
Bassa Val Bisagno / Municipio III, Abitanti: 77.721 (12,8%); Superfice: 789,74 di cui 435,11 di zona urbanizzata ...
e non pochi grassi interessi, dall'area mercato alla metropolitana, finanche bacini fluviali e opere abbastanza "grandi" da esser appetibili businnes, come lo scolmatore...
Il Decentramento sarebbe un'opportunità di partecipazione, pensare di arrivare all'idea di PortoAlegre magari è eccessivo ma pretendere di sapere e incidere sulle scelte che ci riguardano dovrebbe esser il minimo sindacale, credo.
martedì 20 ottobre 2015
giovedì 17 settembre 2015
NUOVAMENTE A CONTARE I DANNI...
Settembre, e siamo già ad affrontare i nubifragi autunnali, probabilmente alleviati dalla manutenzione finalmente messa in atto nei mesi estivi, anche se ciò non allevia invece dalle responsabilità rispetto al recentissimo passato, quando invece la scarsa attenzione a questo aspetto ha incrementato il disastro.
Danni cmq inevitabili, allo stato delle cose, giacchè ben lungi dal esondare i rivi ed i fiumi del territorio, si è assistito all'ennesimo diffuso allagamento, alla desolazione del fango e delle attività rallentate o bloccate, alla difficoltà, esistenziale oramai, di chi abita in quest'area, costantemente colpita.
Inutile che ci vengano a raccontare quella dello scolmatore del Fereggiano. E' inutile perchè questa opera sarebbe assolutamente inutile a ripararci da quello che è successo qualche giorno fa. Inutile ad evitare quello che è successo ad ottobre dell anno passato. Inutile xchè non raccoglie i rivi Rovere e Noce, ben piu infidi del Fereggiano, fiume questo facilmente canalabile, lo sappiamo, con minor spesa e piu efficacia
Contiamo invece i danni, anche in questa occasione meno funesta di altre.
In un tessuto produttivo già stremato dalla crisi e dalle scelte poco lungimiranti di un urbanistica anacronistica, le sofferenze causate dalle emergenze meteo, dagli allagamenti, con le conseguenti perdite, vengono percepite come insormontabili, così come lo appare la fatica di ripristinare l'attività lavorativa e le relazioni che la circondano.
E la demotivazione, la rinuncia in settori dove l'impresa è polverizzata sul territorio porta con se la crisi del piccolo indotto di riferimento, contribuendo alla desertificazione commerciale e produttiva del territorio stesso. Con costi che vanno al di là della monetizzazione del danno materiale.
E non si risponda che potrebbero locare ogni singola azienda, ogni laboratorio artigianale altrove. L'Amministrazione non ha mai pensato di facilitare questa delocalizzazione derogando o inserendo norme che ne permettessero la vicinanza (compatibilmente ad altri parametri) con la sede originale. Ad esempio.
Contiamo, ancora, i danni subiti dalle persone nella loro quotidiana esistenza.
Dai lavoratori che devono chiedere ferie, perchè bloccati dal fango o dall'assenza di mezzi pubblici, che perdono ore di retribuzione per i ritardi di treni e per le vie di comunicazione interrotte. Dalle famiglie con figli in età scolastica, che vedono determinare la loro mattinata di impegni dalla apertura o chiusura delle scuole. Dalle centinaia di persone anziane che vivono da sole e che in questi frangenti debbono ricorrere alla rete parentale ed alle proprie risorse x superare le difficoltà.
Danni milionari, costi insopportabili. Finanche, abbiamo visto, il costo in vite umane.
Il PRC genovese propone da un decennio di rivedere il Piano di Bacino orientandolo verso la rinaturalizzazione urbana degli alvei torrentizi, sappiamo bene che le prospettive offerte sono cmq altre, culminanti nella realizzazione dello Scolmatore per il Bisagno. Non la riteniamo la soluzione migliore, anzi, ma almeno E' una delle soluzioni possibili.
Allora, se è questo che si pensa sia davvero risolutivo l'Amministrazione chieda con forza e immediatamente l'avvio degli Interventi previsti dal Piano di Bacino, pretenda che il Governo fornisca da subito le risorse per la irrigimentazione delle acque piovane dai crinali, dai versanti, sino all'alveo rinaturalizzando ove possibile, in tutta la val Bisagno, insieme alla realizzazione del vero Scolmatore per il fiume stesso. Questo prevede il Piano di Bacino, non tapulli collaterali.
Sono necessari poco piu di 300 milioni di euro, il Ministero LLPP già ha avvallato l'operazione, Renzi col suo Governo ne ha sbandierato l'imminenza.
Sono davvero pochi, Genova ne ha già pagato molti di piu, ad ogni alluvione.
Pretendeteli allora.
Oppure continuerete a insistere col dire che "la torta di riso è finita" e che l'ideona, tanto inutile quanto dispendiosa, di un miniScolmatore di 5 km. in un torrente, che non è il Bisagno, con una presa a pochi metri dal suo sbocco naturale, sia tutto quello che abbiamo per salvarci ?!
Una mini grande opera ruffiana, uno specchio x allodole che fa risparmiare risorse un governo "amico", un escamotage per svicolare ancora un po di tempo alle responsabilità Politiche.
Sacrificando, come va da centocinquant'anni circa, Genova e i genovesi.
giuseppe pittaluga PRC/FdS municipio bassa valbisagno
Danni cmq inevitabili, allo stato delle cose, giacchè ben lungi dal esondare i rivi ed i fiumi del territorio, si è assistito all'ennesimo diffuso allagamento, alla desolazione del fango e delle attività rallentate o bloccate, alla difficoltà, esistenziale oramai, di chi abita in quest'area, costantemente colpita.
Inutile che ci vengano a raccontare quella dello scolmatore del Fereggiano. E' inutile perchè questa opera sarebbe assolutamente inutile a ripararci da quello che è successo qualche giorno fa. Inutile ad evitare quello che è successo ad ottobre dell anno passato. Inutile xchè non raccoglie i rivi Rovere e Noce, ben piu infidi del Fereggiano, fiume questo facilmente canalabile, lo sappiamo, con minor spesa e piu efficacia
Contiamo invece i danni, anche in questa occasione meno funesta di altre.
In un tessuto produttivo già stremato dalla crisi e dalle scelte poco lungimiranti di un urbanistica anacronistica, le sofferenze causate dalle emergenze meteo, dagli allagamenti, con le conseguenti perdite, vengono percepite come insormontabili, così come lo appare la fatica di ripristinare l'attività lavorativa e le relazioni che la circondano.
E la demotivazione, la rinuncia in settori dove l'impresa è polverizzata sul territorio porta con se la crisi del piccolo indotto di riferimento, contribuendo alla desertificazione commerciale e produttiva del territorio stesso. Con costi che vanno al di là della monetizzazione del danno materiale.
E non si risponda che potrebbero locare ogni singola azienda, ogni laboratorio artigianale altrove. L'Amministrazione non ha mai pensato di facilitare questa delocalizzazione derogando o inserendo norme che ne permettessero la vicinanza (compatibilmente ad altri parametri) con la sede originale. Ad esempio.
Contiamo, ancora, i danni subiti dalle persone nella loro quotidiana esistenza.
Dai lavoratori che devono chiedere ferie, perchè bloccati dal fango o dall'assenza di mezzi pubblici, che perdono ore di retribuzione per i ritardi di treni e per le vie di comunicazione interrotte. Dalle famiglie con figli in età scolastica, che vedono determinare la loro mattinata di impegni dalla apertura o chiusura delle scuole. Dalle centinaia di persone anziane che vivono da sole e che in questi frangenti debbono ricorrere alla rete parentale ed alle proprie risorse x superare le difficoltà.
Danni milionari, costi insopportabili. Finanche, abbiamo visto, il costo in vite umane.
Il PRC genovese propone da un decennio di rivedere il Piano di Bacino orientandolo verso la rinaturalizzazione urbana degli alvei torrentizi, sappiamo bene che le prospettive offerte sono cmq altre, culminanti nella realizzazione dello Scolmatore per il Bisagno. Non la riteniamo la soluzione migliore, anzi, ma almeno E' una delle soluzioni possibili.
Allora, se è questo che si pensa sia davvero risolutivo l'Amministrazione chieda con forza e immediatamente l'avvio degli Interventi previsti dal Piano di Bacino, pretenda che il Governo fornisca da subito le risorse per la irrigimentazione delle acque piovane dai crinali, dai versanti, sino all'alveo rinaturalizzando ove possibile, in tutta la val Bisagno, insieme alla realizzazione del vero Scolmatore per il fiume stesso. Questo prevede il Piano di Bacino, non tapulli collaterali.
Sono necessari poco piu di 300 milioni di euro, il Ministero LLPP già ha avvallato l'operazione, Renzi col suo Governo ne ha sbandierato l'imminenza.
Sono davvero pochi, Genova ne ha già pagato molti di piu, ad ogni alluvione.
Pretendeteli allora.
Oppure continuerete a insistere col dire che "la torta di riso è finita" e che l'ideona, tanto inutile quanto dispendiosa, di un miniScolmatore di 5 km. in un torrente, che non è il Bisagno, con una presa a pochi metri dal suo sbocco naturale, sia tutto quello che abbiamo per salvarci ?!
Una mini grande opera ruffiana, uno specchio x allodole che fa risparmiare risorse un governo "amico", un escamotage per svicolare ancora un po di tempo alle responsabilità Politiche.
Sacrificando, come va da centocinquant'anni circa, Genova e i genovesi.
giuseppe pittaluga PRC/FdS municipio bassa valbisagno
MUNICIPIO3, CRONACHE DI UNA CALDA ESTATE
Quando l'insofferenza alla critica provoca degli "sciuppun de futta".
Doveva essere un Consiglio "balneare", di fine luglio, in cui non si ci aspettava nessuna sorpresa, in quel del Municipio bassa ValBisagno.
Così, serenamente, dopo aver contrastato invano, attraverso il mio voto, il funesto PUC genovese, mi apprestavo a votar invece a favore della normativa comunale sugli "orti urbani", argomento da tempo caro a noi e ai cittadini.
Per motivare le ragioni del mio voto come si usa fare mi apprestavo ad un breve intervento in Aula, così come è diritto/dovere di ogni Consigliere, nel quale anteponevo una considerazione utile, secondo me, a sostenere la validità di una scelta, percepita dagli Abitanti come positiva anche xchè sì tanto attesa.
Per questo l'incipit del discorso era una frase che sottolineava il ben accolto cambio di rotta da parte dell Amministrazione di prossimità.
" ...non nascondiamo soddisfazione x questa nuova normativa, giacchè un po è vero che raccogliamo il parere di cittadini considerati un po ribelli, visti come parte del dissenso, ed magari proprio x questo che sino a pochi mesi fa si lamentava una malcelata insofferenza, quasi un fastidio, della politica locale verso queste tematiche considerate forse allora come poco prioritarie ..."
Riferendomi ad un gruppo di persone che un anno prima aveva avuto un diniego "un po brusco" dallo stesso Presidente su una richiesta di info a tal proposito.
A questo punto del intervento, cioè all'inizio proprio, il Presidente di Consiglio, Ferrante, s'alza in piedi e col microfono in mano mi intima di tacere, e di sospendere il mio intervento, urlando che io starei, a suo dire, insultando le Istituzioni, che questa non è la sede x i comizi, che devo rivolgermi altrove a dire le mie ... non ricordo l'aggettivo.
Allorchè ho provato a spiegare, con tono quieto, che se mi avesse lasciato continuare avrebbe forse capito quello che stavo dicendo, quando il Presidente è "andato oltre" e mi ha espulso dall'Aula, minacciando di fare intervenire la forza pubblica qualora mi fossi rifiutato di andarmene.
Il tutto accadeva mentre io ero tranquillamente seduto al mio posto, l'intero Consiglio era atterrito ed il Presidente ormai fuori disè, urlava quello che il suo "intuito" gli aveva erroneamente suggerito...
Cioè si era convinto che io stessi per accusare la sua persona per non aver concesso una aiuola, da accudire, ad un noto Comitato Popolare, già stigmatizzato in altre occasioni dallo stesso Presidente.
Così, realizzando l'intera pantomima su un costrutto inesistente, mi ha accusato di antipolitica, di ignoranza, di incompetenza, tracimando nel personale come è suo stile.
Ma questo non lo troverò nei verbali, mi sa.
Nel corso del suo delirio avvertivo, con tatto e benevolenza, il Presidente che io non avrei lasciato il posto, assegnatomi non da lui ma dagli elettori, di mia sponte e che consideravo illegittimo il suo diktat.
A dimostrare l'assoluta prevaricazione anche rispetto a tutto il Consiglio riunito e l'arroganza che ne distingue la gestione politica, il presidente rapidamente ha chiamato e chiesto alla Polizia Municipale di intervenire ed allontanarmi a forza. Impedendomi così anche di votare il provvedimento.
Non ultimo il particolare di quando, al loro arrivo, i Vigili si son trovati in Aula un signore paonazzo e agitato che urlava verso un altro, rispettosamente seduto al suo posto, e increduli hanno dovuto allontanare il secondo.
Ovviamente senza resistenza alcuna da parte mia, un po perche non ho piu l'età, ma anche e soprattutto xche non potrei certo prendermela con due lavoratori del Comune, con i quali ci siamo cordialmente salutati appena usciti dal Aula.
Questi i fatti, come si sono svolti cronologicamente.
Un fatto, incontestabile, è che l'intero Consiglio, circa una ventina di Consiglieri presenti, non ha fiatato, non è riuscito neanche a chiedere spiegazioni, ad ottenere una pausa ed un incontro tra i capogruppo, a reagire in alcun modo, semplicemente soppraffatto dagli eventi resi surreali dalla arbitraria, personalistica e uterina gestione dell'Assemblea da parte del Presidente di Municipio, assolutamente inadeguato al ruolo di garante del pluralismo che dovrebbe ricoprire.
(Il che mi fa anche dubitare della "scuola dirigenti PD", evidentemente sono a corto di "quadri" un minimo presentabili)
In realtà l'unica iniziativa di reazione a si tanta arroganza sarebbe quella di censurare pubblicamente la decisione arbitraria presa dal Presidente, come palesemente antidemocratica e ai limiti della legalità, tanto da essere lesiva delle Istituzioni e del diritto all agibilità politica ad esse, discriminando di fatto la partecipazione di parte della Cittadinanza.
Quello messo in atto dal Presidente del Municipio3 dovrebbe essere un comportamento inaccettabile, da parte di chiunque si ritenga civile e democratico, dovrebbe essere stigmatizzato e condannato dalle Istituzioni stesse e da chi le rappresenta ai livelli che ne garantiscono la Sovranità, perchè si ripristini un clima di civile e adeguato confronto Politico e Istituzionale all'interno del Municipio bassaValBisagno, messo pesantemente a rischio da tre anni di insofferenza alla critica da parte della stessa Presidenza, culminati in quest'ultimo ecclatante episodio.
ConsigliereGiuseppePittaluga
CapogruppoPRC/FdS
MunicipioBassaValBisagno
Comune di Genova
lunedì 10 agosto 2015
LA LEGGENDA DEI 37 EURO AI PROFUGHI
LA LEGGENDA DEI 37 EURO AI PROFUGHI
E LA PROPAGANDA XENOFOBA DI DESTRA E LEGA
la verità è tutt'altro.
Può sembrare apparentemente cinico considerare il carico umano che approda alle nostre frontiere solo sotto l'aspetto economico, ma questa è la funzione che realmente assume nel perverso cilclo di prodizione del Capitale.
Il Capitalismo ci consegna l'Esodo africano come merce in transito, con le stesse caratteristiche e peculiarità dei container, con una gestione però meno razionale e piu complicata.
Riconoscer questo aspetto ci puo permettere, in primo luogo, di impadronirci e di gestire queste dinamiche di movimento di massa forzato e contemporaneamente a questo di smantellarne le caratteristiche di lucro e sfruttamento che queste si portano dall'origine. Riconoscendo e valorizzando invece il ruolo ed il contributo sociale della persona e della sua esistenza.
Ogni persona al suo arrivo in italia come profugo o sfollato da Paesi in guerra o in grave crisi, viene inserita nel sistema nazionale di protezione rifugiati e richiedenti asilo che prevede un percorso definito dalla legge, una legge finanziata soprattutto da fondi europei.
Alcuni passaggi conseguenti all'accoglienza prevedono il temporaneo collocamento di piccoli gruppi di richiedenti in locazioni distribuite sul territorio nazionale. Questo passaggio di inserimento abitativo avviene su mandato delle Prefetture. Vengono di conseguenza indetti dalle Amministrazioni dei Bandi di Gara riguardanti i diversi aspetti organizzativi.
La locazione e l'affitto di un sito, la logistica necessaria, il personale e l'ufficio destinato alla gestione della struttura, il vitto e l'economia domestica ordinaria e straordinaria della stessa, con utenze e consumi, le eventuali consulenze esterne (medico, barbiere ,,,).
L'insieme di queste esigenze fa si che (qualcuno pare lo abbia calcolato) si generi attorno ad ognuna delle persone ospitate, un indotto di circa 37 euro quotidiani.
Soldi, risorse che gravitano esclusivamente intorno al'applicazione delle normative., utili alla funzionalità di queste in quanto finanziamenti europei a questo dedicati.
Soldi che, con scelte differenti di allocazione dei rifugiati, non sarebbero assolutamente investiti in altro modo in quei territori, non ci passerebbero neanche. Essendo destinati a copertura delle direttive europee e della legge sui richiedenti asilo. Ripeto.
La Comunità che decidesse di occupare un ruolo attivo in questo percorso legale di accoglienza e soluzione di problemi, che riguardano in realtà i destini ed il futuro di queste persone quanto quello della stessa comunità, paese, territorio, creerebbe una ricchezza immediata a vantaggio dell'economia locale, nei termini di cui sopra, fornendo questa le risposte alle esigenze esistenziali degli ospiti direttamente con le proprie potenzialità produttive e di servizio.
37 euro a persona, un gruppo di due famiglie, circa dieci individui, cioè 370 euro al giorno, 11100 euro al mese, 133200 euro l'anno.
Distribuiti capillarmente verso le varie professionalità coinvolte, in un economia di prossimità, questo con sola presenza di due nuove famiglie.
Inoltre la potenziale risorsa non si esaurisce in una mera redistribuzione, ma in progres contribuisce a modificare positivamente alcuni assetti, indirettamente economici.
In due o tre gruppi famigliari alcuni saranno minori, in età scolastica, e la risposta a questa esigenza puo aiutare i Comuni a sostenere la necessità di mantenere Scuole materne o elementari decentrate, costantemente a rischio chiusura, ad o ottenere fondi scolastici rispetto all'aumentato numero di allievi.
Vero che la legge prevede che gli adulti non godano del diritto al lavoro salariato sino al riconoscimento dello status, ma è anche probabile che gli adulti uomini o donne vogliano o possano partecipare al bene comune, trovando una dimensione di collaborazione diversamente gratificata, come la banca del tempo, pratiche di mutuo soccorso, di solidarietà vicendevole (un esempio pratico dalla mia terra, il terrazzamento a secco. Individuato il declivio tutto il paese partecipava allo scavo e alla costruzione dei muretti, e a chi non possedeva gli si lasciava poi una fascetta, piccola).
Questo processo porta ad un confronto anche culturale a diversi livelli, con il conseguente rinnovamento e recupero di pratiche e valori.
Spesso si parla di "valore aggiunto", l'inserimento di un elemento con queste potenzialità propositive in un territorio affievolito ed invecchiato, porta esattamente a questo.
La prima considerazione sarebbe quella che tutto questo potenziale di ricchezza non viene certo messo in moto da un Governo imbelle, ma casomai dalla rete dei Comuni, l'Anci, che con lo Sprar*, il servizio dedicato e finanziato dal Commissariato Europeo, gestisce l'intero sistema dell'accoglienza collaborando con le prefetture, sino al riconoscimento, o meno, dello Status di Asilo, che prevede doveri e diritti di Cittadinanza.
Percio i sedicenti "Democratici" ora al Governo, gli avvoltoi Liberisti, loro complici e fautori di leggi criminali sull'immigrazione, l'eversiva destra xenofoba e leghista, bene, questi non hanno fatto e non fanno assolutamente niente per migliorare la situazione, anzi.
Se il sistema di accoglienza funzionale almeno ad alleggerire le criticità, è osteggiato da alcune Amministrazioni in malafede, se lo si rallenta per speculare sulle presenze, se viene costantemente sabotato cercando di creare ad arte situazioni di pseudo emergenza, è proprio loro responsabilità.
A pensar male, questa percezione di degrado e di disorganizzazione volutamente diffusa, non è per ignoranza quanto per profitto.
Lo status quo mantiene con la costante emergenza tutta una serie di complicazioni e passaggi utili a far quadrare dei conti (vedi Roma/rifugiati), pseudo imprenditori insieme a proprietari e palazzinari scorretti giocano col sommerso come in borsa, ed infine è funzionale alla propaganda becera di razzisti e nazionalisti, uniti nello strumentalizzare paure e incomprensioni.
A proposito di questi ultimi, mi sovviene che, alla luce della realtà dei fatti sulla questione dei costi/ricavi dell'accoglienza, è evidente che con le loro proteste e intimidazioni vogliono privare di una potenziale ricca risorsa le Comunità locali. Questo è. Dietro il nonsenso "prima gli italiani" in realtà con la propaganda razzista ci impediscono di migliorare le nostre condizioni, di dare una chance a noi e al nostro Paese, e aiutano gli speculatori "amici", che trascinando le cose nel torbido e nell'illegalità ne fanno un ricco affare.
GiuseppePittaluga
Consigliere PRC
Municipio bassaValBisagno
*(SPRAR servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati.
E' l'Ente che gestisce il realizzarsi di tutte le fasi del percorso dall'identificazione e accoglienza alle Commissioni Territoriali e l'esito di queste sullo status concesso. Non manca certo di criticità e contraddizioni ed è necessario una elaborazione dell'attività svolta ad oggi per rendere ogni prassi o protocollo organico ad una pianificazione, che ancora manca. )
sabato 27 dicembre 2014
PRC bassaValBisagno, due colpi, due centri.
Due colpi, due centri.
Rifondazione all'opposizione nel ns Municipio incide ancor di più! :)
Caso numero uno: "in fico con accusa".
Da agosto proviamo a scoprire, domandando ripetutivamente quali le manovre astutamente programmate dalla Amministrazione per trasformare l'area a monte di Largo Merlo, dove sbuca il nuovo ascensore, nel "baricentro" del quartiere e concentrare lì, nel "largo" ricavato dalle ultime tombinature, i flussi pedonali e veicolare dell'intera Valle.
Solo che come sappiamo bene, prima e dopo quella "piastra" l'unica strada del quartiere è stretta e intasata...
Il risultato è un concentramento di elementi che necessita ognuno dell'applicazione di normative e regole, che se non contestualizzate a dovere e con buon senso, vanno a contraddirsi una con l'altra creando situazioni di pericolo e incomprensioni diffuse.
Molti Abitanti del luogo hanno elaborato in alcuni incontri autoconvocati diversi suggerimenti e modifiche pratiche, rispetto a posizionamento strisce pedonali, fermate di bus, paletti e protezioni.
Dopo aver invano atteso un minimo di considerazione e dopo esser stati snobbati dalla Presidenza, gli Abitanti hanno chiesto di intervenire politicamente.
Rifondazione nel quartiere è ormai di fatto l'unico riferimento per un dissenso, ben motivato, verso l'egemonia ottusa e arrogante che domina da anni nella Valle come nella Città.
Come è ns abitudine abbiamo raccolte le istanze per rivendicarne la sostanza politica, e come tattica utile ad ottenere un minimo di ritorno abbiamo pensato, d'accordo con i redattori della stessa, che:
ad una Mozione scritta dagli stessi Cittadini, la Maggioranza del Consiglio di Municipio non avrebbe potuto certo votare contro. e seppur irritata, avrebbe dovuto almeno convocare una Commissione Municipale per verificare la bontà degli argomenti riportati così come l'aderenza dell'intervento realizzato rispetto alla situazione reale del area in questione.
Così è stato.
Dopo aver letto la mozione (link: http://marassi-quezzi-sanfruttuoso.blogspot.it/2014/12/mozione-su-concentramento-in-via.html) e prima della votazione in Aula, l'Assessore Municipale alla viabilità è intervenuto dicendo che dopo aver fatto un sopralluogo in loco ha potuto vedere come pur avendo l'Amministrazione adempiuto alle normative, la situazione sia suscettibile di miglioramenti in quanto effettivamente tutto è concentrato in poco spazio, evidenziando quanto le sperimentazione e le successive modifiche siano effettivamente necessarie, e soprattutto che presto ci sarà una COMMISSIONE MUNICIPALE sulla questione, dove Cittadini, Amministratori e referenti di AMT e dei VVUU saranno presenti per discutere e verificare.
Ed è proprio quel che noi si chiedeva, da tempo, insieme agli Abitanti.
Caso numero due: "dalla parte di chi ci vive"
Rifondazione Comunista individua un locale proprietà ASL in abbandono seppur in buono stato, limitrofo all'asilo Albero d'Oro. Propone l'acquisizione e la destinazione al Patrimonio Comunale, nello specifico di quello Scolastico, per spostarvi la Scuola per l'Infanzia Sanfruttuoso, allocata nel obsoleto e buio edificio a fianco il Municipio in Piazza Manzoni, come soluzione migliorativa.
Noi riproponiamo oggi questa soluzione in considerazione dei danni rilevanti subiti dalla Scuola stessa nel corso dell'ultima alluvione. Lo facciamo con una Mozione, chiara e sottoscrivibile da molti, passibile cmq di migliorie ed emendamenti, che ci dichiariamo da subito pronti a discutere ed accogliere:
(link: http://marassi-quezzi-sanfruttuoso.blogspot.it/2014/12/una-buona-soluzione-per-lasilo.html)
Quando leggo la Mozione in Consiglio, alla fine, mi si alza un Consigliere PD con uno strano OdG: propone una Mozione del PD e soci, identica alla nostra tranne che... nelle frasi conclusive.
Una Mozione copia/incolla, con però la furbizia finale...
Non sarebbe una cosa di poco conto, noi chiediamo nella ns richiesta che i locali diventino CMQ patrimonio pubblico e, se è economicamente sostenibile (e ne siam certi), diventino una Scuola.
Lorsignori invece no. La piccola modifica apportata dal PD dice che, SOLO se è economicamente conveniente farci la Scuola, i locali allora diventerebbero patrimonio pubblico, mantenendo come prioritaria per la Scuola la locazione originale (!).
Rifondazione Comunista, ovviamente, ha votato a favore anche di questa Mozione, considerando che l'obbiettivo che ci avevano chiesto come prioritario le lavoratrici della Scuola veniva così raggiunto.
Di fatto l'indagine svolta a primavera dal Partito e la proposta di acquisizione dei locali, hanno costruito l'opportunità di migliorare realmente le condizioni di lavoro delle maestranze impegnate in quella Scuola, migliorare le condizioni di svolgimento delle attività dei ragazzi dell'Istituto, e le esigenze molteplici delle famiglie di questi.
Ed è anch'essa una questione che noi si poneva da tempo.
Che poi una personalità nota per le sue intemperanze e le furbizie riesca a inandiare in una Sede Istituzionale una prassi così ridicola per impossessarsi di una Istanza, seppur essa già patrimonio condiviso, ... mhà, darebbe anche un po' da pensare.
Bè, :) :) :) buon laico natale a tutte le compagne ed i compagni!!
g,
UNA BUONA SOLUZIONE PER L'ASILO SANFRUTTUOSO CHE RIFONDAZIONE PROPONE DA UN ANNO !
Municipio bassa ValBisagno,
Ad attenzione del Presidente di Municipio, Arch. M. Ferrante
Mozione al Consiglio ed alla Giunta del MunicipioIII bassa Valbisagno per favorire una soluzione alle difficoltà, dovute alla alluvione, in cui versa la Scuola per l'Infanzia "SanFruttuoso", e nel contempo recuperare dal degrado una struttura, già segnalata come potenziale utilizzabile, previo accordi con ASL.
Oggetto
Immobile sito in Via Salita Nuova NS del Monte N
di Proprietà ASL3
.
Richiesta di
Acquisizione al Patrimonio Comunale, e riqualificazione, della struttura attualmente proprietà di ASL e attualmente inoccupata, e destinazione a sede scolastica comunale atta ad ospitare l'Asilo Comunale “san fruttuoso”.
appurato
che l'edificio di Piazza Manzoni 2, che ospitava sino a ottobre la Scuola per l'Infanzia “SanFruttuoso”, si è allagato negli ultimi eventi alluvionali
che i lavori di recupero dovranno protrarsi inevitabilmente considerati i danni subiti
che a seguito di questo le Classi componenti la Scuola sono state trasferite momentaneamente all'Istituto per l'Infanzia “Luzzati”
che questo crea, nonostante l'impegno del personale e delle famiglie, inevitabili disagi di varia natura
Considerando
che la suddetta struttura sita in Via Salita Nuova NS del Monte, si trova in condizioni di buono stato e di agibilità, cmq da accertare
che pare adeguata ad ospitare l'organizzazione scolastica necessaria al servizio materna, detto 3-6 anni,
che la netta prossimità con il già presente Asilo Nido “albero d'oro”, creerebbe un polo scolastico dedicato alla prima infanzia
che questo permetterebbe l'utilizzo comune tra i due Istituti delle Risorse ottimizzandone l'utilizzo (vedi Cucina interna)
che l'accessibilità alla struttura da parte di utenza e servizi è certa e sperimentata dal pregresso
che è posta in una situazione urbanistica centrale rispetto al quartiere, vicina alla precedente locazione scelta dall'utenza
che la suddetta struttura è al momento abbandonata da anni, e a forte rischio degrado.
Che al momento la proprietà ASL pare non avere progetti su quella struttura
si richiede che
il Comune si attivi nelle procedure necessarie affinchè la struttura entri presto a far parte del patrimonio pubblico comunale dell'edilizia scolastica,
Questo in funzione di un immediato adeguamento strutturale e successivo trasferimento della Scuola dell'Infanzia “SanFruttuoso” e la conseguente creazione di un Polo per l'Infanzia
al fine di
permettere al personale della Scuola di pianificare con coerenza il lavoro
permettere ai genitori ed ai ragazzi di avere un riferimento stabile ed adeguato
evitare di interferire o turbare la continuità educativa del percorso, così come degli altri Istituti delegati ad ospitarne le classi
definire una sede idonea e propria, necessaria all'esistenza della Scuola stessa
Di conseguenza consideriamo l'approvazione di questa mozione
come una dichiarazione formale in cui
il Presidente del Consiglio di Municipio ed al Consiglio stesso del Municipio bassa ValBisagno si impegnano nel sostenere la suddetta proposta presso l'Ente Comunale e le rappresentanze Amministrative competenti.
Consigliere Municipale
Pittaluga PRC bassaValBisagno
MOZIONE SU CONCENTRAMENTO IN VIA PINETTI DI MOLTEPLICI ATTRATTORI E CRITICITà RISCONTRATE
Municipio bassa ValBisagno
Attenzione di Presidente di Municipio Arch. M.Ferrante
Mozione al Consiglio ed alla Giunta di Municipio su problematiche riguardanti viabilità e trasporto pubblico.
Oggetto: Richiesta urgente ripristino condizioni di sicurezza stradale a Quezzi, nell’area in corrispondenza del nuovo ascensore di Via P.Pinetti, e riposizionamento strisce
Preso atto che:
Dal giorno 07/11/2014 sono stati ultimati i lavori di rifacimento del piazzale antistante via Pinetti.Tali lavori, oltre ad aver eliminato numerosi parcheggi in un’area densamente popolata, non hanno migliorato le condizioni minime di sicurezza per i pedoni e per gli studenti che frequentano la scuola media G. Govi e la scuola materna ed elementare S. Fontanarossa situate in tale zona.
Dato che:
Molti sono gli abitanti che hanno constatato mancanza di sicurezza e disagi evidenti anche per gli anziani che vivono nelle abitazioni vicine ad una strada trafficata ad ogni ora del giorno.
Le nuove strisce pedonali, troppo a monte rispetto alla fermata, ravvicinate tra loro, e la cancellazione delle precedenti strisce adiacenti alla fermata della linea 82, creano disagio e pericolo in quanto anziani e ragazzi tendono ad attraversare fuori dall’attraversamento. Inoltre la fermata della linea 82 e il nuovo capolinea della linea 47 vengono a trovarsi l’una di fronte all’altra creando così, in caso di sosta contemporanea dei due mezzi, una strettoia pericolosa.
Infatti in questo tratto di strada si apre un rettilineo che invita automobilisti e motociclisti incoscienti a superare i limiti di velocità e sorpassi azzardati dei bus alle fermate , ed è noto che i controlli della velocità sono rarissimi anche a fronte dei numerosi incidenti.
Visto che:
Il nuovo piano stradale per il transito della linea 47 fa si che lo stretto marciapiede utilizzato da genitori e bambini per raggiungere le scuole sopradette, dovendo sostenere anche il flusso dell’utenza, venga a trovarsi a diretto contatto con il percorso del bus in questione con conseguenze che non osiamo immaginare.
Inoltre le strisce pedonali nel primo tratto della nuova corsia di marcia vengono in parte oscurate dai bidoni della raccolta rifiuti che compromette la visibilità del pedone e la sicurezza nell’attraversamento.
Considerato ciò:
Ci pare di fatto quantomeno azzardata la predisposizione attuata rispetto ai flussi pedonali, in considerazione del fatto che, oltre ad essere densamente popolata di suo, l'area risulta ora essere forte attrattore dei suddetti flussi. Dovrebbe essere dunque prioritario per l'Amministrazione e l'Azienda l'obbiettivo di privilegiare e tutelare i pedoni e l'utenza dei mezzi pubblici, contestualizzando l'intervento di modifica dell asse tranviario nel territorio che lo subisce. Pensiamo che oltre alle immediate modifiche minime necessarie all'incolumità degli Abitanti, sia utile un periodo sperimentale di prova dell'insieme dell'intervento stesso, e una successiva analisi congiunta tra gli Enti, per verificare ulteriori accorgimenti o misure atte a ottimizzarne i risultati.
Chiediamo a Giunta e ad Assessore competente:
Di attivarsi per realizzare delle modifiche atte a rispondere necessità impellente di migliorare la sicurezza, tenendo presente di quanto hanno individuato gli abitanti e di conseguenza proposto
Ovvero i seguenti interventi congiunti:
- Spostamento di una decina di metri più a monte del nuovo capolinea del 47 (Di fronte ascensore) e ripristino di strisce pedonali nel punto esatto del precedente posizionamento.
- Applicazione di dissuasori per limitare la velocità di autoveicoli e motocicli provenienti da entrambe le direzioni di marcia.
- Posizionare la fermata in salita del bus82 leggermente piu a monte, onde evitare l’incongruo sostare di due mezzi paralleli
Si chiede che questi interventi si svolgano in tempi brevi, considerando a rischio quotidiano gli anziani ed i bambini, che nelle ore di entrata e uscita dalle scuole risultano numerosi ed in evidente pericolo.
Genova 12 novembre 2014
Giuseppe Pittaluga
Capogruppo PRC/FdS
Municipio bassaValBisagno
martedì 23 dicembre 2014
ancora sulla Scuola G.Govi
Lorsignori san bene ciò che vogliono, e vedono lontano, aspettano nel tempo l'occasione adatta...
E' da tanto tempo che pensano di eliminare quell'edificio dal Patrimonio Pubblico:
DAL PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE A FIRMA P.D. REDATTO NEL LONTANO 2006/7
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=6557103
""""""""E non si tratta neppure di effettuare operazioni drastiche e repentine che possano influire negativamente sulla continuità della didattica o sulla tranquillità dei genitori, assodato che le operazioni di ristrutturazione condotte con il buon senso hanno bisogno di alcuni anni, per cui è altamente probabile che né gli alunni, né i docenti debbano subire spostamenti traumatici.
Nella situazione insediativa di Quezzi la riorganizzazione della rete scolastica può invece avere effetti più direttamente sensibili sulla qualità della vita dell’intero quartiere, visto che i pochi spazi strategici disponibili sono proprio quelli dove sorgono le scuole, a partire da quella di via Pinetti che è il baricentro dell’insediamento e che, di contro, soffre dei maggiori problemi strutturali, se non altro per la sua vetusta età. """""""
g,
giovedì 18 dicembre 2014
Commissione sugli Alberi di quartiere
Commissione Municipale di Dicembre sul tema:
Alberi d'alto fusto sul Territorio municipale
Presenti funzionario Comune e quadri Aster
Oltre alcune utili info sull'intervento di potatura e le priorità che lo determinano, si sono evidenziate alcune questioni.
Una è che in Villa Imperiale verranno presto abbattuti ed estirpate alcune essenze arboreee ammalate o morenti e sostituite con piante nuove, di specie differente da quelle espiantate.
Ho chiesto info sui criteri per la sostituzione, tipo compatibilità e tempi:
di positivo pare che ci siano referenti e responsabili certi, cercheremo poi di sapere esattamente chi decide cosa.
Questo mi pare importante dato che ad esempio gli impianti realizzati da Aster nei parchi di Nervi sono stati per lo più fallimentari, creando scompensi naturistici e danni erariali.
Vigileremo affinché nella storica Villa dell'Albero d'Oro questo non accada.
Un altra cosa che emerge è quanto si stia diffondendo l'idea che vada cmq modificato l'aspetto del verde urbano nella parte storica e antica della Città, sostituendo le piante che da un secolo circa occupano gli spazi con piante magari piu adatte al ns terreno, al ns clima, e ai ns spazi.
In line di massima appare un impostazione corretta, addirittura rivendicativa di una estetica dell'urbanistica precedente all'egemonia monarchica dei Savoia. Ricreerebbe in progress, modificando il "disegno" degli spazi verdi insieme al loro stesso contenuto, l'aspetto più mediterraneo che Genova ha sempre avuto, con aranceti, ulivi, canneti....niente di troppo gigante o monumentale, diversamente dalla enormi magnolie, aceri, conifere che oggi ci accompagnano nei viali cittadini
Se non che.... qualcuno pensa che questo possa diventare una modalità di intervento ciclica e definita: cioè che ogni tot di anni la pianta, qualunque essa sia, venga rimossa e sostituita, quale arredo urbano usurato o ormai inadatto a causa della crescita.
Non è esattamente lo stile "genovese" questo.
Anzi, prevedere l'"usa e getta" nel settore Giardini&Foreste mi pare demenziale.
Di sicuro prevede appalti ricchi e appetibili. L'Azienda che se ne occuperà avrà lavoro garantito.
Non avendo il Comune un comparto apposito, verrà tutto esternalizzato, ad Aster o ad altri.
Questa prospettiva ci appare assai meno auspicabile.
In definitiva, come sempre a noi sembra cmq necessario che la regia e la gestione del Verde Cittadino siano nelle mani Pubbliche ed organicamente inserite in un disegno di città vivibile. Su come poi modificare e tutelare il paesaggio urbano si troveranno le soluzioni e le prospettive adatte
RifoComBassaValBisagno
lunedì 15 dicembre 2014
VERBALE RISPOSTA SU FOGNE QUEZZI
RISPOSTA MUNICIPIO SU FOGNE SCOPPIATE A QUEZZI
Assessore Ivaldi (P.D. - Assetto del Territorio -
Sviluppo Economico - Tutela Ambiente - Interventi Manutentivi,
ricorda che
nella serata di sabato 18 ottobre il Municipio ha segnalato telefonicamente lo stato di
criticità della rete fognaria nella zona a monte di Largo Merlo, al fine di favori
l'intervento di Mediterranea delle Acque. Il lunedì successivo l'Area Tecnica Municipale,
attraverso il proprio responsabile, ha telefonato a Mediterranea delle Acque e nella
giornata di martedì è partita segnalazione scritta, accompagnata da ulteriore telefonata
Il giorno 27 ottobre è stata inviata ancora una segnalazione a Mediterranea delle Acque
per una perdita all'altezza di via Pinetti, unitamente alle altre pervenute all'Area Tecnic
Municipale da parte dei cittadini residenti. Il responsabile di Mediterranea delle Acque,
chiamato telefonicamente dall'Assessore, ha fatto sapere che l'Azienda sta effettuando una
verifica generale sull'intera rete delle acque nere nella zona di Quezzi, posta a monte di
Largo Merlo, che presenta rotture in più punti prodotte dai detriti accumulati dalle piogge
alluvionali che ne ostruiscono il regolare deflusso, per cui non è sufficente il solo utilizzo
dell'autospurgo. E' pertanto necessario intervenire in alveo, ma questa operazione
necessita di alcune condizioni, quali la discesa del livello delle acque nel torrente e la
cessazione delle allerta meteo. La prossima settimana Mediterranea Acque provvederà ad
effettuare gli interventi. Sarà compito del Municipio, conclude l'Assessore Ivaldi, tener
costantemente monitorata la situazione.
Il Presidente Ferrante chiede al Consigliere Pittaluga se è soddisfatto della risposta
ricevuta. Il Consigliere risponde che le spiegazioni dell'Assessore Ivaldi sono risultate
come sempre, molto chiare. Ribadisce però che è necessaria una pianificazione
organica degli interventi sul territorio, che manca dal 2011.
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