e non pochi grassi interessi, dall'area mercato alla metropolitana, finanche bacini fluviali e opere abbastanza "grandi" da esser appetibili businnes, come lo scolmatore...

Il Decentramento sarebbe un'opportunità di partecipazione, pensare di arrivare all'idea di PortoAlegre magari è eccessivo ma pretendere di sapere e incidere sulle scelte che ci riguardano dovrebbe esser il minimo sindacale, credo.

martedì 30 settembre 2014

un senso di liberazione :)



"Nell' indecoroso teatrino di ieri la dimostrazione della veridicità dei contenuti che stanno alla base della decisione assunta."
questo il testo di uno dei messaggi di solidarietà pervenutami,
grazie :)

Non sò, magari solo una considerazione personale, certo non politica  :) mi vien da farla.
Un pò anche a chi mi ha scelto sula scheda elettorale, nel voto "arancione" di qualche anno fa, sotto il simbolo del PRC.

Per due anni emmezzo agli incontri di maggioranza o simili in municipio mi son sentito dire un po di tutto, a me e al Partito che rappresento.
Le istanze o i pareri espressi, sempre a fatica, venivano puntualmente stigmatizzati, e gli argomenti squalificati da continui attacchi ideologici e personali.
Un delirio, con urla e pugni sul tavolo (non da parte mia)... 
così ho smesso di parteciparvi da almeno un anno,
confortato dal parere dei compagn* del mio Circolo, dove ho trovato comprensione.
Insomma, il clima  in maggioranza era a dir poco ostile.
Più volte mi è stato piu o meno velatamente suggerito di lasciare la coalizione.

Però.
Ora che, finalmente, il Partito ha ratificato quanto sia diventato anacronistico proseguire questa esperienza ho potuto lasciare, a malincuore per il tempo perso,
...tutti i piu determinati avversari dialettici si sono inferociti!!
Sguardi cupi, occhiatacce, mezzi insulti, discorsi deliranti su motivazioni occulte del mio agire, rincrescimenti astiosi....
E questa incazzatura generale mi fa pensare, mi rincuora, amic* e compagn*,
e mi convince ancor di più che abbiamo proprio fatto bene a farlo.


Giuseppe

lunedì 29 settembre 2014


Quando chi sosteneva Musso governa con chi ha affossato Doria.

Le “larghe intese” nel nostro piccolo del Municipio3.


Molteplici sono le contraddizioni su cui Rifondazione ha dovuto mediare in questa prima metà del mandato per mantenere la propria presenza all’interno di una coalizione che già in partenza dichiarava una discriminante ottusa quanto insensata nei nostri confronti; tale atteggiamento di fondo ha in seguito nel tempo precluso ogni possibilità di dialogo interno ala stessa.

Essendo implicito nella regolamentazione del decentramento il ruolo determinante ed esclusivo del Presidente, ed occupando nel ns caso le due presidenze con la stessa persona, è evidente che la particolare politica autoritaria e accentratrice del Presidente di Municipio rende pesantemente subalterne le altre figure Istituzionali e determina alfine nelle scelte, politiche o comunicative, l'esclusiva decisionalità, o quasi, dello stesso.

L’insieme delle condizioni negative ha potuto deteriorare la qualità del rapporto e delle relazioni interne anche con le altre componenti, nonostante la capacità di mediazione e di confronto argomentato che abbiamo dimostrato nel perseguire sino ad oggi il mandato elettorale in Maggioranza.

Sino ad oggi, appunto, o ieri l'altro quando, insieme alle realtà territoriali a noi più vicine, l analisi dello stato delle cose dopo due anni di un tentativo di centrosinistra partecipativo, ci porta a considerare quanto il progetto di una Città pluralista, di un reale decentramento per gli Abitanti, di una condivisione di scelte coi territori, sia naufragato sulle secche dell'egemonia autoritaria del pd, e sugli interessi che questo rappresenta oggi come ieri, purtroppo. E questo in poco onorevole sudditanza, spacciata dal fautore come dialogo tra le Istituzioni, dalle esigenze dello stesso 'blocco', verso livelli superiori di partito inseriti negli altri Enti

La partecipazione democratica e la trasparenza non si sono realizzate nel ns Municipio, anzi. Criticità e problematiche evidenti non vengono portate ne al confronto di Maggioranza, ne all’esame delle apposite Commissioni, addirittura i contatti con gli assessorati vengono filtrati dalla Presidenza, vanificando collaborazione e competenze personali dei Consiglieri.

Non meno importante è stata la questione del miniscolmatore del Fereggiano, opera poco risolutiva ed estremamente costosa, approvata per ordini di scuderia senza permettere critica o confronto, e certo non prevista dagli accordi di governo. Mentre si evita di discutere una Politica attenta al problema idrogeologico e non si pianifica nessuna manutenzione di versanti e territorio se non sporadiche iniziative grazie alla buona volontà dell’Assessore competente.

Avremo modo di verificare quanto lo stesso Programma sia stato vanificato o mal interpretato.

Oltre ad aver affossato l'idealità di un percorso comune tra le varie componenti della realtà abitativa, sociale, commerciale, la pratica amministrativa decisionista ha portato di fatto a concedere e dirigere (oltre al inevitabile) interventi verso bacini di consenso utili, visto che la diffusione del beneplacito è ampia, a consolidare il terreno.

Attenzione e interventi comunque volti all'esclusione di Abitanti considerati parte del dissenso e fautori di critica, vocaboli alieni e considerati eversivi probabilmente.



Conseguenza di questa impostazione è stato l'ingresso dell'area di centro/destra nella Maggioranza di Municipio ( coloro che appoggiavano Musso come Sindaco), funzionale alla regressione in atto, nonchè alla futura necessità di blindare il voto su prossime delibere, magari indigeste a settori politici che conservano una sensibilità sociale.

Gli stessi settori o personalità che oggi avrebbero serie difficoltà a far passare in Maggioranza il buon documento su PUC e VAS regionale; poco apprezzato dal Presidente, poi approvato in Consiglio, unico esempio di confronto reale con le altre componenti avvenuto in maggioranza che infatti ha dato un buon frutto.

E' nei fatti la negazione del patto di collaborazione che ha portato Doria a vincere le primarie e divenire Sindaco della città, espressione anche di un elettorato Pd forse ingenuo, sicuramente ingannato.

Nel nostro Municipio dopo aver interpretato personalisticamente le direttive di quello che ormai è "il vecchio corso", si ci appresta a cambiare rotta con decisione. Verso destra.

La componente di Rifondazione dopo aver cercato di fare da contrappunto alla tendenza decisionista, sempre più egemonica internamente al Pd, vede tacere o venir marginalizzate le voci indipendenti rispetto a questa prospettiva.

Non possiamo ulteriormente collaborare con chi persegue in realtà obbiettivi altri da quelli prefissati, o li interpreta arbitrariamente equivocandone in malafede il contenuto.

Per rispetto del mandato elettorale e della nostra visione di questo, per cui fare politica significa costruire le condizioni perche tutti gli Abitanti possano vivere il territorio con dignità e diritto, condividendone le scelte per il futuro, consideriamo necessario ora elaborare e organizzare una seria opposizione alle attuali e prossime degenerazioni della Politica e dell'Amministrazione Pubblica.

Certi che dalle esperienze di autonomia degli Abitanti possa nascere la consapevolezza della necessità di fare un passo avanti, verso la riappropriazione dei diritti, del lavoro, del territorio, e si diffondano le capacità e le competenze per realizzare un alternativa alla palude dello status quo, nell'interesse della Comunità, tutta.



Giuseppe Pittaluga

Capogruppo PRC/FdS

Municipio Bassa Val Bisagno









era aprile del 2012 quando scrissi : Dissenso, Critica, Partecipazione, Autodeterminazione.
Il sensato dissenso su molti dei temi più attuali potrebbe essere ben rappresentato, a 'sto giro, e di conseguenza portare ad un'elaborazione maggiormente condivisa di soluzioni adatte e sostenibili....

La mia candidatura ha questo come presupposto,
nel "piccolo" della Val Bisagno le grandiOpere in cantiere non son poche, dallo Scolmatore alla Metro, passando x la viabilità lungo il fiume...
su tutte vogliamo porre la discriminante dell'elaborazione partecipata e condivisa della progettazione inserita in una pianificazione che abbia il bene comune come obbiettivo....
poi, tra il dire e il fare, proveremo a navigare...
Giuseppe


venerdì 26 settembre 2014

CAPOLINEA 47 ASCENSORE E MODIFICHE FUTURE DI ASSETTO LINEE


Genova 26 settembre 2014-09-26

MUNICIPIO BASSA VAL BISAGNO

Consiglio di Municipio

Gruppo Consiliare: Rifondazione Comunista/ F.d.S


 

Al Sig. Presidente Consiglio Municipio III bassa ValBisagno

Dott. Massimo Ferrante

 

INTERROGAZONE A RISPOSTA IMMEDIATA EX ART 35 DEL REGOLAMENTO SUL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI MUNICIPALI

SU QUESTIONE VIABILITA’ E TRASPORTO PUBBLICO IN MERITO ALLE MODIFICHE ASSETTO LNEE AMT NEL QUARTIERE DI QUEZZI ED ALLA COMUNICAZIONE PUBLICA DELL INTERVENTO


Considerando il fatto che la strada di Quezzi comporta notevoli criticità di scorrimento traffico e viabilità, per la natura stessa della strada senza sbocco veicolare e, a tratti, percorribile su una sola corsia.



Dato che la strada in questione serve oltre diecimila persone che lì risiedono, e che in gran parte utilizzano il mezzo pubblico per scendere a valle, tanto che nelle ore di punta è necessario aggiungere ulteriori corse alla tratta del  82



Visto che l’effettivo trasferimento del capolinea del 47 da Largo Merlo a Via Pinetti, in prossimità dell’ascensore ha provocato notevoli perplessità e timori alla popolazione, rispetto al futuro della stessa linea e del sistema di trasporto in quartiere.



Considerando che la scelta di ottimizzare in questo modo l’ascensore, può divenire fonte di problematiche di flusso automobilistico e pedonale, conseguenti alla ubicazione stessa del nuovo capolinea; nonché che per la realizzazione dello stesso si è cancellato un considerevole numero di stalli bianchi, pubblici, in un area densamente popolata



Sapendo che le prospettive di modifica del sistema erano state proposte da un  Consigliere di maggioranza in Sede di Consiglio, in termini che presupponevano un radicale declassamento della linea 82, e che su queste, nonostante le richieste, non si è dato modo di avere un confronto tra le parti in sede opportuna



Rileviamo quanto la decisione di AMT di modificare l’assetto delle linee locali, possa influenzare pesantemente la quotidianità di migliaia di abitanti del nostro Municipio.

Quanto questa sia arbitraria ed in contraddizione con le aspettative e le promesse di condivisione e discussione con gli Abitanti sulle scelte che coinvolgono gli stessi.





Di conseguenza:



Chiediamo come è stato possibile non aver agito precedentemente ai fatti, difficilmente sconosciuti a coloro che si fan vanto dello stretto rapporto di comunicazione con gi altri Enti.

 In particolare:



-che né l’Assessore alla viabilità, ne il Presidente della Commissione seconda ed i Consiglieri delegati, non siano stati interessati nella discussione che ha preceduto l’intervento;



-che la Presidenza dell’Istituzione più prossima alla popolazione, il Municipio, non abbia considerato l’opportunità di cercare un momento unitario di chiarimento e presentazione del progetto e della nuova pianificazione delle linee in oggetto




Gruppo consigliare PRC

Giuseppe Pittaluga

Capogruppo PRC/FdS

 

 

lunedì 11 agosto 2014

a rischio la linea 82?

http://marassi-quezzi-sanfruttuoso.blogspot.it/2013/10/amt-linea-82-chi-vuole-ridurla-e-perche.html?m=1

*RIDURRE LA LINEA 82 AD UNA NAVETTA CIRCOLARE È UNA SCELTA ARBITRARIA E ANTIPOPOLARE !!

Il PRC raccoglie e fa proprie le istanze degli abitanti, che già diversi anni addietro hanno incisivamente sottolineato la loro contrarietà a questa soluzione con blocchi e manifestazioni.*
*Evidente è a nostro vedere l'inutilità rispetto ad una razionalizzazione del servizio la sostituzione di bus grandi con un circolare piccolo costringendo cmq gli abitanti a cambiate diversi mezzi o a usare il mezzo privato per arrivare a fondo valle, in centro: idea peggiorativa da più punti di vista.*
*L'approccio invece ci pare funzionale ad una volontà politica malcelata di riduzione in progress delle tratte più problematiche per l'Azienda, tendente all'eliminazione del servizio sociale svolto da AMT, per condurla ad una maggiore appetibilità una volta messa "sul mercato", avendo già deciso di privatizzarne definitivamente la gestione, svendendo un notevole patrimonio pubblico oltre che un Diritto di Cittadinanza, vanificando ogni prospettiva di priorità ed efficacia del Trasporto Pubblico. *
*E' questo probabilmente che si evidenzia dalla proposta del Consigliere municipale PD, Mastropietro, ed è questa la direzione e la strategia che l'Amministrazione vuol sostenere come risolutiva. Alla faccia del territorio, che si ci vanta di conoscere e difendere.
Che si sappia, almeno.*

giuseppe pittaluga
*PRC/FdS*
bassaValBisagno
 

Foto: http://marassi-quezzi-sanfruttuoso.blogspot.it/2013/10/amt-linea-82-chi-vuole-ridurla-e-perche.html?m=1

 *RIDURRE LA LINEA 82 AD UNA NAVETTA CIRCOLARE È UNA SCELTA ARBITRARIA E ANTIPOPOLARE !!

Il PRC raccoglie e fa proprie le istanze degli abitanti, che già diversi anni addietro hanno incisivamente sottolineato la loro contrarietà a questa soluzione con blocchi e manifestazioni.*
*Evidente è a nostro vedere l'inutilità rispetto ad una razionalizzazione del servizio la sostituzione di bus grandi con un circolare piccolo costringendo cmq gli abitanti a cambiate diversi mezzi o a usare il mezzo privato per arrivare a fondo valle, in centro: idea peggiorativa da più punti di vista.*
*L'approccio invece ci pare funzionale ad una volontà politica malcelata di riduzione in progress delle tratte più problematiche per l'Azienda, tendente all'eliminazione del servizio sociale svolto da AMT, per condurla ad una maggiore appetibilità una volta messa "sul mercato", avendo già deciso di privatizzarne definitivamente la gestione, svendendo un notevole patrimonio pubblico oltre che un Diritto di Cittadinanza, vanificando ogni prospettiva di priorità ed efficacia del Trasporto Pubblico. *
*E' questo probabilmente che si evidenzia dalla proposta del Consigliere municipale PD, Mastropietro, ed è questa la direzione e la strategia che l'Amministrazione vuol sostenere come risolutiva. Alla faccia del  territorio, che si ci vanta di conoscere e difendere.
Che si sappia, almeno.*

giuseppe pittaluga
*PRC/FdS*
bassaValBisagno

martedì 29 luglio 2014

Piazza Martinez in Commissione Municipio3


Nel meriggiar soleggiato di fine luglio si è tenuta presso il Municipio la Commissione urbanistica, all'ordine del giorno figurava come unico argomento il restailing di P.zza Martinez, annunciato da sempre come emblematico dell' impegno del Comune a degnarci della considerazione opportuna dopo anni di marginalizzazione del nostro territorio.
Almeno è stato spacciato per tale dalla voce istituzionale del Presidente, il quale va ribadendo ormai da anni l'esclusività dell intervento per tempistica e finanziamenti e il fondamentale suo contributo a si che questo si realizzi.
...Veniamo giusto a sapere che per altre Piazze della città attualmente si sta intervenedo in maniera più incisiva ancora, e lo si sta già facendo, avendo piu risorse a disposizione rispetto ai 250mila eur dedicati dai Lavori Pubblici, pur con tanta enfasi, alla ns Piazza (...).

I funzionari comunali presentano il nuovo progetto e si dichiarano disponibili alle modifiche, congrue all'importo, conseguenti alle osservazioni: di fatto oltre che spostare la giostra, spostare un po i chioschi e demolire l'anfiteatro, pare che con la cifra a disposizione non si possa fare altro.

Nonostante i voli pindarici nella presentazione del Presidente di Municipio che considerava l'ovvio come futuribile, relegandolo nell'immaginario di quel che potrà essere un giorno (sigh), 
è chiaro che neppure il problema conclamato della difficoltà di utilizzare lo spazio ed il suolo della Piazza in maniera democratica e pluralista (cioè che ognuno possa stazionare o passare o girare dove vuole in piazza), neppure questo viene risolto, se non in parte: togliendo la giostra e il palo in mezzo, si ottiene piu spazio (!!)


  • Renderla almeno come era prima della sua destrutturazione anni 80 pare costi già di piu di quel che abbiamo a disposizione.
  • Non si considera di aumentare o razionalizzare neppure l'illuminazione pubblica della piazza, chiaramente insufficiente, poco efficace e a detta di tutti responsabile delle molte zone d'ombra, insidiose oltremodo nelle lunghe sere d'inverno.
  • Con la motivazione che l'idrogeologico è un problemone non si interviene neppure sulle tombinature attigue alla Piazza, forse sarà difficile anche modificare i drenaggi, ora inesistenti, della Piazza stessa di continuo allagata.


E' questo che ci dedica l'Ufficio Lavori Pubblici, dopo che addirittura il Sindaco si è impegnato?

In realtà i fondi dedicati agli interventi di questo tipo sono anche altri.
Utilizzati magari per operazioni discutibili, se non altro rispetto alla priorità di realizzazione se non nel merito. E mai discusse però, condotte al fine in solitudine dagli artefici delle stesse.
Una cifra maggiore di quella dedicata all'importante Piazza Martinez, proveniente dall'ufficio lavori Pubblici, e ottenibile attraverso l'accensione di un mutuo apposito, esattamente di 300mila eur, viene stanziata per l'operazione di abbattimento di due stabili non pericolanti in area ex mercato e nella ipotetica realizzazione di una piastra d'asfalto che collegherebbe la viabilità di via C Varese con C.so Sardegna. A firma Crivello/Ferrante.

Al di là dell'evidente pochezza risolutiva dell'operazione rispetto ai flussi veicolari e/o pedonali, non se ne vede la priorità così assoluta da poter assorbire Fondi che consentirebbero di affrontare realmente un rifacimento serio e razionale di Piazza Martinez, ponendo il primo passo davvero verso la pedonalizzazione dell'area. 


Forse vale la pena attendere qualche mese in piu, e verificare le reali priorità urbanistiche e le esigenze del quartiere, degli abitanti. In base a questo chiedere che i tutti i Fondi dedicati confluiscano sulla Piazza.

Avere a disposizione l'insieme dei Fondi (250E+300E) ci permetterebbe la concreta possibilità di progettare in maniera lungimirante Piazza Martinez nel suo contesto, se è questo che si era deciso.

Dimostri il Presidente di Commissione la sua indipendenza e convochi una Commissione sull'intervento d'abbattimento di cui sopra, si tirino fuori le motivazioni, i progetti, gli obbiettivi, e se ne discuta l'opportunità nella sede appropriata: il Municipio. 


Diversamente le promesse declamate in pubblico dal Sindaco e le intenzioni espresse con retorica dal Presidente apparirebbero misere mistificazioni atte a coprire decisioni altre, prese in maniera autoreferenziale nelle stanze chiuse e comunicate a mezzo stampa, metodologia aliena alla democrazia ma praticata sempre piu spesso, anche nel piccolo del Municipio.
E Martinez a misura di abitante rimarrebbe una chimera, così come la partecipazione e la trasparenza.

giuseppe pittaluga
capogruppo PRCbassaValBisagno

martedì 22 luglio 2014

UN PASSO AVANTI !!


UN PASSO AVANTI !

La quota di elettorato che rappresentiamo nel piccolo del municipio è dovuta ad un mandato basato sulla chiarezza delle proposte, rappresentativo del dissenso verso scelte e impostazioni che tipicizzarono la passata legislatura.
Forti ed evidenti ci parevano gli elementi di contradizione che si riproponevano e da subito sarebbe stata necessaria una collaborazione attiva in grado di fare da contrappunto alla iniziativa matematicamente aggressiva dello staus quo, che si riproponeva all'interno della nuova Amministrazione.
La ns componente, sempre nel nostro piccolo, ha lavorato anche a questo.

La scelta di appartenere ad una coalizione in cui sapevamo agire elementi residuali del vecchio corso è stata fatta grazie alle intenzioni di una nuova progettualità basata sulla partecipazione di quelle ampie aree di cittadinanza sino ad allora esautorata dalle decisioni. Intenzioni queste smentite dalla cronostoria della attuale Amministrazione, dove appare sempre piu evidente a chi appartiene il predominio.
Quella che sino a qualche mese fa all'interno della dialettica a sinistra poteva apparire come una posizione minoritaria e d'avanguardia si sta rivelando col tempo l'analisi corretta della evoluzione storica del tentativo PD di egemonizzare in assoluto le dinamiche politico/amministrative, considerando la tradizionale inclinazione a supportare l'impianto affaristico/speculativo di cui è spesso espressione, almeno nella dirigenza e nei risultati.

E' ormai chiaro che i poteri davvero forti di questa città, quelli che ne stanno decidendo il futuro declino a loro immedialto vantaggio, dopo un ricambio di personale nell'apparato che garantisce le loro priorità sulle scelte, è riuscito (!) ad infiltrare i propri fidati mascherati, anzi nascosti nella pancia, del progetto alternativo che si stava creando intorno alla ListaDoria, sull'ideale di una Amministrazione più indipendente dai Partiti e dalle Lobby.
Appena calato l'imbrunire si son apprestati a rioccupare ruoli e riavviare situazioni ereditate mantenendo così, in perfetta continuità, ben salda la rotta già stabilita tempi addietro, una rotta suicida per la nostra Città.
Certo non avendo piu un vasto parcobuoi a disposizione potrebbero apparire deboli su alcuni fronti, e l'iniziativa di contrasto per modificare almeno le declinazioni più feroci della politica liberista in atto e mantenere il mandato elettorale di cambiamento, appare vincente in alcune battaglie, ma è probabile invece che le forze si stiano magari rinsaldando per i futuri funesti interventi.

Sembra che sia necessario fare un passo avanti, ridefinire un progetto strategico d'insieme per la nostra città e definire non praticabile nessuna prossima intesa con questo apparato di potere consolidato, dopo questa ennesima esperienza negativa e controproducente che sta rischiando di consegnare la città in mano alla piu obsoleta e ottusa speculazione che la desertificherà dal punto di vista umano e produttivo.

Oppure invece continuare il viaggio intrapreso, ben distanti dal timone confidando nella possibilità di convincere capitano ed armatore che la svolta intrapresa condurrà al naufragio nave ed equipaggio, ipotesi questa che oltre che peccare di un ingenuità che appare opportunista si rivelerebbe decisamente autolesionista.

giuseppe pittaluga
capogruppoPRCbassaValBisagno


venerdì 8 novembre 2013

dal dissesto idrogeologico una opportunità per la città

... ringraziando il Circolo territoriale "dente"Bianchini che ha accolto fornendo di spazio e di tempo i gruppo di lavoro e le associazioni degli abitanti
Comunicato Stampa – Lancio Convegno “GENOVA: DAL DISSESTO IDROGEOLOGICO UN’OPPORTUNITÀ PER LA CITTÀ” ed eventi collaterali



Le associazioni “WWF Genova” e “Amici di Ponte Carrega” hanno organizzato un convegno-evento per i giorni venerdì 8 novembre e sabato 9 novembre a Genova, presso la Sala del Minor Consiglio a Palazzo Ducale, per portare un contributo di chiarezza e di conoscenza su queste questioni nei confronti della cittadinanza e degli amministratori.

Le date scelte vogliono essere vicine all'anniversario dell'ultima alluvione di genovese ed al cinquantenario del disastro del Vajont.

I motivi del convegno

La speranza è che sia possibile, da un lato conoscere ed approfondire questi argomenti e dall'altro capire come declinarli sul nostro territorio e come si possa, inoltre, aprire un dialogo tra i decisori politici e i cittadini attivi, che spesso si trovano su posizioni opposte.

L’obiettivo è di arrivare da una parte a scelte partecipate sugli interventi da realizzare e dall’altra all’aumento della consapevolezza di tutti dell’entità del rischio e della necessità di adottare comportamenti ed atteggiamenti corretti.

In una realtà genovese e ligure che, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, è nota a tutti per la sua criticità, non sempre si riesce a stabilire le priorità degli interventi senza uscire dalla logica del grande intervento di ingegneria civile. A ciò si aggiunge l'inconsapevolezza del cittadino che è poco informato o fuorviato dall'informazione che ha a disposizione.

Le soluzioni normalmente prospettate sono interventi a posteriori sui luoghi dei recenti disastri con opere di canalizzazione e cementificazione di alvei oppure progetti di scolmatori, senza intervenire minimamente sul territorio circostante e sull'edificato con opere di mitigazione.

A ciò si aggiunge una certa impreparazione delle attività di protezione civile, che ogni volta vede la popolazione completamente impreparata a coesistere con eventi calamitosi che, quando di questa natura, sono invece ricorrenti e peculiari del nostro territorio.

Peculiarità

Il convegno è stato costruito insieme a realtà presenti nel territorio, condividendo proposte “dal basso” per la mitigazione degli effetti degli eventi, in relazione a quanto previsto nel Piano Città. Per questo si è tenuta una serie di incontri nella scorsa primavera in cui si sono condivise esperienze, conoscenze e competenze acquisite negli anni tra vari cittadini, politici ed amministratori.

Il frutto di quanto “studiato” sarà presentato nel corso del convegno. In esso avrà così spazio - oltre ad accademici, tecnici e aziende del settore specializzate in opere di difesa del territorio - anche la voce dei cittadini.

Oltre al convegno vero e proprio si terranno alcuni eventi di altra natura un workshop in cui cittadini ed esperti si potranno parlare senza filtri e direttamente sul territorio, eventi culturali quali la proiezione di un film ed un dibattito pubblico.





WWF Genova

Vico Casana, 9
16123 Genova   
Per vedere l'evento bisogna andare su 
selezionare EVENTI/CERIMONIE 
e poi WORKSHOP SUL TERRITORIO GENOVA, 

martedì 29 ottobre 2013

Dimissioni da Referente alla Telefonia

Lettera di dimissioni al Consiglio da Referente Municipale per la Telefonia,
ruolo svolto da inizo mandato sino ad agosto 2013

Vi rendo note le motivazioni per cui mi vedo oggi costretto a lasciare il ruolo di "referente per la telefonia" affidatomi ad inizio mandato dal Consiglio di Municipio, ruolo da me ricoperto sin'ora con il massimo impegno e disponibilità, come del resto testimoniano l'interfaccia avuto con gli Enti preposti, con ARPAL, con l'Assessore competente e, non ultimo, con i cittadini interessati o coinvolti nelle questioni inerenti.

I motivi politici sono esplicitati nella lettera di dimissioni, ovvero l'assoluta non incisività, o meglio l'impossibilità di incidere qualitativamente sull'esistente o sullo sviluppo. Andando nel particolare questo è certamente dovuto al sistema in atto che limita gli strumenti a disposizione del "referente" e del Decentramento, ma nel mio caso la scarsa conoscenza del settore va ad inficiare anche quel poco che sarebbe forse possibile.

Da qui l'opportunità di cedere questo ruolo ad altri, anche senza valutare gli equilibri politici, mi è parsa giocoforza.
Nondimeno sussistono motivi personali... vero che essendo "in mobilità" dal lavoro avrei tempo a disposizione, purtroppo però gli incontri del settore avvengono sempre in orario mattutino o serale (esiste una polemica interna sull'opportunità di modificarne l'orario), momenti in cui la mia attività volontaria e gratuita di Assistenza alla Persona mi vede impegnato in questa.

Essendo il ruolo di Referente cos' come quello di Vicepresidente o gli interventi a cui partecipiamo come Maggioranza, attività politiche svolte gratuitamente credo che sia comprensibile che chi è già in una situazione lavorativa di precarietà debba rinunciare a parte di queste, senza per questo dover abdicare al ruolo consegnato dal mandato elettorale, espletato in diverse altre iniziative.

Nondimeno ringrazio l'Assemble per la fiducia espressa nei miei confronti.

Ancora un ultima considerazione.
Delle congetture un pò forzate della Presidenza riguardanti un mio allontanamento dalla Maggioranza a seguito delle mie dimissioni, esplicitate in sede di colloquio aperto, posso solo rispondere che mantengo il mio ruolo di Vicepresidente della Commissione cultura e l'impegno, qualora servisse, a coadiuvare la Presidente della stessa, 

Così come rinnovo la mia disponibilità a collaborare, come accade abitualmente, con gli assessorati in base alle mie competenze territoriali e acquisite professionalmente. 
L'eventuale e possibile allontanamento dalla maggioranza può avvenire su altre e ben più incisive questioni, da affrontare certamente.

Credo di poter affermare che sino a questo momento lo sforzo di alcune componenti, in primis il PRC, per smussare gli angoli e trovare intesa sui terreni comuni ha permesso di mantenere un certo equilibrio, dando dei risultati anche positivi attivandosi in alcune, pur sporadiche, buone pratiche di Governance. 

Evidentemente di fronte al definirsi del conflitto politico tra le componenti della Maggioranza, dove la tentazione di estremizzare posizioni utili a  consolidare l'egemonia di una parte che si considera evidentemente garante rispetto a decisioni "altre" su cui convogliare forzatamente consenso, darebbe inevitabilmente luogo ad un venir meno delle condizioni programmatiche, non ultima la questione della partecipazione, dell'informazione e della trasparenza verso la Cittadinanza, il mio Partito non potrebbe certo sostenere ancora questa coalizione senza rinunciare alla coerenza e alla responsabilità verso i propri elettori.

Cordialmente,
giuseppe pittaluga
capogruppo PRC/FdS
bassa ValBisagno

aperito...in vista del Convegno sul dissesto idrogeologico in ValBisagno




Stasera ore 19 al Circolo Bianchini
  
Aperitivo di autofinanziamento
Per realizzare il
Convegno sulla ValBisagno

Dal dissesto idrogeologico
Un’opportunità per la città

I giorni 8 e 9 novembre
Palazo ducale


Wwf –
amici di ponte Carega –
comitato Bosco Pelato –
 comitato contro la cementificazione di Terralba –
 associazione informale vivereincollina

martedì 22 ottobre 2013

AMT, linea 82: chi vuole ridurla e perchè.

Giugno 2013 
lettera a Presidente del Municipio,
che non ha ritenuto di rispondere, se non con la laconica motivazione di un iniziativa personale del Consigliere in questione.

Gentile Presidente, 
Ritengo opportuno inviare questa a te in modo di permetterti una riflessione sulla questione nonchè di diffonderne e ragionarne con tutte, FdS compresa, le componenti di Maggioranza il contenuto. 

A proposito della riunione del Consiglio di Municipio svoltasi in Maggio.
Il PRC desidera sottolineare quanto sia da considerare a ns vedere inopportuno e arbitrario il comportamento in sede di Consiglio del Cons. PD sig. Mastropietro rispetto al dibattimento su AMT in cui intervenivano l'Assessore alla Viabilità e l'Azienda stessa.
Riteniamo che l'intervento del Consigliere e la stessa proposta di modifica della linea 82 esternata impropriamente come suggerimento atto a razionalizzare il servizio AMT sia suscettibile di forti e motivate critiche nel contenuto e nel metodo.
Come lo stesso Presidente aveva considerato poco prima eventuali proposte o istanze sarebbero state prima discusse in maggioranza per poi essere esternate in Consiglio con l'Assessore presente, onde evitare incomprensioni e invece ottenere risposte.
La ns componente pur essendo critica su diversi passaggi si è limitata a riportare in linea di massima un approccio alla questione AMT già pubblico e conosciuto.
Non così il Consigliere del PD, che senza consultare nessuno suggerisce dai banchi della Maggioranza una modifica strutturale della linea 82 fortemente penalizzante del servizio in collina, riducendolo ulteriormente in un territorio dove già l'attuale linea presenta momenti di criticità, servendo una valle abitata da 10mila persone di cui molte utilizzano i mezzi pubblici. 
Il presupposto per questa restrizione del servizio su ruote è dato, a dir del Mastropietro, dall'avvio dell'ascensore AMT, che servirebbe al massimo un 10% dell'utenza; il Cons. ovvierebbe alle altre migliaia di persone interessate considerando una "navetta circolare" dalla capienza irrisoria, come sufficiente a garantirne il trasporto. Purtroppo l'Assessore pare prender sul serio la cosa, annuendo e confermando l'avvio dell'ascensore (quest'ultima cosa lì per sè positiva).
Evidente l'assoluta ignoranza sul territorio in questione, il Cons. essendo anche Presidente della Comm. Urbanistica avrebbe potuto e dovuto informarsi, avendo in maggioranza ben tre altri Cons. che abitano da decenni in luogo, su quello che è il "sentire" degli abitanti e di come siano le reali dinamiche di viabilità lungo la strada di Quezzi, avendo come argomento il fatto che al mattino gli 82 si sovrappongono nella tratta in salita risultando quasi inutilizzati. 
Essendo una strada senza sbocco è inevitabile che per avere le necessarie partenze dal capolinea in collina ogni 6/7 min. nei momenti di punta mattutina, come calcolato dalla stessa AMT, occorra far arrivare i mezzi dal fondovalle ed alcuni entrano in turno partendo dalle "gavette", questi risultano giocoforza poco utilizzati all'andata; di fatto le corse davvero fondamentali sono quelle di ritorno verso Brignole, che raccolgono decine e decine di utenti e non prevedendo l'ascensore fermate intermedie sarebbe assolutamente improponibile risolvere con una o due semplici "navette".

Inoltre rimane l'assoluta arbitrarietà della proposta, personale e in netta contraddizione con gli intenti di preservare la qualità del servizio pubblico nelle aree marginali del Municipio esplicitati poco prima dal Consiglio. La bislacca proposta non viene condivisa con nessun Consigliere di Maggioranza rischiando di provocare un'immediato e pubblico conflitto tra i banchi con la nostra componente, assolutamente contraria ad un ridimensionamento delle linee collinari e nello specifico contraria da tempo a questa risoluzione riduttiva, oggi rinnovata dal suddetto Consigliere; non considerandola una provocazione ma una carenza personale di competenza politica e tecnica del Cons. ho ritenuto sul momento di non creare turbativa, riproponendomi di discuterne metodo e sostanza in Maggioranza, alla luce del Programma condiviso, cosa che sin'ora non si è verificata e mi fa pensare che l'iniziativa del Consigliere trovi sponda e sostegno in parte della stessa Maggioranza. Questo va sicuramente ad inficiare sull'impegno della ns componente alla coalizione che sta vanificando progetti e priogrammi

Un ultima considerazione.
Il PRC raccoglie e fa proprie le istanze degli abitanti, che già diversi anni addietro hanno incisivamente sottolineato la loro contrarietà a questa soluzione con blocchi e manifestazioni.
Evidente è a nostro vedere l'inutilità rispetto ad una razionalizzazione del servizio la sostituzione di bus grandi con un circolare piccolo costringendo cmq gli abitanti a cambiate diversi mezzi o a usare il mezzo privato per arrivare a fondo valle, in centro: idea peggiorativa da più punti di vista.
L'approccio invece ci pare funzionale ad una volontà politica malcelata di riduzione in progress delle tratte più problematiche per l'Azienda, tendente all'eliminazione del servizio sociale svolto da AMT, per condurla ad una maggiore appetibilità una volta messa "sul mercato", avendo già deciso di privatizzarne definitivamente la gestione, svendendo un notevole patrimonio pubblico oltre che un Diritto di Cittadinanza, vanificando ogni prospettiva di priorità ed efficacia del Trasporto Pubblico. 
E' questo probabilmente che si evidenzia dalla proposta del Cons. PD, ed è questa la direzione e la strategia che l'Amministrazione vuol sostenere come risolutiva. Che si sappia, almeno.
Cordialmente,

giuseppe pittaluga
PRC/FdS
bassaValBisagno