e non pochi grassi interessi, dall'area mercato alla metropolitana, finanche bacini fluviali e opere abbastanza "grandi" da esser appetibili businnes, come lo scolmatore...

Il Decentramento sarebbe un'opportunità di partecipazione, pensare di arrivare all'idea di PortoAlegre magari è eccessivo ma pretendere di sapere e incidere sulle scelte che ci riguardano dovrebbe esser il minimo sindacale, credo.

venerdì 22 luglio 2016

Raccolta Differenziata: ",,la gente non comprende..."



Consiglio di MunicipioBassaValBisagno sul finir di luglio, praticamente monotematico.

Il Piano industriale di AMIU, come già illustrato in altri incontri, prevede una sostanziale crescita della raccolta differenziata a fronte di una prospettiva dettata anche dalla legge indirizzata al recupero delle materie e dei materiali.

L'A.D. di Amiu, invitato in Aula, presenta la cosa nuovamente, ribadendo alcuni concetti base, che cmq non hanno ricadute socialmente considerevoli a prescindere, bensì, come già detto dal prc, questo dipenderà da chi e xchè condurrà questa riconversione, se a farlo saranno la Città e i lavoratori oppure interessi e gruppi privati.
Sappiamo ora che AMIU viene sostanzialmente ceduta al mercato privato, tramite IREN, e dovrà render così conto ad azionisti anonimi, anzichè ai cittadini genovesi, di come e quanto incassa di utile e quanto distribuisce in dividendi, nn tanto invece se riesce e come a coprire un servizio (che andava sotto la dicitura di "Igiene Urbana!) e la sua qualità.

Ora, il nuovo paradigma che regge l'impianto di base della riconversione è che il rifiuto urbano e industriale è fonte di rinnovato reddito dato dalla sua trasformazione in materiale rigenerato o riciclato. Cio comporta assolutamente che alla fonte (dopo l'uso diventa rifiuto) questo venga al piu presto già un minimo differenziato, e che questa selezione cresca nei sucessivi passaggi. 

Nel grosso del sistema la copertura dei costi è garantita dal Decreto Ronchi e la sucessiva creazione del Conai, che prevede un imposta apposita, ma per cio che riguarda le tonnellate di "rumenta" quotidiana e diffusa capilarmente sul territorio urbano prodotta dal "residenziale", e la necessità di recuperarla, allora la faccenda si complica.

"...la gente tarda a comprendere, chiediamo impegno..."

Questo breve passaggio del Amministratore delegato di Amiu, nell'illustrare la criticità prospettata, è chiarificatore a mio parere.
La gente tarda a comprendere... o ha già capito? mi sovviene.
Scusate, ma a me appare evidente che il mio differenziare e dividere, occupare spazi nella mia casa, aderire a orari e rispettare consegne, con tutto ciò che comporta alla mia quotidianità, è funzionale o meglio è fondamentale perchè gli anonimi azionisti possano dividersi degli "utili" a fine anno, costruiti sulla mia produzione di rifiuti consapevolmente suddivisi. 
Inoltre continuerò a pagare una bolletta al mio Comune per il servizio, calcolata proprio in base alla quantità di materiale prodotto, reso "prezioso" dal mio intervento alla base della catena virtuosa.

Pare che abbiano trovato l'ennesimo sistema per estrarre plusvalore dalla nostra attività quotidiana, apparentemente improduttiva. Hanno trovato il modo di farci lavorare gratis qualche minuto tutti i giorni per Iren e i suoi azionisti.
Siccome siamo tardi e non capiamo come il "mercato" possa regolare x bene l'universo intero, allora è necessario che qualcuno, molto vicino a noi, ma che aderisca al progetto, ci suggerisca e ci guidi sulla strada opportuna, quella che vien bene per ottimizzare il profitto.
Qui entra in gioco il ruolo fondamentale del Decentramento.
L'Azienda chiede una serie di collaborazioni e sinergie ai Municipi e alle loro competenze, per coinvolgere e convincere gli Abitanti ed ottenere una decente percentuale di raccolta, che verrà misurata in "materiale" suddiviso, il tutto in buon stile "governance", soft e convincevole, contando appunto sulla "prossimità" del miniPalazzo ai cittadini, al quartiere...

Ovviamente se Amiu e il suo moderno Piano Industriale fossero destinati alla Città, divenissero un BeneComune la cui gestione fosse Pubblica e trasparente e la conduzione condivisa con i lavoratori, allora l'Istituzione di Prossimità sarebbe sì legittimata, anzi doverosamente coinvolta, nella propaganda e nell'affermazione diffusa della "raccolta differenziata" e di cio che ne consegue...
Ma così non è.
Allora i Municipi vengono così a trovarsi nella posizione in cui il lavoro e l'impegno a definire comportamenti e norme su di un territorio obbediscono anche a logiche ed interessi economici privati.
Almeno dal punto di vista etico, quella dell'Istituzione di prossimità, è una posizione ambigua.

Questo a me pare che si sia prospettato, questo mi pare si richieda alla Istituzione del Municipio, seppur con la miope scusante della promiscuità pubblico/privato, non piu sostenibile, e l'illusione del mondo pulito grazie ad un gesto responsabile... 
Se così fosse allora, Azienda ed azionisti, riconosceteci questo gesto, che se vale ha un valore economico, monetizzatelo, e se volete la nostra "rumenta" già bella divisa, pagateci, in qualche modo. 
Allora magari collaboreremo.

Diversamente restituiteci tutto, che è tosto l'ora, sapremo noi dar il giusto ed equo valore alle cose.

domenica 14 febbraio 2016

uniti contro il degrado nei quartieri


IL GRUPPO CONSILIARE PRC/FdS DEL MUNICIPIO BASSA VALBISAGNO INVITA LE COMPONENTI ANTIFASCISTE DELLA SOCIETà CIVILE A PARTECIPARE E A DIFFONDERE
Un momento per incontrarsi, uniti contro il degrado nei quartieri

La notizia dell’apertura del centro d’accoglienza per migranti in Via Edera ha attirato l’attenzione dei cittadini del quartiere nelle ultime settimane. 

E’più che comprensibile che gli abitanti chiedano chiarezza alle istituzioni locali per queste decisioni, che come troppo spesso accade vengono prese sulla loro testa senza alcun processo partecipativo e trasparente che li coinvolga. 
E’ inaccettabile invece che ci siano forze politiche, o pseudo tali, che sfruttano l’assenza di informazione per spargere odio e diffidenza nel quartiere. Vorrebbero farci credere che l’unico modo per uscire dalla condizione di crisi in cui viviamo ormai da anni sia quella di ricercare il nemico tra chi sta peggio di noi, chi scappa dalla guerra e dalla miseria alla ricerca di una vita migliore.Chi ci propone questa guerra tra poveri è il miglior alleato di chi ci sfrutta quotidianamente. 

Quelli che stanno peggio di noi sono invece i nostri migliori alleati, è con loro che condividiamo gli stessi servizi pubblici sempre più scadenti e costosi, le stesse scuole che cadono a pezzi, lo stesso lavoro sempre più precario, la stessa paura quando il nostro territorio frana alle prime piogge. Gli altri non li troveremo sulla nostra strada, loro stanno altrove, nei loro palazzi, e puntano sulle nostre divisioni per distrarci da quelli che sono i nostri veri nemici.
Per questo proponiamo una giornata di festa nel quartiere, contro degrado e razzismo. Un’occasione di incontro per informare, per combattere diffidenza e odio e per riprenderci il quartiere. 

Di giorno, a viso aperto, perchè la sicurezza nei quartieri popolari ci è data dalla solidarietà tra gli abitanti, non dalle ronde notturne.

venerdì 5 febbraio 2016

LA SOLIDARIETA' E' UN ARMA.


Ma che bastardi vigliacchi! Solidarietà al Consigliere! /... Bella Beppe! Avanti tutta, a presto /.detto fra noi.....anche io sono giuseppe /... ..  ha ragione , sarà poco ma le rinnovo la mia solidarietà , continui nel suo impegno  / ...  Massima solidarietà a Giuseppe Pittaluga, consigliere del PRC / ...hai tutto il mio appoggio ed il mio sostegno! /...  Io ti abbraccio sporco comunista e amico dei "negri". Mi piaci così /... Giuseppe, hai portato e stai portando un contributo POSITIVO e COSTRUTTIVO sulla vicenda di via EDERA / ...Giuse, che schifo... Stai attento per cortesia...La merda non cambia mai. Un abbraccio grande./ ...se fosse il caso sono a Pedegoli in un quarto d'ora /...Solidarietà al cittadino, ma prima ancora alla persona / ... sono DAVVERO arrabbiata, non solo a parole. A disposizione. ....
Questi sono una parte, insieme alla simpatia ricevuta di persona, di un centinaio di messaggi di complicità e amicizia, come le decine di telefonate di sostegno trasversale da molte e molti antifascisti. Grazie alle amiche, agli amici, a chi stimo ricambiato.
Grazie anche certamente alla tempestiva solidarietà pratica, con strumenti a tutela e persone disponibili nell'immediato, a formare uno stretto cordone di sicurezza, ideale ma anche molto pratico. Grazie alle compagne e ai compagni, ai complici di sempre.
Questo mi permette, nel mio piccolo del Territorio di cui sono un Abitante, ci permette, a noi tutti, di proseguire nella rivendicazione di istanze di trasparenza, controllo e riappropriazione dei diritti. 
Oggi possiamo fare un passo avanti. In tutta la città!
Appresso qualcuno dei comunicati arrivati in questi giorni, altri non sono riuscito a recuperarli nel marasma dei social ( magari li pubblicherò in seguito)
Emoticon smi
COMUNICATO STAMPA
Solidarietà al Consigliere di Municipio Bassa Valbisagno
Manifestiamo la nostra più totale solidarietà a Giuseppe Pittaluga, 
Consigliere di FdS e animatore del Comitato "Vivere in collina" di Quezzi,
per gli atti di intimidazione ricevuti da elementi che fanno dell’intolleranza
e del razzismo un motivo dichiarato di identità, per cui chi non la pensi
come loro diviene un nemico da tacitare in qualunque maniera, anche
ricorrendo alla violenza.
Vogliamo invece sottolineare come la suddetta persona abbia collaborato con
le Associazioni/Comitati di quartiere sottoscritti per rendere più vivibile
la zona di Marassi e San Fruttuoso, svolgendo il proprio ruolo in un’ottica
di trasparenza e a favore della partecipazione democratica dei cittadini
alla vita delle Istituzioni.
Legambiente – Circolo Nuova Ecologia
Comitato contro la Cementificazione di Terralba
Comitato per la Riqualificazione dell’ex Mercato di C.so Sardegna
Comitato Protezione Bosco Pelato

Giù le mani dai compagni.
Il Collettivo Genova City Strike-Noi Saremo Tutto Genova esprime solidarietà e vicinanza al compagno Giuseppe vittima di intimidazione da parte dei fascisti. Giuseppe è un compagno che apprezziamo per l'impegno e la militanza a favore dei più deboli, senza compromissioni da anni. A lui e ai compagni del Circolo PRC Bianchini il massimo sostegno da parte nostra!

solidarietà e sostegno al compagno Pittaluga 

L’ANPI Sezione Cioncolini Musso di Sampierdarena esprime solidarietà a Pittaluga e dà disponibilità per ogni azione congiunta a sostegno dei diritti, dell'accoglienza e della fratellanza con i Migranti. condanna l’episodio di intimidazione ai danni del consigliere Pittaluga e condanna ogni azione condotta da parte di ignobili individui vigliacchi e codardi che agiscono nell’illegalità con metodi nazifascisti. 
chiede che le forze di Polizia, il Questore, il Prefetto, il Sindaco e tutte le Autorità agiscano immediatamente non solo per individuare e punire i responsabili di questa aggressione, ma per applicare le Leggi vigenti : 
La Legge Scelba del 20 giugno 1952 n. 645 che all’art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». E la successiva Legge Mancino del 25 giugno 1993, n. 205 che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia nazifascista, e aventi per scopo l'incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. 
E punisce anche l'utilizzo di simbologie legate a suddetti movimenti politici. invita tutti gli antifascisti a contrastare l’apertura sul territorio di sedi di gruppi neofascisti e neonazisti nonché loro raduni e manifestazioni e invita a fare fronte comune in difesa della libertà, della giustizia sociale, della democrazia in favore dei valori di pace, solidarietà, umanità e tolleranza, nel sostegno e nell’accoglienza di tutti i Migranti senza alcuna distinzione. 
Sezione Cioncolini Musso di Sampierdarena




Associazione San Marcellino 
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza al nostro operatore Giuseppe Pittaluga, consigliere comunale della Bassa Valbisagno, per le azioni intimidatorie di cui è stato oggetto e ci uniamo all'Amministrazione Comunale nel condannare fermamente quanto accaduto confidando che le forze dell’ordine facciano luce sull’intera vicenda.

Il Movimento 5 Stelle Bassa Val Bisagno esprime piena solidarietà al consigliere PRC Giuseppe Pittaluga, di fronte ai gravi comportamenti intimidatori subiti.
Questi metodi squadristi non devono essere assolutamente tollerati in un paese che ha la pretesa di chiamarsi civile.
Ci auguriamo che il fronte comune contro questi individui violenti e xenofobi sia ampio e trasversale, perchè è l'unico modo possibile per metterli a tacere una volta per tutte.


Piena vicinanza al collega Giuseppe e non un passo indietro nella difesa del riconoscimento di uguali diritti per tutti.

Tutto il Partito Democratico del Municipio Bassa ValBisagno ed il Partito Democratico di Genova si uniscono nella ferma condanna del grave episodio di violenza squadrista organizzato contro il Consigliere di PRC Giuseppe Pittaluga per la sua attività volta a cercare una soluzione per la delicata questione del realizzando centro migranti di via Edera a Quezzi, e di cui ha rischiato di pagare le conseguenze un cittadino genovese.
Il fatto è ancora più preoccupante dal momento che pare sia stato preceduto da altri tentativi di intimidazione.

Federico Tanda - Capogruppo PD Bassa Valbisagno Massimo Ferrante - Presidente Municipio Valbisagno Alessandro Terrile - Segretario PD Genova


L’amministrazione comunale esprime sdegno e condanna per le azioni intimidatorie compiute contro un consigliere della Bassa Valbisagno.

L’ultima di queste è un vero e proprio atto squadristico di una gravità assoluta e costituisce un inquietante campanello d’allarme sul rischio che episodi di intolleranza e razzismo siano alla base di atti violenti e incivili che minano la sicurezza e la vita sociale dei quartieri.

Il Comune di Genova auspica che gli inquirenti possano fare piena luce sull’accaduto ed esprime solidarietà al consigliere municipale. Di fronte a simili fatti è necessario che, a prescindere da ogni altra valutazione, tutti i cittadini che hanno a cuore la democrazia e il bene comune manifestino uniti una ferma condanna e isolino i colpevoli.





martedì 2 febbraio 2016

Il Municipio3 su "Via Edera"


Incontri Istituzionali sul "caso" di Via Edera.

Finalmente due incontri nelle sedi opportune, uno in Municipio, sollecitato da noi e voluto dalla Presidenza, e l'altro in Comune 
Dopo decine di false notizie, mistificazioni, strumentalizzazioni varie, e molta fatica da parte nostra x contrastarle, e diffondere quali erano le reali informazioni sul progetto che vuole realizzare in loco il Ceis ge, proprietario del edificio in cima alla Via, privata e senza sbocco.

Il Municipio bassa Valbisagno ha ospitato una riunione di capogruppo in cui le due parti coinvolte ad oggi si sono potute confrontare.Fermo restando la natura "privata" della contesa, giacchè vero è che sia la strada, che i condomini, che l'edificio e l'azienda in questo inserita sono delle proprietà private.

In quest'ambito l'A.D. del Ceis, insieme al Presidente e al ingeniere della Azienda del terzo settore hanno potuto chiarire nei dettagli quello che pareva essere una invasione di centinaia di profughi ammalati e pericolosi... 24 posti residenziali per richiedenti asilo, almeno questo è quello che assicurano. Inseriti insieme ad un residenziale x anziani ed una casa famiglia x minori.

Allo stesso modo i rappresentanti del Comitato "contro" hanno puntualizzato una serie di problematiche, tecniche quanto reali, che già soffrono e a dir loro peggiorerebbero, insieme a timori relativi alla estraneità rispetto al contesto delle funzioni della Struttura. ...Non una folle xenofobia verso e contro volti e corpi di diverso colore o differenti fattezze, come invece pareva sentendo alcuni.

Si è parlato di compensazioni che l'azienda potrebbe considerare, di adottare tecniche di minore impatto x la viabilità, finanche di interventi per mettere in sicurezza muri perimetrali e affini. Rispetto ai timori, la Proprietà ha detto che la gestione ed il controllo saranno affidati a personale anche sovrastimato, con un iniziale copertura delle 24 h.

Ho chiesto un ulteriore incontro, anche se così limitato, dove il Ceis porti delle ipotesi di soluzione per verificare se e quanto le due visioni avessero punti in comune. Il Presidente di Municipio ha ribadito in chiusura che la funzione dell'Istituzione, a suo vedere, è quella di mediare in una discordia tra vicini di casa, in quanto entrambi rappresentanti di interessi privati. Ipotizzando solo se necessario un ulteriore incontro.

Questo piu o meno è stato.

Considerazioni, mie.

Il peccato originale credo vada attribuito allo stesso Ceis, giacchè quello che ha fatto in questa occasione risulta cmq tardivo e forzato. 
Era necessario analizzare la fattibilità anche dal punto di vista urbanistico e sociale, esattamente come deve fare qualunque imprenditore che vuole impiantare una azienda produttiva in un centro abitato. 
Avrebbe certo dovuto poi portare le proprie considerazioni alla istituzione di prossimità dove chiedere un confronto, una verifica del progetto per aderire meglio alla realtà. 
E riuscire di conseguenza nell'impresa in maniera ottimale.
Lo prevede in fondo anche l'articolo della Costituzione sulla Responsabilità Sociale dell'Impresa Privata.
Avrebbe così con trasparenza reso possibile ad un possibile dissenso di mostrare argomenti e ragioni.
Hanno preferito non rischiare quest'ultimo potenziale intoppo, perdendo però la credibilità necessaria a riuscir bene nell'Impresa. Conti mal fatti, a mio vedere.

Il Comitato ha la sua natura originale già corrotta dalle falsità e dalle deviazioni su cui si è strutturato, dato che nessuna di queste informazioni iniziali si è rivelata reale, si è palesata la strumentalizzazione di cui le persone dello stesso erano oggetto, anche consapevole. 
Questo ha impedito di capire e di analizzare una situazione che trascende dalle beghe di condominio in cui si sono cacciati, ma appartiene ai danni di una gestione privatistica dei servizi collettivi e sociali, ridotti a dispenser di prestazioni o attrezzature, cibo posti letto. E se devi produrre ottimizzando costi e ricavi non ti poni alcuni problemi a collocare dove e come piu conviene. 
Invece hanno lasciato spazio a sentimenti indotti quanto retrivi che hanno aperto la strada qualunquista dell'odio verso gli "altri", verso chi sta un po peggio, tristissimo e inconcludente. A mio vedere.

Poi c'è stata la Commissione Comunale a Tursi, voluta e richiesta dalla Lega in Comune.
Assolutamente inutile. Soldi e tempo buttati via.
Ma questa è un'altra storia.

domenica 31 gennaio 2016

Finiti i pochi argomenti, passano alle minacce.



Intimidazioni fasciste a Genova, è ora di reagire!


Nei giorni scorsi il nostro compagno e Consigliere di Municipio della Bassa Valbisagno, Giuseppe Pittaluga, è stato oggetto di intimidazioni da parte di “ignoti”, concretizzatosi con una incursione a Pedegoli (Quezzi) di cinque soggetti non riconoscibili a caccia del “comunista”, che a tarda notte hanno aggressivamente importunato, e spaventato, una famiglia del luogo.

La causa è il suo impegno per la trasparenza e la partecipazione popolare e democratica che contrasta apertamente il clima di diffidenza e razzismo che gruppi neofascisti stanno tentando di instaurare nel quartiere strumentalizzando la notizia dell’apertura di un Centro di Accoglienza per Richiedenti asilo in Via Edera.


Solidali e complici con il nostro compagno.

Non saranno certo le minacce a farci desistere nella lotta contro razzismo e intolleranza, contro chi vorrebbe farci credere che il nemico è chi sta peggio di noi, contro ogni rigurgito neofascista nel nostro quartiere e nella città di Genova medaglia d’oro per la Resistenza.



Circolo PRC “Dente” Bianchini
Partito della Rifondazione Comunista

venerdì 22 gennaio 2016

Quezzi. Ancora su Via Edera, un po di chiarezza!

Quezzi, Torretta.

L Associazione Ceis Ge ha comprato l immobile della Piccola Opera, in Via Edera, a Quezzi, intenzionata a farne una Casa di Accoglienza, le informazioni riguardo a questo progetto sono pubbliche. 


L'edificio verrebbe ristrutturato interamente nel giro dell'anno in corso, dai nuovi proprietari ed adibito a Servizi sociali e assistenziali, parificati col Pubblico.
L'immobile sarebbe così suddiviso:
Piano primo 25persone: due moduli di Comunità Alloggio per anziani (superficie 640mt2)
Piano terra 21 persone: Comunità Alloggio per Minori (430mt2) + Auditorium per attività, Cappella votiva;
Seminterrato 25persone: Accoglienza temporanea Richiedenti Asilo (320mt2)
Ogni piano con accessi indipendenti.
Alcuni locali verrebbero gestiti da Caritas/Auxilium per attività collaterali.
5500 mt2 di verde e parco, con gli annessi muri e muretti, verrebbe risanato e reso fruibile.
La somma investita dall'Azienda del Terzo Settore per la realizzazione pare essere intorno al milione e ottocentomila eur.

Personalmente credo che questo tipo di strutture e di attività di sostegno , cura e prevenzione dovrebbero essere appannaggio della Società, dello Stato, del Pubblico, in toto, con dipendenti magari comunali, cmq comparabili agli insegnanti, agli infermieri, ai vigili, che tutti i Servizi Sociali e la loro distribuzione sul territorio dovrebbero essere gestiti dalla collettività, così come tutte le attività che ci riguardano collettivamente, dall'Igiene Urbana al'acqua pubblica.

Che non sia attualmente così non manleva cmq l'Imprenditore dalla Responsabilità Sociale dell'Azienda, ancor maggiore se inserita nel circuito dei Servizi, che travalica a volte l'etica di comportamento delle comuni relazioni commerciali in itere nella vita aziendale, per dover in qualche modo aderire per uno sviluppo armonico con il contesto in cui si inserisce in termini di incidenza sull'esistente. Ed in qualche modo considerare anche l'impronta che lascia il suo quotidiano passaggio.

Nel caso della Casa d'Accoglienza di Via Edera non aver considerato come prioritario quest'ultimo aspetto credo sia il peccato originale che continua a provocare confusione e permettere strumentalizzazioni fuori luogo


Certamente pensiamo che se c'è un ritorno negativo da questo tipo di impostazione privatistica è quello di dover compensare i costi e produrre utili (essendo un impresa privata) e di conseguenza di massimizzare la produttività...
In questo caso vorrebbe dire aumentare esponenzialmente il numero degli ospiti e di conseguenza il ricavo economico.
E questo aspetto siamo sicuri che non deve certo toccare ai quartieri popolari l'onere di "smazzarselo", con tutte le peggiori conseguenze.
Inoltre la scarsa propensione delle Istituzioni di Prossimità a rendere trasparenti i passaggi di chiarimento, le impedisce di indire incontri completamente pubblici, che servirebbero per definire dubbi e perplessità, legittimi ma nati da informazioni fuorvianti diffuse ad arte.

Abbiamo ipotizzato l'idea di una Commissione Municipale in cui l'Associazione CEIS Ge possa presentare alla popolazione il suo Progetto ed ambire magari a una adesione di massima da coloro che abitando nei dintorni della Struttura in qualche modo con questa dovranno inrteragire, vuoi solo che per questioni di viabilità ed accesso.
Ipotesi che pare scartata a priori da una Presidenza di Municipio che tende a ridurre la questione a ristretti incontri invocando una potenziale criticità di ordine pubblico, a mio vedere strumentalizzando la strumentalizzazione.
Appare curioso come entrambi, Lega e locale Amministraz. vedano la questione come un problema di ordine pubblico e non come ordinaria gestione civica ed amministrativa del Territorio. La partecipazione ed il controllo popolare sono davvero estranei alla classe politica così cara allo status quo.

Sia chiaro, il nostro avversario di classe è lo sfruttatore con le sue amicizie "pericolose"!! certo non gli sfruttati e i succubi delle prepotenze dei signori, che ne siano consapevoli o meno.

Capogruppo PRC Municipio bassa ValBisagno
 


mercoledì 20 gennaio 2016

Via Edera, la PiccolaOpera e la Casa di Accoglienza CEIS.

 
VIA EDERA E IL CEIS Genova.

L Associazione Ceis Ge ha comprato l immobile della Piccola Opera, in Via Edera, a Quezzi, intenzionata a farne una Casa di Accoglienza, le informazioni riguardo a questo progetto sono pubbliche.
L'edificio verrebbe ristrutturato interamente nel giro dell'anno in corso, dai nuovi proprietari ed adibito a Servizi sociali e assistenziali, parificati col Pubblico.

L'immobile sarebbe così suddiviso:
Piano primo 25persone: due moduli di Comunità Alloggio per anziani (superficie 640mt2)
Piano terra 21 persone: Comunità Alloggio per Minori (430mt2) + Auditorium per attività, Cappella votiva;
Seminterrato 25persone: Accoglienza temporanea Richiedenti Asilo (320mt2)
Ogni piano con accessi indipendenti.
Alcuni locali verrebbero gestiti da Caritas/Auxilium per attività collaterali.
5500 mt2 di verde e parco, con gli annessi muri e muretti, verrebbe risanato e reso fruibile.
La somma investita dall'Azienda del Terzo Settore per la realizzazione pare essere intorno al milione e ottocentomila eur.


Personalmente credo che questo tipo di strutture e di attività di sostegno , cura e prevenzione dovrebbero essere appannaggio della Società, dello Stato, del Pubblico, in toto, con dipendenti magari comunali, cmq comparabili agli insegnanti, agli infermieri, ai vigili, che tutti i Servizi Sociali e la loro distribuzione sul territorio dovrebbero essere gestiti dalla collettività, così come tutte le attività che ci riguardano collettivamente, dall'Igiene Urbana al'acqua pubblica.

Che non sia attualmente così non manleva cmq l'Imprenditore dalla Responsabilità Sociale dell'Azienda, ancor maggiore se inserita nel circuito dei Servizi, che travalica a volte l'etica di comportamento delle comuni relazioni commerciali in itere nella vita aziendale, per dover in qualche modo aderire per uno sviluppo armonico con il contesto in cui si inserisce in termini di incidenza sull'esistente. Ed in qualche modo considerare anche l'impronta che lascia il suo quotidiano passaggio.

Nel caso della Casa d'Accoglienza di Via Edera non aver considerato come prioritario quest'ultimo aspetto credo sia il peccato originale che continua a provocare confusione e permettere strumentalizzazioni fuori luogo.
Inoltre la scarsa propensione delle Istituzioni di Prossimità a rendere trasparenti i passaggi di chiarimento, le impedisce di indire incontri completamente pubblici, che servirebbero per definire dubbi e perplessità, legittimi ma nati da informazioni fuorvianti diffuse ad arte.


Abbiamo ipotizzato l'idea di una Commissione Municipale in cui l'Associazione CEIS Ge possa presentare alla popolazione il suo Progetto ed ambire magari a una adesione di massima da coloro che abitando nei dintorni della Struttura in qualche modo con questa dovranno inrteragire, vuoi solo che per questioni di viabilità ed accesso.
Ipotesi che pare scartata a priori da una Presidenza di Municipio che tende a ridurre la questione a ristretti incontri invocando una potenziale criticità di ordine pubblico, a mio vedere strumentalizzando la strumentalizzazione.


Appare curioso come entrambi, Lega e locale Amministraz. vedano la questione come un problema di ordine pubblico e non come ordinaria gestione civica ed amministrativa del Territorio. La partecipazione ed il controllo popolare sono davvero estranei alla classe politica così cara allo status quo.


Capogruppo PRC Municipio bassa ValBisagno

Incroci o Rotatorie? meglio le seconde!


Alla Attenzione di Presidenza Consiglio,  Arch. Massimo Ferrante
della Giunta Consigliare, e del Consiglio Municipale del
MunicipioIII bassa Valbisagno

Oggetto Mozione : Realizzazione rotatorie viarie per accesso veicolare a Corso Sardegna


Considerato che
Abbiamo per decenni considerato come inevitabile il caotico ed intenso traffico sulle strade che attraversiamo ogni giorno. Pur con ciclici allarmi raramente si è rilevata un attenzione coerente delle Istituzioni a questo aspetto della qualità di vita degli Abitanti, che ormai trascende nel rischio di malattia. 
Nuovamente in questo periodo dell'anno si assiste ad un frenetico rincorrersi di soluzioni tampone, rese inevitabili dall'inerzia precedente, sino ad imporre il blocco del traffico, in alcune città.
Genova rispetto a questa tematica non fa eccezione.
Il nostro territorio la subisce.

Crediamo per ciò
sia possibile limitare il danno subito dagli Abitanti del quartiere, da subito, prendendo con decisione la direzione corretta per gestire la complessità della mobilità in una metropoli moderna, garantendone il diritto civico.
Disincentivare l'utilizzo dell'auto privata e la sua convenienza dovrebbe essere una priorità, accompagnata dal potenziamento funzionale e qualitativo del TPL, per ovviare al'intasamento delle nostre Vie e dei nostri incroci, e salvaguardare la nostra salute.
Purtroppo come territorio limitrofo a importanti snodi ed a grandi attrattori ci vediamo costretti a subire ore e ore di smog, dovuto all'intenso traffico in coda. 

Da questa considerazione, ricordo, presero corpo alcuni progetti, inseriti nel Programma ad inizio mandato, quasi delle promesse della attuale Amministrazione.
Tra queste appariva il progetto di creare una corsia centrale per i bus in Corso Sardegna, intervento che l'Ass. Dagnino dava per sicuro e probabilmente finanziato dai fondi imminenti di PianoCittà. Fondi che poi invece sappiamo in che "grande opera" sono finiti. 
Si accennava anche alle possibili aiuole rotatorie, o "rotonde", per gli incroci di C.so sardegna, indicandole come necessarie.

Rileviamo che
Di fatto, ad oggi, nulla è stato neppure tentato per limitare questo funereo fenomeno di avvelenamento collettivo. Tranne le misure tampone decise in questi giorni.
Occorre certamente pianificare decisi interventi, alcuni già proposti anche dalla ns componente in Municipio.

Dato che
Un buona pianificazione prevederebbe, come ad esempio si suggeriva all'epoca, alcune strategiche "rotonde" agli incroci piu critici del nostro trafficato quartiere, rese tra l'altro obbligatorie dalla normativa europea. 
Nel caso di Corso Sardegna l'opinione diffusa, comprese quelle piu competenti, vedrebbe le "rotatorie" poste in entrambi gli incroci di afflusso alla Via, come elementi determinanti.

Crediamo che
La realizzazione di questi interventi, occupando un cantiere di breve periodo, sarebbe sostenibile dalla  viabilità ordinaria, e sarebbe finanziabile senza grossi esborsi.
Partiamo dal piccolo, dal poco magari, ma da quel poco che si puo subito realizzare.

Riteniamo dunque
indispensabile che venga individuata una fonte di finanziamento adeguata e che una rapida realizzazione delle rotatorie viarie necessarie alla viabilità di Corso Sardegna venga inserita nella pianificazione Comunale.

Di conseguenza
altresì indispensabile l'impegno di Giunta e Presidenza a farsi garante di questa istanza e portarla come esigenza prioritaria ed irrinunciabile, all'Amministrazione Comunale e agli Assessori competenti.

Consigliere Giuseppe Pittaluga
Capogruppo PRC/FdS MunicipioIII bassa Valbisagno
MunicipioIII Bassa ValBisagno

una Città a 30 all'ora, ridurre la velocità e salvaguardare la salute.


Al Attenzione del Presidente di Municipio Massimo Ferrante,
della Giunta Municipale,
del Consiglio di MunicipioIII bassa ValBisagno
Oggetto Mozione: Proposta di modifica limite max di velocità veicolare in ambito urbano, a fronte del moltiplicarsi di incidenti stradali accorsi a pedoni, sul nostro territorio Municipale.


Preso atto dei recenti investimenti di pedoni da parte di autovetture, di cui uno mortale purtroppo, che ribadiscono quanto sia ancora poco sicuro passeggiare lungo le strade del nostro Municipio, non possiamo certo considerare questo come pura fatalità.

Pensiamo invece sia il tragico risultato di una politica cittadina che continua a privilegiare lo scorrere del flusso veicolare privato, a discapito della mobilità pedonale.
Una penalizzazione che a volte il pedone paga cara, con l'incidente e con la morte.

Di fronte alla necessità, riconosciuta da molti, di ribaltare questo paradigma e ripristinare il diritto alla mobilità collettiva, ci pare necessario dare adito ad iniziative atte a liberare la città, nel nostro caso il Municipio, dalla nociva presenza del traffico intenso, quanto dalla velocità eccessiva di chi spadroneggia nel momento in cui trova la strada libera.

La centralità del nostro quartiere conduce un notevole flusso veicolare privato ad attraversarlo quando non a utilizzarlo come stallo momentaneo per proseguire in città coi mezzi; non di meno diversi asservimenti ai Servizi e al Terziario, del territorio, fungono da poli d'attazione di altrettanto traffico, locale o meno.
Questa situazione abituale porta comunque una velocità media del mezzo privato in città ben al di sotto dei limiti che veniamo a proporre, anche in situazioni di scorrimento del traffico.
Ci risulta allora difficile comprendere la necessità di mantenere in ambito urbano, in strade di percorrenza interne all'abitato, un limite di velocità superiore ai 30 km h.
Finanche AMT considererebbe i 20km orari (!) una ottima velocità commerciale in città.

Rileviamo comunemente quanto sia frequente accelerare la marcia dell'auto nei pochi metri di strada apparentemente liberi da mezzi, magari in Via Filippo Casoni, in C. Sardegna, o in Via Fereggiano, senza peraltro che ciò permetta di recuperare minuti preziosi sulla già citata media.
E' invece molto piu probabile che in quel tratto di strada sopraggiunga una persona, a piedi che attraversa, o che fuoriesca un poco dal marciapiede, in Vie purtroppo scarsamente illuminate, anche se centrali.

Un mezzo lanciato ad una velocità superiore ai 30km all'ora impiega molto piu tempo e spazio nel frenare e fermarsi, che un'auto che invece viaggia a velocità inferiore. Nel secondo caso la persona a piedi per
strada magari non viene investita. Consideriamo questo un ottimo risultato.

Abbiamo verificato in altre occasioni l'impossibilità di intervenire con dissuasori della velocità di tipo fisico, e abbiamo considerato la scarsa efficacia di piccole segnalazioni visive
Crediamo dunque che per ottenere una adesione generale alla velocità di marcia piu consona al contesto abitato sia necessario, e praticabile senza grossi danni collaterali, stabilire il limite massimo di marcia veicolare, in tutte le strade del nostro Municipio, ai 30 km all'ora.
Limite che non inficia lo scopo di chi utilizza l'auto per spostarsi, ma che concede l'opportunità di fermarsi in tempo all'imprevisto urbano.

Non ci pare sensato limitare questo intervento solo ad alcune strade, mentre ad altre non applicarne la norma, in quanto ci sembra che molte delle vie collinari del nostro territorio impediscano di fatto comunque di superare questo limite; da qui nasce l'esigenza di insistere proprio su quelle direttive vocate ad accoglier piu traffico, e le maggiori intemperanze rilevate rispetto al problema, appunto.
Si possono considerare come eccezionali due direttive di attraversamento, nei tratti meno urbanizzati, mantenendovi gli attuali limiti dei 50km h.

Chiediamo dunque che il Consiglio recepisca e condivida questa necessità, e voti così la richiesta dell'impegno di Giunta, Assessore alla Viabilità, e Presidenza, ad elaborare una delibera che abbia l'obbiettivo di promuovere e sostenere la realizzazione di questa proposta:

Porre il limite alla velocità massima consentita in ambito urbano, nel territorio del Municipio bassa Valbisagno, ai 30km l'ora.

Consigliere Giuseppe Pittaluga
CapogruppoPRC/FdS
Municipio bassValBisagno

 http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/grenoble-metropoli-attenuata

sabato 9 gennaio 2016

Ex Mercato Ortofrutta, vigiliamo!

Ex Mercato Ortofrutta: "fatta la Festa, gabbato il Santo"!


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Bella la kermesse commerciale, con la musica ed i comici, ed è forse vero che ha riportato alla cronaca il tema delle molte aree dismesse che insistono in città, nel nostro municipio, come l'ex Mercato ortofrutticolo in C.so Sardegna.

Si ci è resi conto dello spazio che questa struttura "occupa", come è stato detto, ma noi preferiamo dire che "preserva", xche di fatto ha impedito sin'ora le speculazioni ed edificazioni che hanno distrutto il territorio negli ultimi anni, vuoi per le caratteristiche geologiche del sito, vuoi per l'integrità e compattezza della struttura Mercato, in sè.

Tra le bufale messe in giro ad arte, si sente quella che una volta realizzato il miniscolmatore per il rio Fereggiano, l'area del exMercato si libererebbe dai vincoli delle allerte e delle alluvioni, permettendone così una progettazione edile, qualsivoglia. E' una falsità.
Ricordiamo semplicemente a Lorsignori che quegli edifici sono costruiti in alveo del fiume Bisagno, di conseguenza han poco a che fare con l'esondazione del Fereggiano e molto a che vedere con la piena del Bisagno, certo non risolta dal già citato scolmatore. Sanno bene che senza lo Scolmatore del Bisagno rimarrà tutto come è, e di questo neanche se ne parla.

Liberata dal vincolo commerciale con l'Impresa che senza colpo ferire s'intasca tre milioni di euro per la disdetta del contratto da parte del Comune, l' area ora presenta la difficoltà di esser piazzata commercialmente, intera com'è, giacchè difficilmente senza scavare e senza alzare granchè, si ci potrebbe ricavare un grasso utile con un unico grande progetto.
Converrebbe allora, e sarebbe piu spicciolo, meno vistoso anche, alienarne pezzo a pezzo, senza dover pianificare alcunchè, a seconda degli interessi che emergeranno volta x volta.

Intanto il degrado pilotato ha fatto il suo corso. La copertura in eternit da anni giaceva al vento, così come le impalcature degli anni 80 intorno al Mercato, da un decennio le si doveva smantellare, per legge, così come si doveva tenere puliti e diserbati gli interni, asportando i calcinacci e i detriti.
L'esasperazione inizia a farsi sentire, quando dal cilindro dell Assessorato LLPP escono i fondi necessari alla bonifica tanto agognata, insieme però al mutuo per finanziare anche abbattimenti e modifiche alla struttura. Non previsti nè concordati o annunciati, sino ad oggi. 
Rifondazione ha ottenuto all'epoca risposte evasive alle nostre forti perplessità.
Ancora quale fosse il progetto o il disegno iniziale di questa operazione non ci è dato sapere, ma fortunatamente a questo punto molti abitanti e alcune associazioni iniziarono ad allertarsi ed a volerci veder chiaro, indispettendo qualcuno ma accendendo i riflettori su aspetti poco trasparenti della vicenda, ora sfumati, pare.

Al momento, l'Amministratore Municipale, da subito interessato alla questione e in qualche modo promotore del nuovo corso di "valorizzazione" dell area, pur non confrontandosi in alcun modo con il dissenso e il dubbio esplicitato da parte della popolazione, decide di accattivarsi il buon occhio dell'opinione pubblica esterenando l'idea che la volontà di iniziare ad utilizzare modesti spazi della struttura per alcuni brevi periodi, sia preludio per una prossima positiva riconversione dell'area stessa.
Piu che altro un metamessaggio utile a chiarire quali son i nuovi referenti, a chi bisogna rivolgersi ora insomma, per ottenere qualcosa.
E lo fa, da buon comunicatore, con l'apertura momentanea e la kermesse natalizia, iniziativa encomiabile e di sicuro successo, dedicata al piccolo commercio, alle associazioni, alla cultura, ed ai cittadini, che possono così rientrare, anche se un po come turisti, in quello che da sempre è loro, essendo stato un mercato comunale, ancor oggi di proprietà interamente pubblica.
(nei discorsi ascoltati in loco qualcuno addirittura sosteneva che se la cosa pubblica è lasciata così allora meglio farla gestire ai privati, proprio come sono riusciti a fare con lo storico e pregiato ex ambulatorio comunale di Piazza Tommaseo, in Scalinata Borghese, ceduto a un costruttore opportunista, dopo l'intervento "salvifico" di una "associazione", che sostiene di non(!) essere emanazione dello status quo.)

Con il pretesto di recuperare una piccola parte, un dieci per cento dell'area, ad uso di utilità pubblica, si rischia di far passare in mano ai privati il rimanente novanta per cento, una volta snaturata la struttura della sua compattezza ed unicità d'insieme. Questa però è la reale sostanza, la natura e la potenzialità stessa del exMercato Ortofrutta, qualunque futura riconversione ed utilizzo non può prescindere da questa condizione di insieme.
Sarebbe una follia farne uno spezzatino e conceder lotti x lo sfruttamento a chi vorrebbe piu o meno edificare. Rifondazione denuncia da tempo il timore che invece sia proprio questa la prospettiva.

Il valore reale di quell'area è nel non essere costruita, nel esistente, e nella capacità della collettività di risanarne l'ambiente vivibile e la funzione, anche produttiva e commerciale. Lì allora troveremo le opportunità di valorizzazione economica insieme alle risposte alle esigenze di migliore qualità di vita.

Questo puo avvenire solo con un Percorso di Urbanistica Partecipata, aperto a tutte le componenti del quartiere interessate, finalizzato ad ottenere un risultato condiviso e vederlo realizzare in un breve periodo. Come Rifondazione propone da tempo, inascoltata in MunicipioIII.
 
Municipio che insiste invece con proclami e promesse, ammiccamenti amicali, dictat e buone intenzioni, ed una arbitraria gestione personalistica, individuando come partecipazione popolare il consenso di una cerchia prestabilita.
Per questo continueremo le nostre battaglie, per la democrazia partecipata, per il diritto ad esercitare la critica e di incidere sulle decisioni da parte degli Abitanti, per la tutela del Territorio.
Anche dopo la festa.

Giuseppe Pittaluga
CapogruppoRifondazione Comunista, 
Municipio III Bassa Valbisagno
Circolo PRC Marassi "Dente" Bianchini