceverebbero un uovo fresco da portarsi a casa, fatto dalla gallina che si è nutrita anche con i loro panini avanzati (ai bimbi vegani gli si da un pulcino), per fare solo un esempio.
Riduzione dello spreco, qualità dell'alimentazione scolastica, avvio di pratiche sostenibili, educazione alimentare, coinvolgimento del Territorio, sperimentazione di gestione del Bene Comune, sviluppo del economia di prossimità e sinergie locali, sono alcuni degli obbiettivi a cui è propedeutica la nostra elaborazione.
Tutto ciò è stato da me esplicitato come proposta del PRC, circa QUATTRO ANNI OR SONO, in un incontro sulle mense scolastiche, in MunicipioBassaValbisagno, a cui erano presenti l'Assessore Boero, un paio di funzionari, i colleghi Consiglieri Commissari, e io. Effettivamente si sono dimostrati interessati, almeno le funzionarie, ma forse per timore che noi mirassimo a istituire dei bolscevichi "Forni del Comune", ad oggi non se ne è piu neanche parlato.
GiuseppePittaluga PRC Munic.BassaValBisagno

domenica 11 settembre 2016

Giornalacci e giornalini.


Il gg 9 sett 2016, il Sec.xix, nell'enfasi della propaganda xenofoba e allarmista di cui si compiace, ha riportato una NOTIZIA FALSA, in evidenza e inserita a pag.16, in una strumentale escaletion di foto e "notizie" che caratterizza spesso le pagine del quotidiano..

Si scrive a proposito di Quezzi, che "...i residenti sono scesi in piazza e a quel punto il trasferimento dei profughi è stato sospeso..." 
E' FALSO. Punto. Semplicemente una notizia falsa e tendenziosa.

Falsa, xchè la struttura, privata, è stata regolarmente aperta e un gruppo di una ventina di richiedenti asilo sono da tempo presenti (senza alcuna criticità di alcun tipo riscontrata), e l'apertura non è mai stata messa in forse in nessuna delle fasi che ne hanno segnato il progress. 
Anzi: l'intervento sula questione, subitaneo, del PRC (io) ha permesso che tutto si chiarisse in Sede Istituzionale nella normale dialettica di confronto tra cittadini, e nel rispetto dei tempi.

Tendenziosa, xchè inserita tra altre "informazioni" dello stesso tono e decisamente indirizzate ad ottenere una lettura dell'insieme come minimo allarmistica, diventa calunniosa facendo passare la popolazione del quartiere come particolarmente ostile, 
...dando inoltre come sottintesa conseguenza di una protesta xenofoba la, mai avvenuta, sospensione di provvedimenti... e questo magari interessa chi si occupa di "ordine pubblico".

E questo è il maggiore (e unico, sigh!) quotidiano di Genova....
Poveri noi, povera Zena.
=___=
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PS ...ancora aggiungo che gli Abitanti di Quezzi han dimostrato, ancora una volta, che questo territorio ha accolto ed accoglie pur tra mille problemi chiunque abbia necessità, solo che forse stiamo imparando a pretender chiarezza, solo che non ci piace esser presi in giro, ne dai politicanti, ne dagli imprenditori, tantomeno da certi giornalisti.

PS2 Giunta sull Anzi: 
se nn si fosse cecati in sta Amministrazio, in qualche modo a sto giro il ns municip ha creato un metodo di incontro confronto, riunendo, sotto FORTE pressione di Rifondazione, tutti gli attori della rappresentazione: 
In Sede Municipae dove in un incontro allargato alle componenti politiche, ai cittadini, al Comitato e soprattutto all'imprenditore in questione, si è mediato tra le parti sino a trovare la quadra per proseguire nel rispetto reciproco e del territorio, una impresa privata che cmq rimane "sociale", con tutte le critiche possibili, e che fatta a modo nell'armonia indispensabile può diventare anche una opportunità, di lavoro e di interesse collettivo. 
Questo, modulato sui contesti, puo essere un METODO per governare le cose, invece di ritrovarsele già fatte....

venerdì 22 luglio 2016

Raccolta Differenziata: ",,la gente non comprende..."



Consiglio di MunicipioBassaValBisagno sul finir di luglio, praticamente monotematico.

Il Piano industriale di AMIU, come già illustrato in altri incontri, prevede una sostanziale crescita della raccolta differenziata a fronte di una prospettiva dettata anche dalla legge indirizzata al recupero delle materie e dei materiali.

L'A.D. di Amiu, invitato in Aula, presenta la cosa nuovamente, ribadendo alcuni concetti base, che cmq non hanno ricadute socialmente considerevoli a prescindere, bensì, come già detto dal prc, questo dipenderà da chi e xchè condurrà questa riconversione, se a farlo saranno la Città e i lavoratori oppure interessi e gruppi privati.
Sappiamo ora che AMIU viene sostanzialmente ceduta al mercato privato, tramite IREN, e dovrà render così conto ad azionisti anonimi, anzichè ai cittadini genovesi, di come e quanto incassa di utile e quanto distribuisce in dividendi, nn tanto invece se riesce e come a coprire un servizio (che andava sotto la dicitura di "Igiene Urbana!) e la sua qualità.

Ora, il nuovo paradigma che regge l'impianto di base della riconversione è che il rifiuto urbano e industriale è fonte di rinnovato reddito dato dalla sua trasformazione in materiale rigenerato o riciclato. Cio comporta assolutamente che alla fonte (dopo l'uso diventa rifiuto) questo venga al piu presto già un minimo differenziato, e che questa selezione cresca nei sucessivi passaggi. 

Nel grosso del sistema la copertura dei costi è garantita dal Decreto Ronchi e la sucessiva creazione del Conai, che prevede un imposta apposita, ma per cio che riguarda le tonnellate di "rumenta" quotidiana e diffusa capilarmente sul territorio urbano prodotta dal "residenziale", e la necessità di recuperarla, allora la faccenda si complica.

"...la gente tarda a comprendere, chiediamo impegno..."

Questo breve passaggio del Amministratore delegato di Amiu, nell'illustrare la criticità prospettata, è chiarificatore a mio parere.
La gente tarda a comprendere... o ha già capito? mi sovviene.
Scusate, ma a me appare evidente che il mio differenziare e dividere, occupare spazi nella mia casa, aderire a orari e rispettare consegne, con tutto ciò che comporta alla mia quotidianità, è funzionale o meglio è fondamentale perchè gli anonimi azionisti possano dividersi degli "utili" a fine anno, costruiti sulla mia produzione di rifiuti consapevolmente suddivisi. 
Inoltre continuerò a pagare una bolletta al mio Comune per il servizio, calcolata proprio in base alla quantità di materiale prodotto, reso "prezioso" dal mio intervento alla base della catena virtuosa.

Pare che abbiano trovato l'ennesimo sistema per estrarre plusvalore dalla nostra attività quotidiana, apparentemente improduttiva. Hanno trovato il modo di farci lavorare gratis qualche minuto tutti i giorni per Iren e i suoi azionisti.
Siccome siamo tardi e non capiamo come il "mercato" possa regolare x bene l'universo intero, allora è necessario che qualcuno, molto vicino a noi, ma che aderisca al progetto, ci suggerisca e ci guidi sulla strada opportuna, quella che vien bene per ottimizzare il profitto.
Qui entra in gioco il ruolo fondamentale del Decentramento.
L'Azienda chiede una serie di collaborazioni e sinergie ai Municipi e alle loro competenze, per coinvolgere e convincere gli Abitanti ed ottenere una decente percentuale di raccolta, che verrà misurata in "materiale" suddiviso, il tutto in buon stile "governance", soft e convincevole, contando appunto sulla "prossimità" del miniPalazzo ai cittadini, al quartiere...

Ovviamente se Amiu e il suo moderno Piano Industriale fossero destinati alla Città, divenissero un BeneComune la cui gestione fosse Pubblica e trasparente e la conduzione condivisa con i lavoratori, allora l'Istituzione di Prossimità sarebbe sì legittimata, anzi doverosamente coinvolta, nella propaganda e nell'affermazione diffusa della "raccolta differenziata" e di cio che ne consegue...
Ma così non è.
Allora i Municipi vengono così a trovarsi nella posizione in cui il lavoro e l'impegno a definire comportamenti e norme su di un territorio obbediscono anche a logiche ed interessi economici privati.
Almeno dal punto di vista etico, quella dell'Istituzione di prossimità, è una posizione ambigua.

Questo a me pare che si sia prospettato, questo mi pare si richieda alla Istituzione del Municipio, seppur con la miope scusante della promiscuità pubblico/privato, non piu sostenibile, e l'illusione del mondo pulito grazie ad un gesto responsabile... 
Se così fosse allora, Azienda ed azionisti, riconosceteci questo gesto, che se vale ha un valore economico, monetizzatelo, e se volete la nostra "rumenta" già bella divisa, pagateci, in qualche modo. 
Allora magari collaboreremo.

Diversamente restituiteci tutto, che è tosto l'ora, sapremo noi dar il giusto ed equo valore alle cose.

domenica 14 febbraio 2016

uniti contro il degrado nei quartieri


IL GRUPPO CONSILIARE PRC/FdS DEL MUNICIPIO BASSA VALBISAGNO INVITA LE COMPONENTI ANTIFASCISTE DELLA SOCIETà CIVILE A PARTECIPARE E A DIFFONDERE
Un momento per incontrarsi, uniti contro il degrado nei quartieri

La notizia dell’apertura del centro d’accoglienza per migranti in Via Edera ha attirato l’attenzione dei cittadini del quartiere nelle ultime settimane. 

E’più che comprensibile che gli abitanti chiedano chiarezza alle istituzioni locali per queste decisioni, che come troppo spesso accade vengono prese sulla loro testa senza alcun processo partecipativo e trasparente che li coinvolga. 
E’ inaccettabile invece che ci siano forze politiche, o pseudo tali, che sfruttano l’assenza di informazione per spargere odio e diffidenza nel quartiere. Vorrebbero farci credere che l’unico modo per uscire dalla condizione di crisi in cui viviamo ormai da anni sia quella di ricercare il nemico tra chi sta peggio di noi, chi scappa dalla guerra e dalla miseria alla ricerca di una vita migliore.Chi ci propone questa guerra tra poveri è il miglior alleato di chi ci sfrutta quotidianamente. 

Quelli che stanno peggio di noi sono invece i nostri migliori alleati, è con loro che condividiamo gli stessi servizi pubblici sempre più scadenti e costosi, le stesse scuole che cadono a pezzi, lo stesso lavoro sempre più precario, la stessa paura quando il nostro territorio frana alle prime piogge. Gli altri non li troveremo sulla nostra strada, loro stanno altrove, nei loro palazzi, e puntano sulle nostre divisioni per distrarci da quelli che sono i nostri veri nemici.
Per questo proponiamo una giornata di festa nel quartiere, contro degrado e razzismo. Un’occasione di incontro per informare, per combattere diffidenza e odio e per riprenderci il quartiere. 

Di giorno, a viso aperto, perchè la sicurezza nei quartieri popolari ci è data dalla solidarietà tra gli abitanti, non dalle ronde notturne.

venerdì 5 febbraio 2016

LA SOLIDARIETA' E' UN ARMA.


Ma che bastardi vigliacchi! Solidarietà al Consigliere! /... Bella Beppe! Avanti tutta, a presto /.detto fra noi.....anche io sono giuseppe /... ..  ha ragione , sarà poco ma le rinnovo la mia solidarietà , continui nel suo impegno  / ...  Massima solidarietà a Giuseppe Pittaluga, consigliere del PRC / ...hai tutto il mio appoggio ed il mio sostegno! /...  Io ti abbraccio sporco comunista e amico dei "negri". Mi piaci così /... Giuseppe, hai portato e stai portando un contributo POSITIVO e COSTRUTTIVO sulla vicenda di via EDERA / ...Giuse, che schifo... Stai attento per cortesia...La merda non cambia mai. Un abbraccio grande./ ...se fosse il caso sono a Pedegoli in un quarto d'ora /...Solidarietà al cittadino, ma prima ancora alla persona / ... sono DAVVERO arrabbiata, non solo a parole. A disposizione. ....
Questi sono una parte, insieme alla simpatia ricevuta di persona, di un centinaio di messaggi di complicità e amicizia, come le decine di telefonate di sostegno trasversale da molte e molti antifascisti. Grazie alle amiche, agli amici, a chi stimo ricambiato.
Grazie anche certamente alla tempestiva solidarietà pratica, con strumenti a tutela e persone disponibili nell'immediato, a formare uno stretto cordone di sicurezza, ideale ma anche molto pratico. Grazie alle compagne e ai compagni, ai complici di sempre.
Questo mi permette, nel mio piccolo del Territorio di cui sono un Abitante, ci permette, a noi tutti, di proseguire nella rivendicazione di istanze di trasparenza, controllo e riappropriazione dei diritti. 
Oggi possiamo fare un passo avanti. In tutta la città!
Appresso qualcuno dei comunicati arrivati in questi giorni, altri non sono riuscito a recuperarli nel marasma dei social ( magari li pubblicherò in seguito)
Emoticon smi
COMUNICATO STAMPA
Solidarietà al Consigliere di Municipio Bassa Valbisagno
Manifestiamo la nostra più totale solidarietà a Giuseppe Pittaluga, 
Consigliere di FdS e animatore del Comitato "Vivere in collina" di Quezzi,
per gli atti di intimidazione ricevuti da elementi che fanno dell’intolleranza
e del razzismo un motivo dichiarato di identità, per cui chi non la pensi
come loro diviene un nemico da tacitare in qualunque maniera, anche
ricorrendo alla violenza.
Vogliamo invece sottolineare come la suddetta persona abbia collaborato con
le Associazioni/Comitati di quartiere sottoscritti per rendere più vivibile
la zona di Marassi e San Fruttuoso, svolgendo il proprio ruolo in un’ottica
di trasparenza e a favore della partecipazione democratica dei cittadini
alla vita delle Istituzioni.
Legambiente – Circolo Nuova Ecologia
Comitato contro la Cementificazione di Terralba
Comitato per la Riqualificazione dell’ex Mercato di C.so Sardegna
Comitato Protezione Bosco Pelato

Giù le mani dai compagni.
Il Collettivo Genova City Strike-Noi Saremo Tutto Genova esprime solidarietà e vicinanza al compagno Giuseppe vittima di intimidazione da parte dei fascisti. Giuseppe è un compagno che apprezziamo per l'impegno e la militanza a favore dei più deboli, senza compromissioni da anni. A lui e ai compagni del Circolo PRC Bianchini il massimo sostegno da parte nostra!

solidarietà e sostegno al compagno Pittaluga 

L’ANPI Sezione Cioncolini Musso di Sampierdarena esprime solidarietà a Pittaluga e dà disponibilità per ogni azione congiunta a sostegno dei diritti, dell'accoglienza e della fratellanza con i Migranti. condanna l’episodio di intimidazione ai danni del consigliere Pittaluga e condanna ogni azione condotta da parte di ignobili individui vigliacchi e codardi che agiscono nell’illegalità con metodi nazifascisti. 
chiede che le forze di Polizia, il Questore, il Prefetto, il Sindaco e tutte le Autorità agiscano immediatamente non solo per individuare e punire i responsabili di questa aggressione, ma per applicare le Leggi vigenti : 
La Legge Scelba del 20 giugno 1952 n. 645 che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». E la successiva Legge Mancino del 25 giugno 1993, n. 205 che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. 
E punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. invita tutti gli antifascisti a contrastare l’apertura sul territorio di sedi di gruppi neofascisti e neonazisti nonché loro raduni e manifestazioni e invita a fare fronte comune in difesa della libertà, della giustizia sociale, della democrazia in favore dei valori di pace, solidarietà, umanità e tolleranza, nel sostegno e nell’accoglienza di tutti i Migranti senza alcuna distinzione. 
Sezione Cioncolini Musso di Sampierdarena




Associazione San Marcellino 
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza al nostro operatore Giuseppe Pittaluga, consigliere comunale della Bassa Valbisagno, per le azioni intimidatorie di cui è stato oggetto e ci uniamo all'Amministrazione Comunale nel condannare fermamente quanto accaduto confidando che le forze dell’ordine facciano luce sull’intera vicenda.

Il Movimento 5 Stelle Bassa Val Bisagno esprime piena solidarietà al consigliere PRC Giuseppe Pittaluga, di fronte ai gravi comportamenti intimidatori subiti.
Questi metodi squadristi non devono essere assolutamente tollerati in un paese che ha la pretesa di chiamarsi civile.
Ci auguriamo che il fronte comune contro questi individui violenti e xenofobi sia ampio e trasversale, perchè è l'unico modo possibile per metterli a tacere una volta per tutte.


Piena vicinanza al collega Giuseppe e non un passo indietro nella difesa del riconoscimento di uguali diritti per tutti.

Tutto il Partito Democratico del Municipio Bassa ValBisagno ed il Partito Democratico di Genova si uniscono nella ferma condanna del grave episodio di violenza squadrista organizzato contro il Consigliere di PRC Giuseppe Pittaluga per la sua attività volta a cercare una soluzione per la delicata questione del realizzando centro migranti di via Edera a Quezzi, e di cui ha rischiato di pagare le conseguenze un cittadino genovese.
Il fatto è ancora più preoccupante dal momento che pare sia stato preceduto da altri tentativi di intimidazione.

Federico Tanda - Capogruppo PD Bassa Valbisagno Massimo Ferrante - Presidente Municipio Valbisagno Alessandro Terrile - Segretario PD Genova


L’amministrazione comunale esprime sdegno e condanna per le azioni intimidatorie compiute contro un consigliere della Bassa Valbisagno.

L’ultima di queste è un vero e proprio atto squadristico di una gravità assoluta e costituisce un inquietante campanello d’allarme sul rischio che episodi di intolleranza e razzismo siano alla base di atti violenti e incivili che minano la sicurezza e la vita sociale dei quartieri.

Il Comune di Genova auspica che gli inquirenti possano fare piena luce sull’accaduto ed esprime solidarietà al consigliere municipale. Di fronte a simili fatti è necessario che, a prescindere da ogni altra valutazione, tutti i cittadini che hanno a cuore la democrazia e il bene comune manifestino uniti una ferma condanna e isolino i colpevoli.





martedì 2 febbraio 2016

Il Municipio3 su "Via Edera"


Incontri Istituzionali sul "caso" di Via Edera.

Finalmente due incontri nelle sedi opportune, uno in Municipio, sollecitato da noi e voluto dalla Presidenza, e l'altro in Comune 
Dopo decine di false notizie, mistificazioni, strumentalizzazioni varie, e molta fatica da parte nostra x contrastarle, e diffondere quali erano le reali informazioni sul progetto che vuole realizzare in loco il Ceis ge, proprietario del edificio in cima alla Via, privata e senza sbocco.

Il Municipio bassa Valbisagno ha ospitato una riunione di capogruppo in cui le due parti coinvolte ad oggi si sono potute confrontare.Fermo restando la natura "privata" della contesa, giacchè vero è che sia la strada, che i condomini, che l'edificio e l'azienda in questo inserita sono delle proprietà private.

In quest'ambito l'A.D. del Ceis, insieme al Presidente e al ingeniere della Azienda del terzo settore hanno potuto chiarire nei dettagli quello che pareva essere una invasione di centinaia di profughi ammalati e pericolosi... 24 posti residenziali per richiedenti asilo, almeno questo è quello che assicurano. Inseriti insieme ad un residenziale x anziani ed una casa famiglia x minori.

Allo stesso modo i rappresentanti del Comitato "contro" hanno puntualizzato una serie di problematiche, tecniche quanto reali, che già soffrono e a dir loro peggiorerebbero, insieme a timori relativi alla estraneità rispetto al contesto delle funzioni della Struttura. ...Non una folle xenofobia verso e contro volti e corpi di diverso colore o differenti fattezze, come invece pareva sentendo alcuni.

Si è parlato di compensazioni che l'azienda potrebbe considerare, di adottare tecniche di minore impatto x la viabilità, finanche di interventi per mettere in sicurezza muri perimetrali e affini. Rispetto ai timori, la Proprietà ha detto che la gestione ed il controllo saranno affidati a personale anche sovrastimato, con un iniziale copertura delle 24 h.

Ho chiesto un ulteriore incontro, anche se così limitato, dove il Ceis porti delle ipotesi di soluzione per verificare se e quanto le due visioni avessero punti in comune. Il Presidente di Municipio ha ribadito in chiusura che la funzione dell'Istituzione, a suo vedere, è quella di mediare in una discordia tra vicini di casa, in quanto entrambi rappresentanti di interessi privati. Ipotizzando solo se necessario un ulteriore incontro.

Questo piu o meno è stato.

Considerazioni, mie.

Il peccato originale credo vada attribuito allo stesso Ceis, giacchè quello che ha fatto in questa occasione risulta cmq tardivo e forzato. 
Era necessario analizzare la fattibilità anche dal punto di vista urbanistico e sociale, esattamente come deve fare qualunque imprenditore che vuole impiantare una azienda produttiva in un centro abitato. 
Avrebbe certo dovuto poi portare le proprie considerazioni alla istituzione di prossimità dove chiedere un confronto, una verifica del progetto per aderire meglio alla realtà. 
E riuscire di conseguenza nell'impresa in maniera ottimale.
Lo prevede in fondo anche l'articolo della Costituzione sulla Responsabilità Sociale dell'Impresa Privata.
Avrebbe così con trasparenza reso possibile ad un possibile dissenso di mostrare argomenti e ragioni.
Hanno preferito non rischiare quest'ultimo potenziale intoppo, perdendo però la credibilità necessaria a riuscir bene nell'Impresa. Conti mal fatti, a mio vedere.

Il Comitato ha la sua natura originale già corrotta dalle falsità e dalle deviazioni su cui si è strutturato, dato che nessuna di queste informazioni iniziali si è rivelata reale, si è palesata la strumentalizzazione di cui le persone dello stesso erano oggetto, anche consapevole. 
Questo ha impedito di capire e di analizzare una situazione che trascende dalle beghe di condominio in cui si sono cacciati, ma appartiene ai danni di una gestione privatistica dei servizi collettivi e sociali, ridotti a dispenser di prestazioni o attrezzature, cibo posti letto. E se devi produrre ottimizzando costi e ricavi non ti poni alcuni problemi a collocare dove e come piu conviene. 
Invece hanno lasciato spazio a sentimenti indotti quanto retrivi che hanno aperto la strada qualunquista dell'odio verso gli "altri", verso chi sta un po peggio, tristissimo e inconcludente. A mio vedere.

Poi c'è stata la Commissione Comunale a Tursi, voluta e richiesta dalla Lega in Comune.
Assolutamente inutile. Soldi e tempo buttati via.
Ma questa è un'altra storia.